I rossocrociati subiscono ancora il peso della storia

Ancora. E ancora. E ancora. È un film già visto. Un incubo già vissuto. La Svizzera perde la sua terza finale mondiale in tre anni, la quinta dal 2013. E per la terza volta di fila lo fa senza segnare. Alle 23.06, dopo 10 minuti e 42 secondi di overtime, la Swiss Life Arena piomba per la prima volta nel silenzio, dopo due settimane di frastuono, di festa, di canzoni, di gioia. A spezzare il sogno rossocrociato è Konsta Helenius, attaccante dei Buffalo Sabres. Un anno fa, a Stoccolma, era stato un suo compagno di squadra in NHL, lo statunitense Tage Thompson, a scrivere lo stesso epilogo. Il silenzio dei diecimila tifosi dura cinque minuti. Le lacrime di Josi sono un colpo al cuore. Poi, spontaneo, parte un coro. Tornerò dei Santo California. Chissà quando ci tornerà, la Svizzera, a giocarsi il titolo. Questa era l’occasione buona. L’ennesima. Ma il risultato finale non cancella un Mondiale ricco di emozioni. E il pubblico lo capisce. I giocatori sembrano inconsolabili. Non ne possono più di argenti. Nino Niederreiter ne ha già cinque. Josi e Genoni quattro. Una generazione di fenomeni, ai quali manca soltanto la gloria eterna. «È dura da accettare», dice proprio Genoni. «Abbiamo disputato una buona partita, non ci è mancato molto. Tra le cinque finali, questa era quella con maggiori possibilità di vincere. È stato bellissimo giocare in casa e fa male non essere riusciti a chiudere il cerchio. Per quasi un anno, questo Mondiale è stato il nostro obiettivo. Ma so che prima o poi vinceremo». Josi ha gli occhi umidi: «La delusione è enorme. Pensavamo tutti di potercela fare. I tifosi si sarebbero meritati il titolo».
Cronaca di una sconfitta
La gara parte male. I rossocrociati non riescono a sciogliere la tensione. Neppure la prima superiorità numerica ci dà energia. La Finlandia, invece, è in totale controllo e gioca due power-play asfissianti, colpendo un palo e segnando un gol annullato. Resistiamo. A 5 secondi dalla prima sirena, ecco la possibile svolta: nella stessa azione, i nordici commettono due falli. Nel periodo centrale, la Svizzera riparte in doppia superiorità numerica. Niente da fare. Il lungo 5 contro 3 è un disastro. Ma attorno al 28’ la «Nati» si rianima, ritrova vigore. Arrivano buone occasioni, ma il disco non entra. Il terzo tempo va a fasi alterne. Sfioriamo la rete, però la Finlandia mica resta a guardare. L’overtime inizia con un palo per parte. Dura più a lungo del solito. Poi finisce nel modo peggiore. Con un colpo al cuore. Ancora. E ancora. E ancora.
