De Luca: «Per ora è facile fare il capitano dell'Ambrì»

Derby vinto e secondo posto in classifica. «Per ora è facile fare il capitano dell'Ambrì», scherza Tommaso De Luca. «Non sono sorpreso di vederci così in alto, perché ce lo meritiamo», aggiunge l'attaccante italiano. «Ovviamente la stagione è ancora lunga e guardare la classifica non ha molto senso. Ma essere secondi è una bella roba e speriamo di continuare in questa direzione. Stiamo giocando bene e stasera siamo stati aiutati anche dal power-play, che ci ha permesso di uscire indenni da un primo tempo tosto. Nel periodo centrale siamo riusciti ad alzare la nostra intensità e nel terzo tempo siamo stati bravi a gestire il dopo vantaggio, concedendo poco e continuando a giocare il nostro hockey, senza tirarci troppi indietro». L'Ambrì non ha accusato le fatiche della sera prima, quando ha battagliato fino all'ultimo con lo Zurigo. Riuscirà, la squadra leventinese, a giocare con questa energia per tutta la stagione? «Con la preparazione estiva che abbiamo fatto, sono sicuro che le gambe ci sosterranno sempre e che porteremo sempre tanta intensità sul ghiaccio. Siamo già alla sesta partita in due settimane, ma riusciamo a dare sempre il massimo». L'impressione è che i leventinesi abbiano già tante certezze a cui appoggiarsi: «Giochiamo bene di squadra, aiutandoci l'uno con l'altro. Lo spirito di gruppo è incredibile ed è quello che ci sta facendo vincere le partite. Anche i quattro nuovi stranieri si sono subito integrati e ci stanno dando una grossa mano».
Devono ancora adattarsi, invece, i nuovi «import» del Lugano. Eppure, il derby era iniziato bene per i bianconeri. Il cui primo rammarico è senz'altro quello di non aver capitalizzato il primo tempo, giocato meglio dell'Ambrì ma chiuso sul 2-2: «È vero, nei primi venti minuti abbiamo giocato bene, ma subire due reti in due situazioni di inferiorità numerica ci ha fatto male. È stato un po' frustrante e ci ha un po' condizionati nel secondo tempo. Dopo l'intervallo ci siamo presi troppi rischi, abbiamo cercato giocate evitabili, dimenticandoci di fare le cose semplici. Questo ha generato errori e dischi persi che l'Ambrì ha sfruttato per prendere il largo. Complimenti a loro per l'efficacia, ma noi avremmo dovuto essere più strutturati». L'impressione è che i leventinesi siano entrati perfettamente nel campionato, mentre il Lugano, complice un calendario che li ha visti scendere in pista solo due volte a settimana, non ha ancora trovato il ritmo ideale. «Onestamente, il calendario non è un problema. Abbiamo avuto tempo di allenarci duramente, purtroppo oggi non siamo riusciti a mettere in pista ciò che abbiamo preparato. Bisogna imparare, è un processo. La partita perfetta non esiste, ma non siamo ancora riusciti a mettere insieme tutti i pezzi. Contro lo Zugo si erano visti dei passi in avanti, ma in questa lega bisogna essere costanti».
Secondo Jussi Tapola, il Lugano sarà un top team di questo campionato. «Hanno grandi giocatori e un grande staff tecnico». Intanto, però, se la gode lui: «Non ero soddisfatto del nostro primo tempo. I bianconeri avevano un livello più alto di intensità. Nella prima pausa ho detto ai ragazzi che avremmo dovuto crescere sotto questo aspetto». Missione compiuta. «La risposta dei ragazzi è stata buona. Siamo stati anche intelligenti, ma è stata soprattutto una vittoria ottenuta con il cuore, le battaglie, il sacrificio e il lavoro sporco. Ad Ambrì, tutti devono dare il massimo per la squadra, ognuno con il proprio ruolo. Fin qui, i giocatori lo stanno facendo. I risultati arrivano da qui». Per Tapola è la seconda vittoria in due derby: «Per me ogni vittoria conta tantissimo, ma quando vedo i miei ragazzi, capisco che battere il Lugano è una cosa diversa. Sono contento soprattutto per loro. Il mio lavoro è dare loro i mezzi per rendere al meglio».
Tomas Mitell incassa il pronostico di Tapola, che vede un Lugano protagonista del campionato: «È facile per lui dirlo dopo una vittoria», scherza il coach svedese. Che poi analizza così la sconfitta: «Abbiamo giocato un buon primo tempo, che avremmo però dovuto chiudere con una o due reti di vantaggio. Il periodo centrale non è stato super negativo, ma loro sono stati bravi a capitalizzare le loro occasioni. All'Ambrì non mancano i giocatori di talento. Noi avremmo dovuto essere più bravi nelle battaglie in zona difensiva e nel gestire il disco in zona offensiva. I leventinesi sono stati efficienti e hanno giocato bene in difesa, battagliando. Noi potevamo fare di più, questo è poco ma sicuro. In generale, non siamo ancora entrati del tutto dentro la stagione. Ci servono più partite». Finito ancora in tribuna per far spazio a Shore, Dahlström è certamente mancato, sia in inferiorità numerica, sia nel mettere ordine davanti alla propria porta: «Nick ha giocato un buon match e ha anche segnato e in generale tutti i nostri stranieri stanno lavorando sodo e sono tutti sullo stesso piano. Spero che qualcuno alzi il livello, così da aumentare la differenza con gli altri. Di certo non sono scelte facili. Ma Calle è effettivamente un giocatore importante nel nostro sistema difensivo».
