Grassi: «Che il nuovo anno ci aiuti a chiudere con il passato»

L’Ambrì Piotta si è rimesso al lavoro il primo giorno dell’anno. Dopo tre allenamenti durante le vacanze natalizie, i leventinesi sono pronti a riprendere il filo del discorso con il match di domani sera alla Gottardo Arena contro il Langnau. Discorso che si era interrotto il 23 dicembre, con la pesante sconfitta inflitta dall’Ajoie. Ne parliamo con il capitano dei biancoblù Daniele Grassi, fresco di rinnovo fino al 2030.
Daniele, l’ultima partita del 2025 non è stata giocata bene dall’Ambrì Piotta, sconfitto 5 a 2 dai giurassiani alla Gottardo Arena. Al termine di quel match avevi predetto che questo sarebbe stato un Natale di riflessione. È andata così o sei comunque riuscito a goderti le feste?
«Chiaramente non è idilliaco abbracciare le festività dopo una prestazione del genere. L’amaro in bocca è rimasto, così come pure un po’ di incazzatura. Ma la definirei un’arrabbiatura sana, che ti aiuta a tornare sul ghiaccio con la voglia di lavorare per cancellare le sconfitte. Una sensazione che va trasformata in energia positiva. Poter stare con la famiglia e gli amici ha però sicuramente aiutato a staccare un po’ la spina. Quindi sì, ho passato un buon Natale».
Il regalo più bello o divertente che hai ricevuto quest’anno?
«Direi l’elastico per la palestra che mi ha regalato mia cognata. Il messaggio era: hai ancora qualche anno di attività davanti, vedi di continuare a tenerti in forma (ride, ndr)».
Durante le feste non avete pensato solo a riposare, ma avete svolto anche tre allenamenti. Come sono andati?
«Bene. Abbiamo lavorato soprattutto sulle battaglie e su alcuni aspetti tattici. In tante partite ci siamo ritrovati nel posto giusto, ma incapaci di compiere l’ultimo step per arrivare per primi sul disco e vincere qualche duello. Ecco, abbiamo rivisto i video di questi momenti per imparare dagli errori, provando a portare dei miglioramenti sul ghiaccio».
Riuscite comunque a produrre diverse reti. Il problema è dunque prettamente difensivo? Avete lavorato su questo aspetto?
«La verità è che la difesa non è soltanto una frazione della pista o una zona, ma è una strategia che parte da come ti posizioni all’interno della zona offensiva. Nonché da dove si trova il terzo uomo e da come si riparte per difendere. Bisogna organizzarsi bene per creare un buon backcheck. Ogni tanto, in questi frangenti, siamo stati un po’ lenti. Abbiamo dunque rivisto questi aspetti per velocizzarli e renderli più automatici. Ci ha fatto bene questo tipo di lavoro».
Domani sera, sempre tra le mura amiche, ospiterete il Langnau. Con una vittoria balzereste di nuovo nella zona play-in. Possiamo considerarlo come un match per la definitiva svolta? Anche perché sarà il primo dell’anno, potrebbe darvi davvero lo slancio verso una seconda parte di stagione positiva…
«Stamattina, prima dell’allenamento, ci siamo proprio detti così. Questo è un nuovo anno che spero potrà aiutarci a chiudere con il passato. Nella prima parte di stagione sono successe tante cose e molte non sono andate come volevamo. Prenderemo il match contro il Langnau come un nuovo inizio, essendo però consci che sarà importante anche tutto il resto del mese di gennaio, dove ci giochiamo buona parte della stagione. La concentrazione deve essere massima».
Tu personalmente hai voluto chiudere il 2025 con una certezza, ovvero quella che giocherai con l’Ambrì Piotta fino alla fine della stagione 2029-2030. Un periodo molto lungo. Avevi altre opzioni sul tavolo?
«Da quando sono tornato ad Ambrì ho cambiato agente, chiarendogli che lo avrei coinvolto solo se avessi deciso di prendere una strada diversa da quella leventinese. Finché la mia intenzione era restare in maglia biancoblù, ho continuato a gestire da solo carriera e scelte, e così è stato anche in questo caso. La mia priorità è sempre stata rimanere qui. Solo se l’Ambrì avesse voluto separarsi da me avrei valutato alternative, ma non è successo».
Il 2025 è però anche stato un anno di cambiamenti forzati, vedasi l’addio dell’allenatore e il direttore sportivo. Nel 2026 probabilmente subiranno delle modifiche anche il CdA e la presidenza. All’interno dello spogliatoio percepite un clima di incertezza?
«Negli ultimi anni il nostro club ha sicuramente potuto godere di una certa stabilità interna. Recentemente si sono verificati, e ancora si verificheranno, dei cambiamenti, è vero. Ma per noi giocatori è sempre stato chiaro che avremmo lavorato con questo staff fino alla fine della stagione e questo ci deve bastare. A noi spetta concentrarsi sul ghiaccio, non possiamo perdere troppe energie in altri pensieri. Dobbiamo migliorare e lavorare sodo, senza farci influenzare troppo da questi aspetti».
L’Ambrì è tornato sul ghiaccio il primo dell’anno, giorno in cui la Svizzera si è fermata per il terribile incidente avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana. Le emozioni scaturite da eventi come questi vengono condivise nello spogliatoio? Lasciano in qualche modo il segno nei giocatori?
«Nello spogliatoio si parla di tante cose. Quando accade qualcosa che tocca qualcuno personalmente chiaramente il tema ricorre con molta più frequenza. Sicuramente anche questo è un evento che fa riflettere. Ultimamente ne capitano troppi, sia vicino sia lontano da noi. In questo caso penso che poter scendere sul ghiaccio ad allenarsi sia un toccasana e una fortuna, permette di pensare ad altro e dedicarsi a qualcosa che fa bene. E questo vale per chiunque faccia dello sport, così come per ciascuno che decidere di raggiungere la pista per passare un po’ di tempo in modo leggero».
