Il Lugano è in scacco: Mitell, qual è la tua mossa?

«Adesso si tratta di vincere o morire», ha detto Calvin Thürkauf dopo la terza sconfitta di fila con gli ZSC Lions. Due sole certezze accompagneranno gara-4, in programma stasera alla Cornèr Arena. La prima: i bianconeri faranno di tutto per mettere in difficoltà lo Zurigo e allungare la serie. La seconda: anche se dovesse andar male, la squadra di Tomas Mitell uscirebbe dai playoff tra gli applausi del pubblico, al termine di un’intensa stagione che ha riportato entusiasmo in tutto l’ambiente. Certo, ci sarebbe un po’ di rammarico. Ma comunque non siamo ancora al momento dei saluti.
«Ci ricompatteremo, ripuliremo il nostro gioco e venderemo cara la pelle», assicura il coach svedese. «Sappiamo che non è facile ribaltare una serie dallo 0-3, soprattutto contro un avversario così forte, ma bisogna crederci. Dobbiamo innanzitutto giocare una buona partita in casa nostra, sfruttando l’atmosfera e ritrovando le emozioni positive che hanno animato gara-2. Vogliamo vincere e tornare a Zurigo domenica per provare finalmente a espugnare la loro pista. Se dovessimo riuscirci, beh, gara-7 non sarebbe più così lontana. Ma il nostro focus, ora, è tutto sulla prossima partita. Sarà fondamentale farci trovare pronti dall’inizio».
Mercoledì, il Lugano è andato in tilt dopo pochi minuti, pur resistendo fino al 15’ prima di subire l’1-0: «La nostra esecuzione - dice Mitell - non è stata buona: mi riferisco ai passaggi, alla ricezione, al controllo del disco. Eravamo un po’ sconnessi e sin da subito si è visto che non avevamo il livello necessario. Queste nostre imprecisioni hanno permesso a un ottimo Zurigo di leggere facilmente il nostro gioco, di mantenere maggiormente il possesso del puck rispetto alle precedenti sfide e di mantenere il momentum».
Un allenatore deluso
Ripercorrendo il film di gara-3, Tomas Mitell sorride amaramente: «Devo dire che non mi è piaciuto soprattutto il nostro primo tempo. Non lo definirei disastroso, perché con un po’ di fortuna avremmo potuto addirittura andare al primo intervallo sull’1-1 e non sotto 2-0. Ma questa è una costante della serie: il livello di esecuzione dello ZSC è eccellente; noi, invece, sprechiamo una buona chance per pareggiare e cinque secondi dopo incassiamo il loro raddoppio in contropiede. Peccato, sono ovviamente deluso dalla prestazione della mia squadra. Dopo le prime due gare, nonostante le sconfitte, le sensazioni erano assai positive. Avevamo avuto le nostre occasioni ed eravamo fiduciosi di poter prendere solo il meglio da entrambe le partite, disputando una gara-3 più bilanciata. Non è andata così. I nostri avversari sono stati bravi, hanno alzato ulteriormente il livello, mentre noi non siamo mai riusciti a trovare una soluzione».
Cinque stranieri in attacco?
Una soluzione dovrà ora trovarla lo staff tecnico bianconero. Dopo tre partite giocate con un line-up sostanzialmente invariato, per Tomas Mitell e Stefan Hedlund è giunta l’ora di modificare qualcosa. E forse di inserire forze fresche intervenendo sul pacchetto straniero. «Non abbiamo ancora deciso, ma quando si perdono tre partite di fila e si è sotto 0-3 nella serie, l’opzione di cambiare qualcosa va presa in considerazione. In queste ore cercheremo di capire come stanno i ragazzi, faremo la conta degli infortunati (mercoledì Bertaggia ha giocato solo pochi minuti, prima di farsi male e lasciare la Swiss Life Arena zoppicando, ndr.) e faremo le scelte migliori per la squadra».
Una mossa potrebbe essere quella di schierare cinque attaccanti stranieri, inserendo Curtis Valk al centro di Emanuelsson e Kupari, come già sperimentato (con profitto) nell’ultima giornata di regular season contro lo Zugo. In questi playoff, il canado-kazako è sempre andato in trasferta come straniero di riserva, al contrario di Brendan Perlini, rimasto a casa. In questo senso, le gerarchie sono dunque chiare. In difesa, Carrick si sta facendo preferire a Dahlström. Qualora venissero confermati entrambi, la scossa potrebbe arrivare da un rimescolamento dei terzetti offensivi.
Andrighetto ci sarà?
Qualche riflessione dovrà farla anche Marco Bayer, che al 38’ di gara-3 ha perso Sven Andrighetto, scontratosi con il compagno Balcers. Colpo alla testa o alla spalla? Nessuno si è sbottonato sulle condizioni del topscorer, che con Malgin sta facendo la differenza: «Sono due ottimi giocatori, a cui non serve molto per colpire», osserva Mitell. «Per gran parte del tempo li abbiamo controllati, ma hanno 6-7 punti a testa in 3 partite... Con o senza Andrighetto, dovremo difendere meglio sulla prima linea».
