Hockey

Con l'addio di Čajkovsky l'Ambrì si è tolto un peso

Il difensore slovacco, arrivato in condizioni di forma impresentabili, sarà ricordato come uno dei peggiori acquisti nella storia recente del club leventinese - In sei partite ha accumulato un bilancio personale negativo di -12
© Keystone/Andrea Branca
Fernando Lavezzo
25.01.2026 18:00

In un weekend senza partite, l’Ambrì si è tolto un peso, pari ai 107 chili abbondanti di Michal Čajkovsky. Il difensore slovacco, ben presto finito ai margini e destinato a essere ricordato come uno dei peggiori acquisti nella storia recente de club, ha espresso il desiderio di andarsene «per motivi personali». «Il club – si legge nel comunicato – ha assecondato la sua richiesta». Il 33.enne si è poi accasato al Traktor Chelyabinsk, in KHL, smentendo l’HCAP che ha parlato di un «ritorno a casa». Rimasto senza squadra al termine del campionato 2024-25, l’ex mastino dello Spartak Mosca è arrivato in Leventina il 12 novembre. Sin dai primi allenamenti, il suo ritardo di condizione è apparso evidente. Ha giocato 4 partite di fila tra il 20 e il 28 novembre, poi è sparito dai radar, tornando in pista solo altre due volte: il 20 dicembre a Losanna e il 3 gennaio a Davos. In ognuna delle 6 partite in biancoblù, Čajkovsky ha lasciato il ghiaccio con un bilancio personale negativo, per un complessivo -12. Particolarmente catastrofici il derby del 28 novembre alla Cornèr Arena (-3) e l’ultima trasferta nei Grigioni (-4). Il tutto condito dal nulla assoluto in zona offensiva. Lo slovacco ha pure disputato la Spengler con il Friburgo, ma anche i burgundi si sono presto resi conto della sua pessima forma, schierandolo con il contagocce.

Come Petan

Michal Čajkovsky è il secondo straniero a lasciare l’Ambrì nel corso di questa stagione. Il primo, a fine ottobre, era stato Nic Petan, congedato con un comunicato stampa quasi identico a quello diramato per lo slovacco: «L’attaccante canadese ha manifestato la volontà di rescindere il proprio contratto per motivi personali e il club ha accettato la sua richiesta». Eric Landry può ora contare su sei soli «import», ma in fondo era già così da tre mesi. Ai leventinesi restano due licenze straniere. È però difficile capire quanta voglia ci sia di investire ancora soldi in questo campionato, che si sta trascinando verso un unico obiettivo: salvarsi il prima possibile. Un vero rinforzo di valore potrebbe certamente rivelarsi utile, ma dove trovarlo un giocatore così, a gennaio inoltrato, potendo offrire solo una somma contenuta e una classifica disastrata? Inoltre, chi lo sceglierebbe? E chi avallerebbe la decisione?

Missione salvezza

Meglio concentrarsi sul presente. La missione salvezza inizia domani sera a Ginevra, nella prima tappa di un tour de force che vedrà i biancoblù impegnati ancora martedì a Friburgo, giovedì in casa contro il Lugano e sabato a Langnau, prima della pausa olimpica. I risultati del weekend hanno visto la fuga del Berna, con la linea dei play-in salita a +13. In compenso, il Kloten ha continuato a inciampare, perdendo in casa dell’Ajoie e restando a +4 dai biancoblù, i quali hanno giocato una gara in meno. I più pessimisti si preoccupano per l’avvicinamento dei giurassiani, che hanno vinto 4 delle ultime 5 partite e sono ora a -7 dall’Ambrì (con due gare in più). In sostanza cambia poco: per raggiungere qualsiasi obiettivo – che siano i play-in, le vacanze anticipate o il fattore pista nei playout – Grassi e compagni hanno una sola cosa da fare: vincere le partite.