Mondiali di hockey

Andrighetto, dalla riabilitazione al gol decisivo: «Qui l'atmosfera è magica»

L'attaccante rossocrociato ha recuperato appena in tempo da una commozione cerebrale, ma nel match d'esordio ha subito lasciato il segno - Stasera sfida la Lettonia del compagno di club Rufolfs Balcers, colui che lo mise involontariamente al tappeto costringendolo a un mese e mezzo di stop
© Keystone/Claudio Thoma
Fernando Lavezzo
16.05.2026 17:33

Lo scorso 25 marzo, a 33 anni, Sven Andrighetto subì la prima commozione cerebrale della sua carriera. Un traguardo che avrebbe volentieri evitato di inserire nel curriculum. Alla Swiss Life Arena si stava giocando gara-3 dei quarti di finale playoff tra ZSC Lions e Lugano. A stendere «Ghetto» fu un suo compagno di squadra, Rudolfs Balcers. Uno scontro durissimo, che ha tenuto fuori l'attaccante rossocrociato per un mese e mezzo. È tornato in pista soltanto la settimana scorsa, nell'ultima amichevole di preparazione ai Mondiali. Ieri sera, con l'assist per l'1-0 e il gol del 2-0 contro gli USA, ha tranquillizzato tutti sulle sue condizioni. E ha permesso alla Svizzera di iniziare il torneo di casa con il piede giusto: «Sono stato a lungo senza giocare, è vero, ma non significa che non ho fatto niente per sei settimane. Dopo i primi giorni molto difficili, nei quali riuscivo solo a dormire, ho lavorato sodo, e dal 21 aprile mi sono allenato con la Nazionale, tenendomi in forma e recuperando».

Stasera, alle 20.20, la selezione di Jan Cadieux cercherà di ripetersi. E stavolta uno scontro di gioco tra Andrighetto e il lettone Balcers sarebbe meno clamoroso, visto che i due saranno avversari. «Dopo quell'incidente non ricordavo nulla, pensavo di essere stato colpito da un giocatore del Lugano», ha raccontato Andrighetto al Tages Anzeiger. «Quando Christian Marti mi ha detto che ero stato centrato da uno dei nostri, quasi non ci credevo». La corsa contro il tempo per poter giocare i Mondiali nella sua Zurigo è stata piena di incertezze. Ma Sven non ha mai smesso di crederci. E adesso sta vivendo il suo sogno, davanti a 10 mila tifosi rossocrociati: «Non sapevo cosa aspettarmi», ha affermato ieri in mixed zone, dopo la partita. «L'attesa era immensa; si è parlato tanto di questo torneo casalingo. Appena siamo scesi sul ghiaccio, ci siamo ritrovati immersi in un'atmosfera fantastica. Questo ci ha dato una spinta ancora maggiore. Personalmente ho sentito solo gioia e nessuna pressione. In linea con Malgin e Suter, altri due ragazzi zurighesi, mi sono trovato a meraviglia. Ci conosciamo bene, ci intendiamo subito. Non vedo l'ora di tornare in pista per rivivere queste emozioni, ma la chiave per avere successo sarà quella di concentrarci sul presente, senza guardare troppo lontano».

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