«Ce l'hanno fatta»: la stampa svizzera celebra il titolo del Gottéron

Giovedì sera, battendo il Davos in gara-7 all'overtime, il Friburgo-Gottéron ha conquistato il suo primo titolo di campione svizzero, ponendo fine a decenni di attesa e delusioni. Dai media della Svizzera romanda ai quotidiani della Svizzera tedesca, la stampa ha omaggiato una vittoria tanto storica quanto meritata.
«Ce l'hanno fatta!», titola la Liberté, con un'enorme foto in prima pagina del capitano Julien Sprunger mentre solleva la Coppa. «Dopo questo, possiamo morire tranquilli», prosegue il quotidiano friburghese in apertura della pagina sportiva, in riferimento alla frase cult di Thierry Roland dopo la vittoria della nazionale francese ai Mondiali del 1998. Inviato speciale del giornale a Davos, Pierre Schouwey non ha usato mezzi termini nel suo commento. Ora bisogna costruire «una statua per “Juju” (Sprunger), e in fretta» ha detto.
Il quotidiano friburghese, che sul proprio portale online ha temporaneamente cambiato nome in La Victoire, ha pubblicato anche un supplemento di 28 pagine dedicato ai campioni. «Da Châtel-Saint-Denis a Flamatt o dal Lac-Noir a Estavayer-le-Lac e anche oltre, passando per la Basse-Ville, dove il club ha le sue radici, il Gottéron non lascia nessuno indifferente» ha scritto Patricia Morand. «I Dragoni scrivono la storia e i loro tifosi alimentano la leggenda».
Secondo 24 heures e la Tribune de Genève, «probabilmente mai prima d'ora, nella storia dell'hockey svizzero, un gol era stato festeggiato con tanto entusiasmo». Il gol segnato ai tempi supplementari dallo svedese Lucas Wallmark, «l'eroe della serata», ha fatto precipitare un intero cantone nell'euforia. «A Friburgo, è un intero popolo che ha smentito il destino» ha ribadito Florian Müller, responsabile della cronaca sportiva dei quotidiani romandi di Tamedia, in un editoriale. Il Gottéron ha infine abbandonato il suo «magnifico abito da perdente» per «indossare un abito di luce». È il «trionfo della tenacia».
Anche i giornali della Svizzera tedesca hanno reso ampio omaggio alla vittoria dei Dragoni. Per la NZZ, questo titolo rappresenta «una storia di romanticismo sportivo», ma anche «una buona notizia per l’hockey su ghiaccio svizzero». Il quotidiano zurighese si è spinto oltre: «Losanna, Lugano, Zugo e Zurigo sono finanziate da miliardari. Il Ginevra-Servette dipende dal gruppo Rolex. Dall’inizio della pandemia, solo le squadre di questa lista hanno trionfato. Il Gottéron ne è in un certo senso l’antitesi: si è guadagnato il titolo grazie alla sua tenacia e alla sua perseveranza».
«È la fine dello slogan beffardo “Nie Schwiizermeister”» ha da parte sua commentato il Freiburger Nachrichten, riferendosi all'espressione in svizzerotedesco traducibile con «mai campione svizzero». Nel suo commento, Frank Stettler ha sottolineato anche la «decisione coraggiosa» del direttore sportivo Gerd Zenhäusern di separarsi dall'allenatore Christian Dubé nel maggio 2024. Allora, fu annunciato l'arrivo dello svedese Roger Rönnberg, più di un anno prima della sua entrata in carica. «Christian Dubé non era riuscito a compiere l'ultimo passo, quel cambiamento di paradigma tra un'eccessiva presunzione e una mentalità vincente» ha scritto il responsabile della rubrica sportiva. «Roger Rönnberg incarna esattamente l'opposto: un cambiamento di cultura e un'identità affermata, senza per questo rinnegare lo spirito e l'anima del Gottéron».
