Dieci domande a dieci giorni dall'ingaggio di inizio della National League

A dieci giorni all’inizio della nuova stagione di National League vi proponiamo dieci domande sparse che ci accompagneranno fino al primo ingaggio, ma pure durante l’intero campionato.
1 - Quanto peseranno gli addii e le scelte dei vecchi leader?
L’estate ha privato diverse squadre di National League di alcuni punti di riferimento importanti, molti dei quali avevano la «C» sul petto. Il Friburgo ha perso la sua bandiera (Sprunger), il Davos il proprio trascinatore offensivo (Stransky), mentre Berna e Kloten si sono separati da senatori come Untersander, Moser e Kellenberger. Anche il Langnau ha salutato il capitano Pesonen, mentre l’Ajoie ha chiuso un’era con l’addio di Hazen. Aggiungiamoci, alle nostre latitudini, le defezioni di Zwerger e Bürgler da Ambrì. Non si tratta in questi casi soltanto di sostituire punti, ma identità e leadership nello spogliatoio. Un compito spesso ancora più difficile, che non sarà scontato svolgere a dovere.
2 - I nuovi capitani saranno all’altezza del compito?
Tanti capitani che partono... e tanti che ne prendono il posto. A Friburgo la «C» è passata a Glauser, mentre il Langnau ha optato per Flavio Schmutz: in questi casi, all’esperienza succede altra esperienza. Per certi versi sorprende invece la decisione del Davos di affidare subito il compito a Jäger, appena rientrato nel club che lo ha formato. C’è poi, ovviamente, la scelta più estrema dell’Ambrì, con Tommaso De Luca successore di Grassi (e Borradori tra gli assistenti). In attesa di capire su chi punterà il Berna, la stagione dirà se le nuove gerarchie saranno quelle giuste.
3 - Quanto incideranno i cambi alla transenna?
Diversi cambi anche alla transenna, con sei squadre che inizieranno la stagione con una nuova guida tecnica: Berna (Aubin), Zugo (Marjamäki), Zurigo (Julien), Ginevra (Hallam), Kloten (Liniger) e Ajoie (Peltonen). Alcuni arrivano con un curriculum importante, altri con la responsabilità di rilanciare squadre reduci da stagioni deludenti. Con quasi metà lega affidata a un nuovo allenatore, capire chi riuscirà a incidere più rapidamente sarà uno dei temi più interessanti da seguire in questo inizio stagione.
4 - ...e le rivoluzioni ai vertici?
Rispetto a dodici mesi fa tre squadre, Ambrì, Berna e Zugo si presentano al via con assetti societari rivoluzionati. In Leventina e nella capitale la ristrutturazione era già stata avviata nella scorsa stagione. Lo Zugo ha invece rivoluzionato i propri vertici questa estate, separandosi nel giro di pochi giorni dal ds Reto Kläy e il CEO Patrick Lengwiler - artefici dei due titoli svizzeri - e affidandosi a Ted Suihkonen e Paolo Duca. Per trovare la stabilità societaria servirà del tempo. Ma soprattutto per Orsi e Tori, i tifosi si aspettano di vedere i risultati al più presto.
5 - Uno svizzero tornerà in cima alla classifica degli scorer?
Per trovare un elvetico top scorer della Lega bisogna risalire al 2020, quando Pius Suter chiuse la regular season davanti a tutti con 53 punti. La scorsa stagione Fazzini si è fermato a 7 lunghezze dal leader Granlund (il margine più basso dal 2020, fatta salva l'irripetibile annata da 63 punti di Thürkauf nel 2023-24). In questo senso, oltre che sul 17 bianconero, il peso della sfida graverà sulle spalle del duo zurighese Malgin-Andrighetto: entrambi sono all’apice della carriera e già lo scorso anno, senza gli infortuni che hanno fatto perdere loro una decina di partite, si sarebbero giocati il trono con il finlandese punto a punto. Se resteranno sani, sarà la volta buona?
6 - Dopo Rochette e Biasca, ci saranno svizzeri pronti ad alzare il livello?
Théo Rochette e Attilio Biasca sono saliti quest’estate su un aereo diretto in Nordamerica, dove proveranno a ritagliarsi dello spazio, tra AHL e NHL, nelle organizzazioni dei Detroit Red Wings e i Boston Bruins. Una circostanza straordinaria, resa possibile anche dalla vetrina mondiale che entrambi sono stati capaci di sfruttare al meglio. Sono tanti i nomi interessanti fra gli Under 25 nel nostro campionato, e sarà interessante osservare se qualcuno sarà in grado, se non di seguire in toto le orme dei due attaccanti, di fare almeno uno step in avanti, puntando, perché no, anche alla Nazionale. Pensiamo, per restare a casa nostra, a Miles Müller o Lorenzo Canonica, in crescita lo scorso anno, ma con tutte le carte per non fermarsi qui.
7 - Tanta esperienza in arrivo dalla NHL, quale sarà il reale impatto?
Quello di Jeff Skinner è tra i nomi più prestigiosi arrivati nel nostro campionato negli ultimi anni. L’attaccante canadese giunge a Bienne dopo 1.100 partite e 712 punti in NHL. Innesti dal curriculum nordamericano importante li hanno fatti anche Rapperswil e Losanna con Kevin Labanc (512 partite) e Colin Miller (590). La voglia di vederli sul ghiaccio di casa nostra, soprattutto per quanto concerne Skinner, è tanta, così come la curiosità sul tipo di impatto che potranno avere sul nostro campionato. Sarà all’altezza del pedigree?
8 - Sarà ancora fondamentale arrivare davanti a tutti?
I playoff mantengono per definizione la loro imprevedibilità, ma nelle ultime stagioni la lotta per il titolo ha rispecchiato sempre più l’andamento della regular season. In tre delle ultime quattro finali si sono affrontate la prima e la seconda classificata della stagione regolare. Ed è addirittura dal 2021 che l’ultimo atto non vede scendere in pista una formazione classificatasi al di fuori delle migliori quattro. Insomma, quello svizzero è un campionato per molti versi sempre più equilibrato, ma in cui sorprese, per quanto concerne la lotta per il titolo, si vedono difficilmente. Sarà ancora così?
9 - Quale squadra non rispetterà le attese?
Lo scorso anno ha «floppato» lo Zugo, l’anno precedente furono Ginevra e Lugano a vivere una stagione ben al di sotto delle aspettative. Gli stessi granata, nel 2023-24, erano precipitati dal titolo dell’anno precedente fino all’ottavo posto in regular season, a pari punti con il Bienne che era stato finalista. Se i pronostici nei playoff, negli ultimi anni, sono stati rispettati, lo stesso non si può dire della stagione regolare, che spesso ha visto una o più squadre sottoperformare. Di chi sarà il turno questa volta?
10 - La struttura dell’hockey svizzero cambierà presto?
In realtà questa trasformazione potrebbe richiedere del tempo, dunque non è detto che questa sia l’ultima stagione con l'attuale architettura. Negli ultimi giorni, però, si è parlato tanto del progetto di portare la sempre più bistrattata Swiss League sotto il tetto della National League. Una gestione comune che andrebbe inevitabilmente a ridisegnare l’intero impianto dell’hockey professionistico rossocrociato: se un ritorno a 12 squadre appare complicato, è più probabile che si ridiscuta il sistema di relegazione, da diversi anni di fatto sterilizzato dai rigidi criteri di promozione richiesti alle formazioni cadette.