Friburgo, è un déjà vu: l'errore di Marchon e il fantasma di Montandon

Davos, 26 aprile 2026, gara-5 della finale. Dopo 60 minuti di follia, la sfida tra i padroni di casa e il Friburgo si decide all’overtime. Al 62’12’’ Nathan Marchon spedisce il disco in tribuna, rimediando due minuti di penalità per ritardo di gioco. Appena 14 secondi dopo, Adam Tambellini segna il gol del 5-4 in power-play, regalando ai grigionesi il loro primo match point per il titolo. Negli studi di Melide, dove è ospite di TeleTicino, Serge Pelletier prova una nitida sensazione di déjà vu. Nello stesso istante, riceve un messaggio da René Matte, suo assistente ai tempi del Gottéron: «Hai visto? Proprio come Montandon». Già. La storia si ripete in modo clamoroso. L’episodio evocato da Matte è datato 24 marzo 2009. Quella sera, a Davos, si gioca gara-5 della semifinale tra i gialloblù e il Friburgo di Pelletier. I Dragoni sono avanti 3-1 nella serie, a un solo passo dalla finale. I padroni di casa vanno due volte in vantaggio con Lee Jinman e Petr Sykora, ma in entrambi i casi vengono riacciuffati da Marc Abplanalp e da un giovane Julien Sprunger, all’epoca 23.enne. La partita sembra scivolare verso i supplementari, ma al 59’43’’, a 17 secondi dalla terza sirena, il «vecchio» Gil Montandon, 44 anni, commette un errore da novellino, lanciando il puck sugli spalti. Esattamente dallo stesso angolo di Nathan Marchon. Al power-play del Davos bastano 4 secondi per segnare: ingaggio vinto da Sandro Rizzi, passaggio di Beat Forster e tiro al volo di Michel Riesen, che fulmina il portiere canadese Sébastien Caron. Sulla scia di quella fondamentale vittoria, il Davos espugna la St. Léonard in gara-6 e poi vince la «bella» davanti ai suoi tifosi. In finale, la squadra di Arno Del Curto conquisterà il titolo superando il Kloten in gara-7.
Un duro colpo
«La coincidenza è impressionante», ci dice Serge Pelletier. «Ieri, appena Tambellini ha firmato il 5-4, mi si è riaperta una vecchia ferita. Nel 2009 fu un colpo molto duro da assorbire, nonostante fossimo ancora avanti 3-2 nella serie». Gara-6 finì 3-0 per il Davos, che poi chiuse la serie in gara-7 con il decisivo 4-3 di Ambühl al 59’13’’. «Ma questo non significa che anche il Friburgo di Rönnberg debba per forza accusare il colpo», aggiunge l’ex tecnico di Ambrì Piotta e Lugano. «Ogni serie ha la sua storia, le sue dinamiche. Ora si torna alla BCF Arena per gara-6 (domani sera, ndr.) e sono convinto che il Gottéron farà tutto il possibile per rimandare il verdetto alla settima partita».
Nathan Marchon come Gil Montandon. Adam Tambellini come Michel Riesen. Serge Pelletier e René Matte hanno subito pensato al 2009. Chissà se anche Julien Sprunger, in pista ieri come 17 anni fa, ha rivisto i fantasmi del passato: «Bisognerebbe chiederlo a lui, ma ha giocato così tante partite che forse si è dimenticato di quell’episodio», scherza Pelletier. Che poi prosegue nel suo parallelismo storico: «Sebbene fosse un veterano dalle mille battaglie, Gil Montandon ebbe bisogno di essere rincuorato dopo quella penalità decisiva. Marchon non è un ragazzino, è un giocatore maturo di 29 anni, ma sono certo che Rönnberg avrà voluto parlargli per tranquillizzarlo. Se fossi nei panni del tecnico svedese, direi a Nathan che di errori importanti, in quella partita, ce ne sono stati tanti altri. In fondo, il Gottéron si è fatto ribaltare dopo essere andato sul 3-0 nei primi 16 minuti. Sono convinto che la squadra reagirà e che vorrà vincere anche per Marchon, un ragazzo di Friburgo, cresciuto nel club della sua città».
L'ottimismo di Rönnberg
«Non è cambiato nulla», ha detto Roger Rönnberg parlando della sua squadra, ritrovatasi con le spalle al muro. «Dobbiamo vincere quattro partite. Nessuno ha mai vinto il campionato con solo due vittorie. Questa gara-6 la giochiamo in casa, e ne sono grato». Anche Benoît Jecker non vede l’ora di tornare in pista: «A parte ieri, abbiamo sempre vinto in trasferta. È frustrante. Ora dovremo sfruttare al massimo il supporto del nostro pubblico. Non ci siamo mai riusciti finora, ma in gara-6, in quella che sarà comunque la nostra ultima partita casalinga della stagione, so che ci riusciremo». Serge Pelletier, probabilmente, sarà sugli spalti. E qualcuno, probabilmente, lo avvicinerà: «Hai visto l’altra sera? Proprio come Montandon».
