Cadieux cerca la serenità in mezzo alla tempesta: «Abbiamo un Mondiale da preparare»

(aggiornato alle 16.25) Allenatore, giocatori e dirigenti della nazionale svizzera hanno cercato di placare gli animi davanti ai media, questa mattina a Bienne, alla vigilia delle due amichevoli di preparazione contro l’Ungheria, in programma domani e venerdì, alle 19.45, alla Tissot Arena. Tutti auspicano un ritorno alla tranquillità, dopo lo scandalo che settimana scorsa ha portato al licenziamento di Patrick Fischer. «Abbiamo un Mondiale da preparare», hanno ribadito i protagonisti all’unisono, a tre settimane dall’inizio dalla rassegna iridata di Zurigo e Friburgo. La vicenda del certificato COVID falsificato da Fischer per poter partecipare alle Olimpiadi di Pechino 2022 non ha creato discordia all’interno della Nazionale, hanno assicurato i giocatori e il nuovo selezionatore Jan Cadieux, che si è presentato per la prima volta davanti ai giornalisti insieme a Lars Weibel, direttore delle squadre nazionali, e all’addetto stampa Finn Sulzer.
Neanche la lettera inviata alla Federazione da Roman Josi, nella quale il capitano ha chiesto il reintegro di Fischer, ha turbato il gruppo, stando a quanto riferito. La missiva era «destinata esclusivamente all’uso interno», ma è comunque trapelata ai media martedì. «Abbiamo discusso molto della vicenda la scorsa settimana in Slovacchia, anche con i nostri giocatori di NHL», ha affermato Cadieux. «Io ero a conoscenza dell’iniziativa di Josi. Mi ha assicurato personalmente che le sue dichiarazioni non erano rivolte contro di me. Anche i giocatori provano delle emozioni. E Fischi ha fatto tanto per questa squadra e per l’hockey svizzero. Per me non è un problema». La sua ascesa al ruolo di head coach, pianificata per la fine dei Mondiali, è stata inaspettatamente anticipata, nel modo più improvviso e inimmaginabile: «Non potevo prepararmi a una cosa del genere», spiega l’ex attaccante di Friburgo, Ginevra e Lugano. Ma ora - assicura - sto facendo tutto il possibile per trarre il meglio dalla situazione.
Riunire il popolo
Come detto, anche i giocatori hanno sfilato davanti a microfoni e taccuini. Tristan Scherwey, attaccante del Berna e veterano della Nazionale, non nasconde la particolarità della situazione: «Mentirei se non lo definissi uno stato di emergenza». La lettera di Josi, afferma, non sta causando divisioni all’interno della squadra: «Bisogna capire che non tutti hanno la stessa opinione». All’interno del gruppo si sono già svolte intense discussioni: «Siamo riusciti a raggiungere un accordo. Stiamo percorrendo questo cammino insieme e ciò, a prescindere dal fatto di essere d’accordo su tutto o meno, è un segno della nostra forza». Sul tema, osserva Scherwey, «tutto il Paese è diviso». Per questo, il suo desiderio è quello di «riunire il popolo» attraverso una squadra in cui tutti possano identificarsi durante il torneo che inizierà il 15 maggio: «Del resto, abbiamo tutti un unico obiettivo: vincere finalmente la medaglia d’oro».
Le emozioni di Leo
Un altro «grande vecchio» della squadra, Leonardo Genoni, ha descritto una settimana molto emozionante, iniziata con la videoconfessione di Fischer. Quando l’ha vista, il portiere dello Zugo è rimasto molto sorpreso. Anche lui faceva parte della selezione che si è recata in Cina nel 2022: «Non avrei mai pensato che una storia del genere fosse possibile, ma nemmeno mi aspettavo una settimana così turbolenta». Genoni ha rivelato che è stato lo stesso Fischer a dare personalmente la notizia del suo licenziamento alla squadra: «Penso che fosse importante per lui. Anche il fatto di poter salutare tutti. Ci ha detto che credeva ancora in questa squadra e che non tutto era negativo». Un momento sicuramente molto emozionante. Sulla lettera di Josi, Genoni ha ribadito «che sarebbe dovuta rimanere una questione interna» e non ha voluto commentarla ulteriormente. Ma anche lui parla di una squadra unita: «Ne abbiamo discusso a fondo. Abbiamo opinioni diverse, ma il nostro obiettivo rimane lo stesso: vincere il Mondiale».
Bichsel resta in castigo
Al Mondiale non ci sarà Lian Bichsel. Jan Cadieux ha infatti escluso l’ipotesi di reintegrare il difensore dei Dallas Stars, sospeso dalla Nazionale da oltre due anni per decisione di Patrick Fischer, dopo aver rifiutato due volte la convocazione con la Svizzera Under 20. Questa sospensione rimane valida fino al termine dei Mondiali, ha precisato Cadieux, aggiungendo che diverse persone e istanze sono state coinvolte nella decisione. Si sta invece valutando la situazione dell’attaccante dei San Jose Sharks Philipp Kurashev, ancora senza contratto per la prossima stagione. La sua presenza a Zurigo dipende anche da questioni assicurative.