Hockey

De Luca: «Non mi metto più così tanta pressione addosso»

L'Ambrì Piotta dell'attaccante italiano rende visita al Berna dopo il successo sullo Zugo
Tommaso De Luca, attaccante italiano dell'Ambrì Piotta. ©Keystone/Andrea Branca
Flavio Viglezio
09.01.2026 06:00

Episodio isolato a alba di una nuova rinascita? Il successo dell’Ambrì Piotta sullo Zugo deve rispondere (anche) a questa domanda. Mica facile. È forse meglio non correre troppo in là con i pensieri, vivere nel presente e vedere cosa dirà la sfida con il Berna. Una sorta di scontro diretto nella corsa per un posto nei play-in. Quel che è certo, è che la vittoria contro lo Zugo ha portato nuova fiducia nello spogliatoio leventinese. Quella fiducia necessaria per conquistare risultati positivi: «Prima della sfida con i Tori – spiega Tommaso De Luca – a livello mentale eravamo tutti piuttosto giù di morale a causa di quella serie di sei sconfitte consecutive. C’era parecchia negatività, insomma. Fortunatamente con lo Zugo siamo riusciti a ribaltare la situazione e adesso l’atmosfera è un po’ più serena. Dobbiamo però essere coscienti che si tratta solo di una vittoria, niente di più. Penso però che questo successo ci farà affrontare le prossime partite con un’attitudine positiva».

Limiti e qualità
Rispetto, per esempio, alla sfida casalinga con il Langnau, si è visto un Ambrì Piotta che non ha mai mollato. Un Ambrì conscio forse dei suoi limiti, ma anche delle sue qualità. La squadra di Michael Liniger ci ha capito poco su tutto l’arco dei sessanta minuti: «Volevamo tutti la vittoria contro lo Zugo. Abbiamo seguito alla lettere il nostro piano di gioco: lo abbiamo applicato bene, giocando in maniera compatta per tutti i sessanta minuti e questo ci ha premiati».
Qualcosa è cambiato non solo nell’attitudine. Soprattutto dopo il rigore trasformato da Joly, i leventinesi hanno preso fiducia e hanno iniziato ad andare in maniera più diretta sulla porta difesa da Genoni: «Come ho detto, abbiamo seguito il piano di gioco voluto dallo staff tecnico. La nostra tattica ha funzionato, abbiamo concesso poco ai nostri avversari. Lo abbiamo fatto tutti insieme, con tutte le quattro linee e i cinque giocatori in pista e questo ci ha fatto un gran bene»

Tutto nella testa
Michael Joly ha evocato un concetto interessante. ha sottolineato come per una volta tutti abbiano rispettato il proprio ruolo, giocando in maniera semplice. E nessuno – nonostante il risultato sia rimasto a lungo fermo sullo zero a zero –ha provato a risolvere la sfida individualmente: «È meno complicato provare a vincere le partite come squadra che a livello individuale. Ha ragione Joly, in altre occasioni avevamo forzato troppo le giocate. Ognuno di noi ha un ruolo ben definito. C’è chi è più portato a segnare le reti, mentre altri devono invece farsi valere mettendoci tanta energia. Contro lo Zugo c’è stata una grande connessione tra questi aspetti».
Sarà insomma fondamentale ripetere una prestazione di questo tipo alla PostFinance Arena, contro un Berna che negli ultimi tempi ha dato segni di risveglio. ma che rimane per ora un avversario diretto nella battaglia per i play-in: «Sarà molto importante il gioco in zona neutra, dove dovremo cercare di fermare o di rallentare gli Orsi prima che entrino nella nostra zona di difesa. Inoltre dovremo continuare a segnare come fatto con lo Zugo: saranno questi i nostri obiettivi principali. Sarà di sicuro una partita molto intensa. loro pattinano moltissimo ed è per questo che dicevo che dovremo assolutamente rallentarli in zona neutra».
Un eventuale successo a Berna significherebbe molto anche a livello di continuità di rendimento. Se vuole i play-in, l’Ambrì Piotta deve iniziare a vincere qualche partita di fila: «La costanza di rendimento a questo punto è qualcosa di esclusivamente mentale. Adesso non possiamo più permetterci di andare giù di morale se le cose non vanno esattamente come vogliamo. Sappiamo che stiamo affrontando le sfide decisive di questo campionato e quindi dobbiamo dare il massimo per riuscire a tornare tra le prime dieci squadre della classifica».

Onori e oneri

Eric Landry sta cercando la giusta composizione delle linee. È normale, quando le cose non vanno per il verso giusto, provare a cambiare. Oggi Tommaso de Luca si ritrova a dover recitare un ruolo importante al centro di due stranieri, Joly e Formenton. Onori e oneri: «Mi trovo bene con Michael Joly e Alex Formenton. Dopo la prima partita che abbiamo disputato insieme, eravamo piuttosto soddisfatti. Ci sono sicuramente degli aspetti da migliorare, ma penso che ci sia una buona chimica tra di noi a livello offensivo. Giochiamo in modo semplice e riusciamo a crearci delle buone occasioni».
Ha solo 21 anni, De Luca. Eppure già due o tre stagioni fa affermava di mettersi spesso addosso tanta pressione. Come se una tale attitudine gli permettesse di crescere più velocemente. È maturato, sotto questo punto di vista: «Ho smesso di mettermi così tanta pressione sulle spalle. Ho capito che non ce n’è bisogno. Sono ancora giovane, ma volevo che tutto accadesse in fretta. Ho capito che serve tempo per crescere e migliorare e che nell’hockey non ci sono solo le reti e gli assist. In questo momento sto cercando di lavorare con questi presupposti».
Intanto tra un mese inizieranno le Olimpiadi. Tommaso De Luca sogna di prendervi parte con la nazionale italiana. È però ancora in attesa di un’eventuale selezione: «Per quel che riguarda i Giochi, non sappiamo ancora nulla. Ci hanno detto che ci chiameranno la prossima settimana per farci sapere. Un sogno? Penso sia il sogno di ogni bambino giocare le Olimpiadi contro i giocatori della NHL. In casa, inoltre. Ci spero davvero tanto, non posso nasconderlo».

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