«Aver finito bene ci dà fiducia per il derby»

Lehtonen, Grant, Lammikko, Balcers, Strömwall. Leggi questi cinque nomi e pensi: «Accipicchia, lo Zurigo ha un primo blocco di power-play impressionante». Poi realizzi che è il secondo. E che se una squadra come l’Ambrì vuole provare a battere i Lions, deve assolutamente stare lontana dalla panchina dei penalizzati. I biancoblù ci sono riusciti per metà partita, gestendo con disciplina il meritato vantaggio firmato da un grande Järventie a 18 secondi dalla prima sirena. Poi Malgin ha sfruttato la prima superiorità numerica per pareggiare. E nel finale del periodo centrale gli ospiti hanno dilagato con tre reti in 83 secondi, due delle quali ancora in power-play. Con l’uomo in più è arrivato pure il 5-1 all’inizio della terza frazione. Game over? No. Invece di pensare al derby di domani sera, i leventinesi hanno deciso di provarci ancora. O meglio, lo ha deciso Järventie, che ha risollevato compagni e tifosi con due reti in due minuti, in una fase di gioco bollente che ha visto gli arbitri andare fuori giri. L’Ambrì ha sfiorato la rete del «-1», regalando ai tifosi una serata appassionante. Aperitivo ideale per la trasferta a Lugano.
«Non risparmiamo le energie»
L’analisi di Zaccheo Dotti parte proprio dalla fine. Dalla voglia di giocarsela, malgrado le quattro reti di svantaggio e nonostante la prima sfida cantonale all’orizzonte: «A noi non importa se siamo sopra o sotto nel punteggio. Ogni sera vogliamo lottare fino alla fine. A maggior ragione, alla vigilia di un derby. Finire la partita con belle sensazioni ci dà fiducia in vista della sfida con il Lugano. Risparmiare le energie è un concetto che da noi non esiste. Abbiamo lavorato duramente tutta l’estate proprio perché sappiamo di dover giocare tre partite a settimana. Lasciar andare il terzo tempo e rischiare di prendere un’imbarcata non fa parte della nostra filosofia. Come giocatore, vado a dormire più sereno se so di aver dato tutto fino all’ultimo secondo».
In casa leventinese c’è rammarico per le troppe penalità rimediate nei momenti chiave. E questo al netto di una direzione di gara che nel terzo tempo ha fatto infuriare il pubblico. «Non amo parlare degli arbitri», dice Zack. «Le nostre penalità c’erano tutte, probabilmente ne sono mancate un paio a favore, ma noi vogliamo concentrarci su ciò che possiamo controllare. Di sicuro non bisogna concedere così tante chance a un power-play così forte». Anche l’Ambrì ha goduto di 8’ con l’uomo in più, ma non li ha sfruttati. Nonostante un Järventie indemoniato.
