Hockey

I nervi saldi dell’Ambrì, «Ora abbiamo meno pressione»

I leventinesi superano l’Ajoie in gara-1 dei playout - Tapola: «Era importante vincere, però possiamo migliorare» – De Luca: «Siamo stati pazienti, ma la strada è lunga»
La gioia di Tommaso De Luca, autore di una doppietta. © Keystone/Andrea Branca
Maddalena Buila
22.03.2026 20:16

Ambrì

Gara-1 dei playout è andata all’Ambrì Piotta. E questa è la notizia più importante. Attorno alla sfida andata in scena alla Gottardo Arena, tuttavia, ruotano diversi aspetti, alcuni dei quali non particolarmente incoraggianti. Ma per il momento restiamo ancorati ai segnali positivi. Serviva un successo per aprire al meglio una serie che verosimilmente si rivelerà lunga e intensa. Il 5 a 3 rifilato all’Ajoie in Leventina è stato di conseguenza una boccata di aria freschissima per i biancoblù. «È sempre importante la prima partita», conferma Jussi Tapola che sabato sera ha optato per un line-up privo di Pestoni e Pezzullo, ma con i rientranti Kostner e Zwerger. «Vincere in casa aiuta, perché ti toglie un po’ di pressione in vista del prosieguo della serie. Erano due settimane che aspettavamo questo momento e non è facile giocare dopo un periodo così lungo di soli allenamenti. Anche per questo imporsi al debutto è positivo. Poi, naturalmente, l’obiettivo è sempre lo stesso, ovvero conquistare anche i prossimi scontri, al di là di come sia andato l’esordio. Sappiamo che dobbiamo migliorare e che possiamo farlo. È così che evolve una serie».

Con un altro volto

Ecco i primi campanelli di allarme. Senza nemmeno aver bisogno di intavolare il discorso, il coach leventinese comincia a fare ammenda. Sì perché dopo un primo tempo in gestione, in cui De Luca ha sbloccato le marcature, i biancoblù sono tornati in pista con un volto diverso, poco brillante. L’Ajoie ha colto l’attimo, punendo due volte un Ambrì Piotta troppo pasticcione. Philip Wüthrich si è superato in un paio di occasioni - clamorosa quella del tre contro zero ospite dopo un errore al cambio dei padroni di casa -, ma i giurassiani sono comunque riusciti a portarsi avanti nel punteggio. «Abbiamo tanti aspetti su cui dobbiamo lavorare», riconosce Tapola. «In particolare, non mi è piaciuto il secondo periodo. Lavoreremo dunque sulle situazioni speciali, soprattutto il box-play, e sugli ingaggi. Dovremo fare in modo di non rivivere un tempo come la seconda frazione. In quel frangente gli avversari hanno controllato il ritmo della partita praticamente per tutto il tempo».

Seguendo il piano di gioco

Dopo la seconda pausa, l’Ambrì Piotta è tornato sul ghiaccio nuovamente con un piglio convincente. Dopo una frazione vissuta sulle montagne russe, con costanti cambiamenti di fronte e tre reti messe a segno in due minuti e quaranta secondi, sono stati i leventinesi a festeggiare. Al pareggio di Tierney e alla doppietta di De Luca ha poi risposto Nättinen, prima che Zwerger - tornato in pista dopo l’infortunio - facesse esplodere la Gottardo Arena. Kostner, anche lui al rientro dopo la frattura alla mano, ha poi chiuso i conti a porta vuota. Viene da chiedersi cosa sia successo nello spogliatoio biancoblù dopo la seconda sirena. «Dopo la prima pausa per noi è stato difficile trovare ritmo, soprattutto per via delle tante situazioni speciali venutesi a creare - chiarisce Tapola -. Durante la seconda ho dunque sottolineato ai ragazzi che non potevamo permetterci di lasciare che le emozioni prendessero il sopravvento. Eravamo un po’ frustrati e, quando succede, si rischia di uscire dal piano di gioco e iniziare a fare tutto individualmente. Ho detto loro di restare fedeli ai nostri schemi, giocare da squadra, essere positivi e concentrarsi sul loro gioco».

Doppia felicità

Come fosse un’interrogazione scolastica, abbiamo girato la domanda anche a uno dei grandi protagonisti della serata, Tommaso De Luca. «Cosa ci ha detto Jussi in spogliatoio? Che avremmo dovuto soffrire fino alla fine, perché nessuna delle due squadre avrebbe mollato. Ci ha ricordato di non farci prendere dalla frustrazione o di pensare troppo se le cose non fossero andate bene. Ed è quello che abbiamo fatto, riuscendo a portare a casa questo primo scontro». L’azzurro, autore di una doppietta in gara-1, inframezza le sue risposte con qualche risata con compagni e membri dello staff. Sì, l’umore, quantomeno il suo, era decisamente alto al termine della sfida. «Ma sono soprattutto contento per la squadra. Aver vinto davanti ai nostri tifosi ci dà grande energia positiva. Sono soddisfatto anche della mia prestazione, certo, ma i complimenti vanno a tutti. Aver iniziato con una vittoria fa sicuramente bene, anche perché sapevamo che sarebbe stata una gara giocata molto sull’aspetto mentale, in cui le emozioni avrebbero avuto un peso decisivo. Siamo stati bravi a restare pazienti e a non mollare nel terzo tempo, anzi a spingere ancora di più. Attenzione però. Era solo la prima partita, ora dobbiamo concentrarci sulla prossima per portare avanti la serie. Il debutto è importante, ma non è finita qui».

Trappole insidiose

No, dormire sugli allori non è permesso. Soprattutto se consideriamo, ci ripeteremo, che l’Ambrì ha inscenato una prestazione dai due volti. I leventinesi, a questo giro, hanno però avuto il merito di non essersi fatti prendere dal panico. Dopo il 2-1 dell’Ajoie hanno reagito, così come pure dopo che i giurassiani si sono nuovamente fatti sotto ristabilendo la parità sul 3-3. Una rete che si sarebbe potuta però evitare e che, se non fosse arrivato il gol di «Zwergy», avrebbe potuto cambiare drammaticamente l’inerzia del match. «Non è stata la partita più bella della nostra stagione, lo sappiamo - analizza il numero 88 -, ma è un buon punto di partenza. Portiamo a casa la vittoria e nei prossimi giorni lavoreremo anche su questi aspetti».

Sotto controllo, fino a un certo punto, andranno tenute anche le emozioni. Dieci, in totale, le penalità fischiate nel match di sabato sera. «Beh, le serie sono fatte di grande intensità e, mi ripeto, di emozioni, che spesso si traducono in qualche bagarre in più o duelli accesi davanti alla porta. In questi casi bisogna però fare attenzione a evitare penalità inutili che potrebbero compromettere la serie», chiosa il best player di gara-1.