Hockey

Elia Riva: «Adesso che diventerò papà, ho trovato una nuova dimensione»

A colloquio con il difensore ticinese dello Zugo: «Ora sto bene, ho ritrovato buone sensazioni»
Elia Riva è tornato a giocare dopo una lunga inattività forzata. Keystone/Christian Merz
Flavio Viglezio
13.01.2026 06:00

Passa veloce, il tempo. tre stagioni fa Elia Riva decideva di lasciare il Lugano e di tentare una nuova avventura con la maglia dello Zugo. Tre stagioni vissute tra alti e bassi, a causa di infortuni che lo hanno tenuto fuori anche a lungo. Ora il ticinese è tornato in pista e l’altro giorno – nella sfida poi persa con gli ZSC Lions – si è pure tolto la soddisfazione del gol personale. «A Zugo – spiega Riva – sono cresciuto un po’ a tutti i livelli. Sono un giocatore diverso e ho trovato una mia dimensione, anche sotto il profilo umano. Qui ho tra l’altro conosciuto la mia compagna e in maggio diventerò papà: non vedo l’ora, anche se non so bene cosa aspettarmi (ride, Ndr). Sono situazioni che fanno crescere, che tolgono i brutti pensieri dalla testa quando le cose non vanno per il verso giusto».

Restare positivo

La notizia della prossima paternità ha allora aiutato Riva a superare il brutto infortunio di inizio stagione, la rottura dei legamenti della spalla e la frattura della clavicola: «Sì, apprendere che diventerò padre mi ha aiutato moralmente molto a superare questo brutto e lungo infortunio. La notizia mi ha aiutato a rimanere positivo. Diciamo che ho pensato meno alla mia spalla, ho accettato questo brutto capitolo con più filosofia». Il difensore rimane convinto di aver fatto la scelta giusta, tre anni fa: «Sicuramente, come ho già detto in passato, avevo bisogno di un cambiamento, di scoprire una nuova realtà. Sono contento di aver preso questa decisione. Qui mi sono trovato bene da subito: purtroppo, come abbiamo visto, di mezzo si sono messi un po’ troppi infortuni. Ma ritengo di essere cresciuto molto anche a livello umano». La stagione di Riva è insomma iniziata da poco. Contro gli ZSC Lions ha trovato una rete importante per la fiducia nei propri mezzi: «Devo dire che mi sento bene, anche se è stato un po’ difficile ritrovare il ritmo dopo una lunga assenza e con così tante partite in calendario. Ora però avverto buone sensazioni, sto tornando quello di prima. Non lo nego, segnare è stato bello: perché ha aiutato la squadra certo, ma non nascondo che è stata una belle iniezione di fiducia a livello personale».

Non è una scusa

Intanto però c’è uno Zugo che sta attraversando non poche difficoltà. I Tori in campionato sono reduci da cinque sconfitte consecutive. «Abbiamo avuto e abbiamo tuttora una lunga lista di infortunati, ma questa non deve essere una scusa. Dobbiamo ritrovare costanza e tranquillità e questo è compito di noi giocatori. La situazione non è disastrosa, ma non possiamo lasciarci andare: dobbiamo ritrovare al più presto la strada giusta, senza lasciarci prendere dal panico». Intanto però la battaglia per un posto diretto nei playoff è tanto appassionante quanto difficile: «Alla fine siamo tutti molto vicini, ma ovviamente non possiamo più permetterci di perdere tre o quattro partite di fila. Abbiamo la squadra e le qualità per girare la situazione a nostro favore».

Il momento migliore

Per uno Zugo che fatica in campionato, ce n’è un altro che vola nella Champions Hockey League. Questa sera disputa contro il Lulea la gara di andata delle semifinali della competizione continentale: «Onestamente penso che questa sfida arrivi davvero al momento giusto. È vero, fatichiamo in campionato, ma dall’altra parte siamo arrivati a giocarci una semifinale di Champions League. Significa che quello che stiamo facendo non è tutto sbagliato. Questa è la partita che può darci la carica per tornare quelli di prima». Vero, ma gli impegni così si accumulano e la stanchezza – forse – pure: «In campionato sai sempre contro chi giochi, le squadre si conoscono a memoria e il ritmo è sovente lo stesso. Qui ci sarà un cambiamento, affrontiamo una formazione svedese e, mi ripeto, penso non ci sia un impegno migliore, per noi. Sì, ci sono tante partite, ma come giocatore preferisci sempre giocare piuttosto che allenarti».

Persone diverse

Al termine della passata stagione sulla panchina dello Zugo si è chiusa l’era Dan Tangnes, sostituito da Michael Liniger: «Si tratta di due bravi allenatori. Liniger ha lavorato con Tangnes, ha proseguito sulla via tracciata da suo predecessore portando un suo tocco personale. Sono persone diverse, ma con una filosofia hockeistica molto simile, basata su velocità e intensità».

Tante emozioni

Domani a Zugo arriverà il Lugano. Per Elia riva i bianconeri non sono diventati un avversario come un altro: «No, per me è sempre speciale affrontare i bianconeri. A Lugano sono stato bene, sono cresciuto in bianconero, ho vissuto momenti belli e altri un po’ meno, ma in generale i ricordi sono tutti positivi. Devo dire che a Zugo è un po’ diverso, ma quando arrivo alla Cornèr Arena vivo sempre emozioni molto intense. La sfida di domani sarà interessante, anche perché il Lugano sta girando davvero bene. È sempre utile misurarsi a delle squadre che stanno facendo bene».

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