«Il Lugano è ciò che volevo; le difficoltà con l'Ambrì appartengono al passato»

È ufficialmente iniziata la terza avventura svizzera di Nick Shore. La seconda in Ticino, dopo una deludente esperienza con l’Ambrì Piotta nel 2022. All’epoca se ne andò a metà dicembre, dopo 18 partite, con un magro bottino di 2 gol e 5 assist. Fu una separazione consensuale. A Lugano parte invece con un contratto breve: scadenza il 31 ottobre. Una situazione che non sembra disturbarlo, stando a quanto ci ha raccontato ieri, dopo il primo allenamento sul ghiaccio con i compagni.
Un'occasione da cogliere
Nick Shore è determinato a vivere nel presente. L’accordo a breve termine con i bianconeri non lo turba. E di quanto successo quattro anni fa in Leventina non ha molta voglia di parlare. «Sono contento di essere tornato in Svizzera e in particolare in Ticino. Quando si è presentata l’opportunità di venire a Lugano, non ci ho pensato due volte: far parte di una squadra come quella bianconera era esattamente ciò che stavo cercando, indipendentemente dalla lunghezza del contratto. Quest’ultimo aspetto non era nelle mie mani e non è qualcosa su cui mi sono focalizzato molto. Volevo assolutamente venire qui e sono contento di aver trovato un accordo, sebbene non sia fino a fine stagione. La mia speranza è ovviamente di farmi apprezzare e di ottenere un prolungamento del contratto, ma non credo che sarebbe utile pensare continuamente alla questione. Così come non mi preoccupa il fatto di essere in concorrenza con altri sei stranieri e con diversi compagni in grado di giocare nel mio ruolo di centro. Voglio prendere un giorno alla volta e concentrarmi sul lavoro quotidiano in pista, svolgendo un buon campo d’allenamento e preparandomi al meglio per la stagione».
Due precedenti agli antipodi
La sua prima volta in Svizzera, nel 2020-21 a Zugo, culminò con la conquista del titolo nazionale. Nick Shore contribuì al trionfo con ben 27 punti in 22 partite di regular season e con 8 punti in 13 gare di playoff. Poi, dopo una stagione in Russia, è arrivata l’esperienza meno entusiasmante di Ambrì, iniziata con un infortunio nel pieno della preparazione estiva e terminata anzitempo. «Sono una persona che preferisce lasciarsi il passato alle spalle. Purtroppo in Leventina le cose non sono andate come tutti avremmo voluto, ma la verità è che mi sono comunque goduto quel periodo. Ho ancora buoni ricordi dei miei compagni biancoblù. Per quanto riguarda il titolo vinto a Zugo, beh, è stato certamente uno dei momenti più belli della mia carriera. Ed è bello aver ritrovato a Lugano alcuni ragazzi che erano con me in quella grande squadra: Alatalo, Simion e Thürkauf. È sempre più facile entrare in un nuovo spogliatoio quando ci sono volti familiari. Ho fatto tesoro delle mie precedenti esperienze elvetiche, ma ogni stagione rappresenta un nuovo inizio ed è con questo approccio che intendo affrontare questa avventura in bianconero. La squadra è pronta a portare avanti quanto di buono ha iniziato a costruire la scorsa stagione e io voglio fare la mia parte».
In Svezia e ritorno
Dopo aver salutato l’Ambrì, Nick ha ritrovato buone sensazioni nel massimo campionato svedese, prima all’HV71, poi nel Linköping, dove si è illustrato come centro solido e affidabile. Tanto da suscitare l’interesse del Lugano e di un coach svedese, Tomas Mitell: «In SHL ho trascorso tre anni e mezzo divertenti e interessanti, ma adesso sentivo il bisogno di un cambiamento. Non credo che il fatto di aver giocato lì sia stato decisivo nel mio approdo a Lugano. Quel che posso dire è che in Svezia ho sentito parlare benissimo di Mitell. Ci siamo anche affrontati quando allenava il Färjestad. Stiamo però parlando di una lega in cui prevale uno stile di gioco diverso dalla NL svizzera. Anche per questo, dico che si tratterà di un nuovo inizio».
