«Con Jussi Tapola per finire al meglio questa stagione»

Quattro derby, quattro staff tecnici diversi. L’Ambrì Piotta ha stabilito un record. Nella prima sfida stagionale contro il Lugano, il 30 settembre, l’allenatore era ancora Luca Cereda. Ricordiamo molto bene l’abbraccio con Filippo Lombardi dopo la vittoria. Nella seconda, il 28 ottobre, Eric Landry e René Matte erano co-allenatori ad interim. Nella terza, il 28 novembre, Landry era già stato nominato head coach da un paio di settimane. Al fianco di Matte, in qualità di secondo assistente, si era inoltre aggiunto Saku Martikainen. Domani sera alla Gottardo Arena, sulla panchina dei padroni di casa, debutterà Jussi Tapola, affiancato dallo stesso Martikainen e dall’altro nuovo innesto, Pasi Puistola.
Il primo incontro
Il nuovo head coach finlandese, esonerato dal Berna il 1. ottobre, scenderà per la prima volta sul ghiaccio con la squadra biancoblù nel warm-up di domani mattina. Oggi, sul mezzogiorno, ha già incontrato i giocatori a Bellinzona, lontano dalla pista. Ma come si è arrivati alla sua nomina? E perché proprio adesso? L’unico autorizzato a parlarne, senza potersi sbottonare e senza mai fare il nome del suo successore Lars Weibel, è stato il ds ad interim, Alessandro Benin: «La decisione di cambiare rotta era già stata presa e avallata una decina di giorni fa», spiega il 48.enne italiano. Presa e avallata da chi? «Dall’HCAP». Punto. Sulle tempistiche, Benin conferma che la notizia è stata data alla squadra ieri sera, subito dopo la sconfitta all’overtime di Friburgo: «Lo abbiamo detto prima a Eric e René, poi ai giocatori. Non crediamo che questa notizia abbia sconvolto lo spogliatoio e confidiamo che l’impatto di una nuova voce possa fare solo del bene. Contro il Lugano e poi sabato a Langnau, Jussi Tapola potrà cominciare a conoscere meglio la squadra. Prima dello sprint finale, avrà a disposizione la lunga pausa olimpica – e due partite amichevoli – per lavorare più a fondo e valutare il gruppo. Le trasferte di Ginevra e Friburgo ci hanno detto che i ragazzi ci sono, la squadra è viva».
Esperienza da vendere
I punti a favore di Tapola, secondo Benin, sono molti: «Innanzitutto, conosce perfettamente la National League. Dopo la separazione con il Berna, Jussi è rimasto in Svizzera e ha continuato a seguire assiduamente il nostro campionato. Ha esperienza e può contare su grandi qualità umane. Dai giocatori, pretenderà il massimo impegno. Non voglio parlare di questioni tattiche al posto suo, ma a questo punto della stagione, più che il sistema di gioco, conteranno alcuni aspetti per lui non negoziabili: tutti, dal primo all’ultimo, dovranno dare il 100% per almeno 60 minuti, non solo con il disco, ma anche senza. Contro un Lugano in gran forma, dovremo mostrare subito la giusta attitudine».
Il futuro può attendere
Jussi Tapola, desideroso di tornare subito nella mischia, proverà a guadagnarsi un contratto per la prossima stagione, anche se il suo hockey – tendenzialmente attendista, difensivo e strutturato – non corrisponde esattamente all’identikit abbozzato una dozzina di giorni fa da Lars Weibel, amante del gioco veloce e delle battaglie. «In questo momento le questioni contrattuali non sono rilevanti», afferma Benin. «Abbiamo un unico obiettivo, una sola grande priorità condivisa da tutta l’organizzazione: finire la stagione 2025-26 nel miglior modo possibile». Per i play-in servirebbe un miracolo, ma il dodicesimo posto, sinonimo di salvezza e vacanze anticipate, senza passare dai playout, è a un solo punto di distanza. Anche grazie alle ultime prestazioni offerte tra Ginevra e Friburgo, valse tre punti forse insperati, sotto la guida di Landry e Matte: «Per Eric e René nutriamo soltanto riconoscenza», conclude Benin. «Hanno guidato la squadra durante mesi complicati, dando sempre il massimo. Semplicemente, la società ha deciso di andare in un’altra direzione».
