Il gol di Carrick vale i playoff: «L’oro degli USA mi ha ispirato»

L’ultima volta che lo avevamo visto, Connor Carrick era apparso sul maxischermo di Santa Giulia, nell’arena olimpica, durante Canada-Francia. Al suo fianco, con la maglia del Lugano, c’era il figlio Charlie, 5 anni. Lui, invece, indossava un improbabile maglione natalizio con la scritta «Cortina». «I Giochi e la medaglia d’oro vinta dagli USA sono stati una fonte di ispirazione per me», ci racconta il difensore americano, migliore in pista nella sfida di ieri sera a Porrentruy, dopo un turno trascorso in tribuna. Ai bianconeri è bastato il suo gol, segnato a metà del periodo centrale, per battere 1-0 l’Ajoie e assicurarsi un posto nei playoff senza passare dai play-in. Non capitava dal 2021. Il margine sulla settima in classifica, il Rapperswil, è di 15 punti. Un vantaggio incolmabile, a quattro giornate dal termine della regular season. Anche il quarto posto è un po’ più vicino, ma per stare più tranquilli sarà importante la gara casalinga di questa sera contro il Losanna.
Pazienza e controllo
«Sono molto felice di aver contribuito al raggiungimento di questo traguardo con qualche partita d’anticipo, ma se siamo in questa posizione, il merito è di tutto il gruppo», afferma Carrick, che ha vissuto serenamente l’esclusione di martedì contro il Bienne. «Ora il coach ha a disposizione diverse opzioni in ogni ruolo e bisogna semplicemente dare il massimo ogni volta che si ha l’opportunità di giocare. A Milano ho visto i migliori giocatori del mondo lavorare l’uno per l’altro, con passione, sacrificandosi per il bene comune. È solo così che si può avere successo. E nel nostro spogliatoio lo sappiamo tutti molto bene».
L’anno scorso Carrick non c’era. Non può sapere cosa abbia significato la pista giurassiana per i bianconeri. Qui era saltata la panchina di Luca Gianinazzi. Qui si era materializzato l’incubo dei playout. Undici mesi dopo, il Lugano lascia la Raiffeisen Arena con i quarti di finale in tasca: «Ma affrontare l’Ajoie non è mai facile, è una squadra che lotta su ogni disco e che concede poco spazio », osserva ancora Connor. «Abbiamo creato tanto attorno alla loro porta, ma i rimbalzi non ci sono stati favorevoli. E così, per trovare la via del gol, abbiamo dovuto pazientare e attendere una buona occasione in contropiede. Dopo la mia rete, la sfida è rimasta aperta, ma siamo riusciti a gestire bene il vantaggio», conclude Carrick. Che stasera, osservando il maxischermo della Cornèr Arena, vedrà qualche vecchia immagine di Régis Fuchs, un mito che farà il suo ingresso nella Hall of Fame bianconera.
