Hockey

Anche il CIO ha chiesto chiarimenti sul «caso Fischer»

Il Comitato Olimpico Internazionale ha contattato Swiss Olympic dicendo di attendersi un'indagine approfondita sul falso certificato COVID utilizzato dall'ex allenatore della Nazionale per recarsi ai Giochi di Pechino nel 2022
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Red. Sport
22.04.2026 10:34

Il caso Patrick Fischer è arrivato all'attenzione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che ha chiesto chiarimenti a Swiss Olympic. «Il CIO ci ha contattati; ho ricevuto una telefonata da un responsabile. Voleva sapere cosa stesse succedendo», ha dichiarato martedì Roger Schnegg, direttore di Swiss Olympic, durante la trasmissione «Club» della SRF. Il CIO ha fatto sapere di attendere un'indagine approfondita sul caso, ha proseguito Schnegg, senza tuttavia formulare richieste specifiche. Come noto, l'allenatore della nazionale è stato licenziato la scorsa settimana a seguito delle rivelazioni della televisione svizzera tedesca (SRF) relative all'ottenimento, tramite l'applicazione di messaggistica Telegram, di un certificato falso di vaccinazione contro la COVID, utilizzato per recarsi alle Olimpiadi di Pechino nel 2022.

Ma cosa sarebbe successo se la notizia fosse trapelata durante i Giochi in Cina? «Lui (Patrick Fischer, ndr) non avrebbe sicuramente allenato la squadra», ha spiegato Roger Schnegg. «Il resto, ad esempio la questione di una sanzione o di un’esclusione dalla delegazione, è solo speculazione. Ma vista la severità delle misure in Cina all’epoca, non posso escluderlo.» Inoltre, il direttore di Swiss Olympic ritiene che il licenziamento del selezionatore fosse inevitabile. «Ha corso un grosso rischio, per sé stesso, per la squadra e per l’intera delegazione.» Roger Schnegg aggiunge tuttavia che Swiss Olympic non ha esercitato alcuna pressione su Swiss Ice Hockey.