È un Lugano dai mille volti e alla fine vince il più bello

«Governa il tuo volto e saprai mentire», dice Arya Stark nel Trono di spade. Per salire sul trono dei playoff, il Lugano si affida al volto del suo allenatore, Tomas Mitell, che già alla vigilia della partita, in conferenza stampa, aveva indossato la sua impenetrabile poker face. Una faccia da poker (sua vecchia passione) da fare invidia a Lady Gaga. Lunedì, il coach svedese ha bluffato sulla formazione anti-Rapperswil, paventando una nuova serata da vivere con soli quattro stranieri. Ma alla fine, dall’infermeria, sono usciti sia Dahlström, sia Emanuelsson. E i bianconeri, con un line-up più profondo, ne hanno beneficiato. Ma non hanno vinto in scioltezza, come lascia intendere il 7-3 finale. Tutt’altro. Anche qui, è stata una questione di volti. Bello da far innamorare quello del primo tempo: due reti con i primi due tiri, poi un’altra, per un parziale di 3-0 e tanti applausi. E i Lakers? In bambola, spaesati, costretti a ricorrere al fallo sistematico. Al rientro dall’intervallo, però, è tutta un’altra storia. Tutte altre facce. Il Lugano si addormenta, la difesa fa acqua e incassa due reti nei primi due minuti. Cambia anche il volto di Mitell, che chiama il time-out e striglia i suoi. «Umiltà, ragazzi, umiltà» (dialogo inventato, ma plausibile). La squadra, però, stenta a reagire, concede persino il 3-3 al 38’27’’ e rischia di subire il clamoroso sorpasso poco prima della seconda sirena, quando Lammer viene fermato in extremis da Schlegel.
In carreggiata
Niente è perduto. Mitell lo sa. E sa come riportare i suoi dentro quel sistema di gioco che ha permesso al Lugano di volare alto. I bianconeri si rimettono in carreggiata, riprendono in mano la partita e negli ultimi 6 minuti la risolvono. Thürkauf segna il 4-3 in power-play, poi è un festival fino al 7-3. E i volti, alla fine, sono tutti felici. È un successo importante, con quel +14 sul settimo posto che blinda l’accesso diretto ai playoff. «Ma non possiamo ancora essere sicuri, dobbiamo continuare sulla nostra strada», dice Santeri Alatalo. «Prima delle Olimpiadi ci attendono il derby e il Ginevra. Due partite divertenti, che vogliamo goderci. I conti li faremo alla fine». Il difensore di origini finlandesi elogia il pubblico: «Anche dopo il 3-3 ci ha sostenuti. E noi sapevamo che, prima o poi, avremmo trovato un modo per vincere. Il primo tempo è stato ottimo, il secondo è andato ovviamente peggio sul piano difensivo e contabile, ma non abbiamo smesso di giocare. Con carattere e pazienza, abbiamo sistemato le cose». È il volto migliore. E il terzo posto non è un bluff.
