Hockey femminile

Brändli, dall’isolamento a un epico «shutout»

Questa sera a Santa Giulia la Svizzera sfida il forte Canada nella semifinale olimpica - Nel quarto di sabato a Rho, vinto 1-0 contro la Finlandia, la nostra portiera è stata impeccabile - I suoi Giochi erano però iniziati con la positività al norovirus: «La sfida più dura della mia carriera»
© AP/Carolyn Kaster
Fernando Lavezzo
16.02.2026 06:00

«L’ultimo minuto è durato almeno un quarto d’ora, credo di aver avuto due infarti», scherza Nicole Vallario al termine del quarto di finale vinto sabato a Rho contro la Finlandia. Un epico 1-0 che la ragazza ticinese e le sue compagne hanno protetto con grande cuore, spirito di squadra e compattezza difensiva. «Ci siamo prese una bella rivincita per la sconfitta di quattro anni fa a Pechino, nella finale per il bronzo, contro le stesse finlandesi», aggiunge Nicole. «Vincere così, sacrificandoci tutte fino alla terza sirena, è stato ancora più bello. Sono felice, possiamo continuare a sognare una medaglia». Stasera a Santa Giulia (ore 21.10) le rossocrociate sfideranno il forte Canada in semifinale: «Non abbiamo nulla da perdere e ci proveremo», assicura sorridente la ragazza di Davesco. Nell’altra semifinale si affrontano USA e Svezia.

48 ore in una stanza

Decisivi, sabato, sono stati il gol di Alina Müller nel secondo tempo e lo «shutout» di Andrea Brändli, autrice di 40 parate. E dire che i Giochi della nostra portiera titolare erano iniziati nel modo peggiore, con la positività al norovirus che l’aveva costretta in isolamento al villaggio olimpico e che aveva privato tutta la nazionale di hockey femminile della cerimonia d’apertura. «Praticamente non ho avuto sintomi, ma questa situazione ha rappresentato la sfida più difficile della mia carriera», racconta la 28.enne zurighese, che gioca da professionista in Svezia, nel Frölunda. «Sono reduce da una stagione fantastica e mi ero preparata al meglio per questi Giochi». Brändli è rimasta da sola nella sua stanza per 48 ore. «Mi hanno portato da mangiare e ho seguito molte gare in TV, a cominciare, naturalmente, dalle partite della mia squadra. Mi ha aiutata molto parlare con una psicologa dello sport, anche se solo al telefono. Era anche lei nella sua stanza, al piano inferiore».

«Andrea ci ha dato tanta fiducia, è stata solida dall’inizio alla fine, ma non è una sorpresa: in Svizzera sappiamo di poter contare su ottime portiere e anche Maurer si è fatta valere in questi Giochi», afferma Nicole Vallario. «Abbiamo vissuto una prima settimana ricca di alti e bassi - conclude la ticinese -, ma la forza di un gruppo si misura proprio nelle difficoltà, e noi abbiamo reagito molto bene».

Una medaglia ad Ambrì?

C’è un’altra rossocrociata che spera di portare una medaglia in Ticino. È Lena-Marie Lutz, 24.enne attaccante dell’HCAP Women con un passato nelle Ladies Lugano: «Salire sul podio sarebbe bellissimo e noi ci crediamo», racconta. «Contro la Finlandia abbiamo lottato dall’inizio alla fine, mettendoci tanta energia. Le parate di Brändli sono state importanti, ma è stata una vittoria di squadra. Contro il Canada non partiamo favorite, ma di certo non ci risparmieremo pensando alla finale per il bronzo. Daremo tutto e proveremo a vincere». Fernando Lavezzo