Hockey

Ambrì, una pausa per crescere e per salvarsi

La sconfitta a Langnau ha spento la già fievole speranza di qualificarsi ai play-in - Daniele Grassi, però, non vuole smettere di crederci: «Ci ricordiamo tutti la rimonta di qualche anno fa sul Berna» - Durante la sosta olimpica, Jussi Tapola avrà tanto lavoro da fare: «Soprattutto sulle situazioni speciali e il pattinaggio»
© KEYSTONE/MARCEL BIERI
Marco Mafffioletti
01.02.2026 21:00

È finita male l’ultima fatica prima della pausa olimpica per l’Ambrì Piotta. Tre reti incassate nello spazio di quattro minuti hanno condannato i leventinesi a Langnau. La già fievole speranza di rientrare miracolosamente in corsa per i giochi che contano – coi play-in ora lontani 12 punti – si è praticamente spenta. Adesso sì che i biancoblù dovranno esclusivamente pensare alla salvezza. Missione sulla carta relativamente facile, se affrontata con la dovuta accortezza e serietà. Lasciarsi alle spalle il Kloten (tornato davanti, a +1) ed evitare così la finale dei playout contro l’Ajoie deve però essere l’obiettivo primario.

Calo energetico

Alla Ilfis i biancoblù hanno pagato alcune falle di troppo contro uno scatenato Felcman e i suoi compagni. Un’altra colpa della squadra di Jussi Tapola è quella di aver gestito male le tante ripartenze concesse dai Tigers, un po’ meno solidi, organizzati e chiusi del solito. Probabilmente le fatiche mentali e fisiche accumulate con la trasferta di due giorni in Romandia, l’esonero di Eric Landry e René Matte e la vittoria nel derby si sono fatte sentire. Il Langnau, oltretutto, era reduce da una sola fatica settimanale. Daniele Grassi, però, non vuole attaccarsi a questo alibi. «Sicuramente, soprattutto a livello mentale, tutto quanto è accaduto negli ultimi giorni ci ha preso un po’ di energia, ma non è una scusante», afferma il capitano. «Bisogna essere bravi a recuperare e a trovare le energie quando servono, specialmente quando ci sono tante partite e ci si avvicina alla fine della regular season. Peccato, eravamo ben messi in partita ed eravamo anche riusciti a recuperare nel terzo periodo. È mancata un po’ di attenzione ai dettagli e forse – appunto – un pizzico di energia. E così Langnau ci ha puniti duramente. Ancora una volta abbiamo visto come bisogna giocare al fine di ottenere punti. Nel complesso, credo che in questa settimana si siano viste comunque parecchie cose positive da parte nostra. Nelle prossime settimane di pausa, dovremo continuare a lavorare sodo».

Dritto al sodo

Durante la lunga sosta olimpica, i leventinesi potranno conoscere meglio il loro nuovo coach. E viceversa. «Tapola mi ha subito dato un’ottima impressione», afferma Grassi. «Va diretto al punto, ha vinto tanto, sa come farlo e sa cosa vuole. Mette l’accento sui dettagli e sul fatto di fare le cose giuste per la squadra e non per se stessi individualmente». Dapprima i leventinesi godranno di qualche giorno di riposo, poi torneranno sul ghiaccio. «I punti principali su cui insistere? Credo – spiega il capitano – che sarà importante assimilare il nuovo sistema e lavorare sulla disciplina, con e senza disco. Ci sarà sicuramente anche un recupero fisico: è l’ultima occasione per poter mettere benzina nelle gambe».

Con la sconfitta di Langnau, ormai le speranze di riagganciare la zona play-in sono svanite, ma Daniele non vuole saperne di abdicare. «Sono uno che non perde mai la speranza, finché la matematica lo permette. Lo abbiamo vissuto direttamente qualche anno fa, con una rimonta quasi miracolosa sul Berna. Sino all’ultimo bisogna crederci. Più in generale, però, la testa va messa sul lavoro quotidiano. Adesso non è il caso di pensare troppo alla classifica o di lasciare spazio alla negatività».

Un rinnovo chiacchierato

La negatività esterna ha colpito direttamente Daniele Grassi, quando il suo rinnovo quadriennale è stato definito «assurdo» da molti tifosi e osservatori. «Personalmente, non seguo molto quello che si scrive o si dice», spiega il capitano ticinese. «Le cose esterne, in qualità di giocatore, non le puoi influenzare. La mia priorità era di rimanere ad Ambrì. Aver ricevuto un contratto di tale durata a 32 anni è un grande atto di fiducia da parte della società. Le critiche fanno parte del gioco, sono anche giuste in una stagione come quella attuale, in cui non stiamo facendo quello che ci eravamo prefissi. Bisogna saperle accettarle, fanno parte del nostro mestiere, ma se metti il focus sulle critiche, come atleta sei finito. Per me, quello che conta di più è ciò che accade all’interno della squadra, lì è importante sentirsi bene».

Capire i bisogni

Dal capitano a coach Tapola, che analizza così la sua prima sconfitta sulla panchina biancoblù. «Era la nostra quarta gara della settimana, la terza in trasferta. Il primo tempo non è stato perfetto, ma abbiamo giocato in maniera sufficientemente solida. Nel primi dieci minuti del secondo periodo abbiamo perso molta energia perché non siamo riusciti a fermare gli avversari nella zona difensiva. Nell’ultima frazione, subito dopo aver trovato il pareggio, purtroppo è arrivato l’uno-due del Langnau. Dopo la quarta segnatura ci sono venute a mancare energia e fiducia». Questa partita, come già il derby, ha permesso al 51.enne finlandese di conoscere meglio i suoi giocatori. «È fondamentale capire i ragazzi e le necessità della squadra, così da introdurre il sistema più adeguato. Dobbiamo crescere tutti assieme come gruppo».

Tapola sa già su quali aspetti metterà in particolar modo l’accento: «Le situazioni speciali e il pattinaggio avranno la priorità. Poi, sarà importante lavorare sul sistema, affinando ad esempio le situazioni di ingaggio. Per farlo, non voglio esagerare con le sedute tattiche, mi piace mettere il tutto in pratica sul ghiaccio. Ogni giorno di allenamento sarà importante, i giocatori dovranno mostrare quotidianamente il loro carattere. Nessuno è contento di essere nei bassifondi della classifica, l’obiettivo è avanzare». E al fine di migliorare e progredire, arriveranno o torneranno alla base alcuni giocatori: «Qualche giovane che fa parte del nostro roster allargato ci raggiungerà, sarà interessante mettere questi ragazzi alla prova».