I bianconeri ritrovano il sorriso, il più bello è quello di Morini: «Io penso solo a lavorare»

Per decretare il migliore in pista c’era l’imbarazzo della scelta. A cominciare dagli stranieri, determinanti nel meritato successo sul Rapperswil. Ma la decisione su chi premiare, a Lugano, spetta ai tifosi. E non è un caso che i voti siano confluiti su Giovanni Morini, finalmente protagonista dopo cinque partite di campionato vissute tra tribuna e panchina. A fine gara, «Gigio» è stato richiamato a gran voce sotto la curva. «Mi ha fatto piacere. In fondo, giochiamo anche per le emozioni che riusciamo a trasmettere ai tifosi e per quelle che loro ci restituiscono». Una dimostrazione d’affetto che l’attaccante comasco ha percepito anche nei giorni precedenti, quando erano in tanti a interrogarsi sulla sua esclusione: «Ho ricevuto qualche bel messaggio, però ho cercato di non lasciarmi distrarre. Per me non è stato un inizio facile, ma la mia routine quotidiana non è cambiata. Ho continuato a dare il massimo in allenamento. Tutti vogliono giocare ogni partita, ma bisogna accettare i momenti più complicati, trovando comunque piacere nel lavoro giornaliero. Le opzioni sono sempre due: sentirsi una vittima o farsi trovare pronti. Io sono rimasto positivo».
Prestazione costante
È tornato Morini e il Lugano ha giocato una partita finalmente costante, con pochissimi brividi: «Ho dato il mio contributo, ma ovviamente il merito è di tutti», afferma «Gigio». Come detto, gli stranieri hanno fatto la differenza, finendo tutti nel tabellino. Lycksell, Thomson e Sanford hanno portato il risultato sul 3-0 a metà gara. E stavolta il Lugano non ha mollato la presa, gestendo il vantaggio fino alla fine, anche grazie al prezioso 4-1 confezionato proprio dalla quarta linea di Morini. «Dopo la sconfitta di Langnau, era importante reagire subito», spiega Giovanni. «Lo abbiamo fatto e cercheremo di ripeterci a Porrentruy (domenica, ndr.)». Per Mitell sarà difficile rinunciare al cuore e ai muscoli del comasco: «Oggi era chiaro quale fosse il mio ruolo: portare intensità. Non è stato semplice, perché il ritmo partita è diverso dall’allenamento. I compagni mi hanno aiutato ed è andata bene. Abbiamo un’ottima squadra, tutti portano le proprie qualità». In scadenza di contratto, Morini è finito su «radio mercato»: «Ho un agente con cui collaboro da anni e che si occupa di queste cose. Io penso al ghiaccio, lui al resto. Non voglio sentire niente finché non ci sarà qualcosa di cui parlare. Sembra che qualcuno ne sappia più di me, visto che sono uscite voci di cui non so nulla...». I tifosi bianconeri sperano che resti. E glielo hanno fatto capire.
