I playoff vanno via col vento tra gli applausi del pubblico

Il forte vento di questi giorni si è portato via anche la stagione del Lugano, eliminato dagli ZSC Lions in sole quattro partite e in 240 minuti netti, senza neanche un piccolo assaggio di overtime. Gara-4 è finita 2-1: Lugano generoso e sterile; Zurigo disciplinato e cinico nel punire gli errori degli avversari in contropiede. «Same old story», dice Tomas Mitell, amareggiato. Già. La solita vecchia storia. A mettere la parola fine ai playoff bianconeri è stato il solito Malgin, devastante anche senza il fido Andrighetto. Al tecnico bianconero non è bastato il rimescolamento delle linee e l’inserimento di van Pottelberghe tra i pali. Il duello tra portieri lo ha vinto ancora Hrubec. «Joren meritava una chance e ha disputato una buona partita. Schlegel, nelle ultime due gare, si è spesso trovato solo, non lo abbiamo aiutato abbastanza», afferma Mitell. «Certo, la bravura di Hrubec è fuori discussione», aggiunge il coach.
Occasioni mancate
Il campionato della rinascita si è comunque concluso tra gli applausi della Cornèr Arena. Lo Zurigo ha meritato di passare il turno, appartiene ancora a un altro mondo, ma il 4-0 nella serie appare un po’ severo. Anche a Mitell: «Soprattutto nelle prime due partite abbiamo avuto abbastanza occasioni per vincere. In gara-3 non abbiamo fatto abbastanza, ma in quest’ultima sfida abbiamo di nuovo giocato bene. Sono comunque orgoglioso di come i miei ragazzi abbiano tenuto testa ai duplici campioni svizzeri in tre partite su quattro. Forse ci è mancata anche un po’ di fortuna per vincere uno o due di questi incontri. Purtroppo non siamo mai riusciti a cavalcare il momentum». È successo di nuovo ieri: dopo il sudato 1-1 di Kupari, il Lugano ha gestito male i minuti seguenti, permettendo ai Lions di tornare subito in vantaggio. Da lì in poi, la squadra di Bayer si è difesa con autorità.
Colmare il gap
Ora in casa bianconera inizieranno le analisi. Molto più serene rispetto a dodici mesi fa. Ma quali pezzi mancano per avvicinarsi ulteriormente alle migliori squadre? «Innanzitutto ci è mancata l’esperienza nel giocare partite così importanti», osserva Mitell. «Aver vissuto questi playoff è dunque un primo passo avanti, che ci tornerà utile l’anno prossimo, quando ripartiremo all’insegna della stabilità: stesso staff, stesso GM e gran parte dei giocatori confermati». Il resto lo farà il mercato: «Un innesto come Innala, ad esempio, ci porterà qualità e creatività in attacco, due ingredienti preziosi». Malgin insegna.
