Il Lugano del Dr. Mitell è in cerca di continuità

l Lugano è un paziente un po’ malato. Sotto diversi punti di vista. Lo è, anzitutto, a livello di contingente, sempre alle prese con gli acciacchi e con un’infermeria che continua a riempirsi. Basta dare un’occhiata al bollettino medico della Cornèr Arena, al quale giovedì si sono aggiunti i nomi di Jesper Peltonen e Alessio Bertaggia, finiti entrambi ko in occasione della trasferta di Ginevra (con il numero 10 costretto ad alzare bandiera bianca già nel pre-partita per un guaio muscolare) e destinati a rimanere lontano dal ghiaccio per parecchie settimane. E se da un lato nel reparto arretrato si registra l’importante rientro di Mirco Müller, dall’altro ai box c’è ancora Carl Dahlström e, in attacco, pure Lorenzo Canonica e il lungodegente Dario Simion.
Un Lugano in stampelle, insomma, che zoppica anche nel suo ruolino di marcia sul ghiaccio: da inizio campionato, infatti, i bianconeri non sono ancora stati capaci di infilare due successi consecutivi. Unica compagine di tutta la National League in questa poco invidiabile statistica.
La ricetta del dottore
Di fronte alle defezioni Tomas Mitell sa di avere ben pochi margini di manovra. Non resta che rimboccarsi le maniche e dare spazio alle alternative «Gli infortuni, del resto, fanno parte dello sport professionistico» spiega il tecnico svedese. «Si vorrebbero evitare, ma capitano. Io ricevo il rapporto medico, guardo chi è disponibile e scelgo chi ci dà le maggiori possibilità di vincere. Che gli assenti siano uno o dieci, la mentalità non cambia: tocca a chi c’è farsi trovare pronto». Dove però il «dottor Mitell» è chiamato a trovare in fretta una cura è per l’altro malanno, quello della discontinuità. Tredici partite, sei vittorie e sette sconfitte, senza mai riuscire a compiere quel secondo passo che darebbe un po’ di slancio alla classifica, ma soprattutto al morale. «Sappiamo benissimo che mettere insieme un paio di successi di fila ci aiuterebbe» riconosce l’allenatore bianconero. «Credo però che nella maggior parte delle gare ci siamo messi nelle condizioni di fare punti. A volte ci riesci, altre no. Dobbiamo semplicemente trovare il modo di portare più partite dalla nostra parte».
La solidità in difesa
Per riuscirci, la squadra deve soprattutto ritrovare costanza nella propria metà pista. Quella solidità che tanto importatnte era stata lo scorso anno. E che martedì sulle rive del Lemano le ha permesso di blindare il successo costruito già nei primi venti minuti (4-0 alla prima sirena), evitando quei passaggi a vuoto costati carissimo in altre uscite. «Abbiamo la sensazione che in questo avvio di stagione almeno sette o otto punti li abbiamo lasciati per strada»ammette Mitell. «Non mi piace appellarmi alla sfortuna, o addirittura ai rimbalzi poco favorevoli, ma in alcune occasioni siamo stati puniti duramente, subendo reti in rapida successione in inferiorità numerica. E non penso che in quelle circostanze avessimo necessariamente giocato malissimo. Anzi, a Langnau, per fare un esempio, ritengo che la prestazione sia stata migliore rispetto a quella messa in pista martedì a Ginevra, dove però abbiamo raccolto il massimo risultato. I numeri, comprese le statistiche avanzate, sono buoni: concediamo poche occasioni e abbiamo fiducia nel nostro sistema. Segniamo a sufficienza, non è lì il problema. Per come è costruita la nostra squadra, dobbiamo piuttosto trovare gli equilibri per incassare meno gol».
Il lampo di Kupari
Basta la consapevolezza che da assestare sia il reparto difensivo per permettersi di aspettare ancora, là davanti, il vero Rasmus Kupari? Chissà. L’attaccante finlandese, nel frattempo, giovedì in allenamento ha battuto un colpo, piantando sul posto un compagno, fulminando Schlegel con un prodigioso backhand, e facendo sobbalzare la panchina bianconera. «Credo fossero contenti proprio tutti, persino voi giornalisti lassù in tribuna vi guardavate dicendo: «Ma l’hai visto?» sorride Mitell, aggiungendo. «Rasmus lavora sodo, curiamo molto i dettagli del suo gioco e quando un ragazzo che vorrebbe produrre di più s’inventa una giocata simile, anche in allenamento, fa piacere a tutto il gruppo. A Ginevra, in ogni caso, ha disputato una delle sue migliori partite da parecchio tempo a questa parte: ha recuperato dischi, ha pattinato forte e ha mostrato una bella chimica coi compagni di linea (Innala e capitan Thürkauf, ndr). Spero davvero che questa scintilla lo aiuti a trovare il ritmo giusto».
Déjà-vu autunnale
Magari già a partire da questa sera, in casa contro il Kloten, dove l’occasione di dare seguito ai tre punti delle Vernets, si diceva, è di quelle ghiotte. Vuoi per un avversario capace di vincere appena due delle ultime dodici gare, vuoi perché tra le mura amiche i bianconeri hanno piegato gli Aviatori negli ultimi sette confronti diretti. Anche l’anno scorso, del resto, il primo mini-filotto stagionale arrivò a inizio ottobre proprio contro Ginevra e Kloten. Allora non fu ancora la vera svolta: il Lugano tornò brevemente a balbettare, prima di svoltare il 18 ottobre a Losanna, infilando sei successi consecutivi. Almeno il calendario, insomma, suggerisce che i tempi per uscire dalla convalescenza siano maturi. Sarà poi il ghiaccio - quello della Cornèr Arena questa sera e quello di Berna domenica alle 14 - a dirci se sarà effettivamente così.