Playoff

Il Lugano perde la connessione e la semifinale è lontanissima

In gara-3 i bianconeri giocano la peggior partita della serie, e lo Zurigo conquista il «match-point»
©CLAUDIO THOMA
Fernando Lavezzo
25.03.2026 23:36

Il peggior Lugano della serie contro il miglior Zurigo. Poteva solo finire male. E invece è finita malissimo. A questo giro, non c’è neppure spazio per i rimpianti. Troppa differenza. Per avere una possibilità di sbancare la Swiss Life Arena, i bianconeri avrebbero dovuto unire la solidità di gara-1 alla vivacità offensiva di gara-2. Hanno fatto l’esatto contrario, compromettendo gara-3 in 21 minuti. Gli ZSC Lions, dal canto loro, hanno alzato ulteriormente il livello: oltre a qualità e cinismo, già presenti in dosi massicce nelle prime due partite, stavolta hanno pure controllato il gioco sin dall’inizio, mandando subito in tilt la squadra di Mitell, disconnessa, imprecisa, poco tonica. Poi, certo, tre dei quattro gol sono arrivati in contropiede: una spiacevole costante. Basti dire che cinque secondi prima del 2-0, Aleksi Peltonen si era divorato il pareggio. Sulla ripartenza, Trutmann ha trafitto Schlegel all’incrocio. Proprio così: il difensore meno prolifico dello Zurigo, al suo secondo tiro nei playoff e al suo primo gol in 53 partite stagionali, ha avuto più freddezza di qualsiasi attaccante bianconero. Sintomatico. A ribadire l’antifona del «chi sbaglia paga», ci ha pensato Lammikko, andato a segnare il 3-0 all’inizio del periodo centrale, rientrando da una penalità.

Un’altra serata in bianco

I Lions, che al 38’ hanno perso Andrighetto dopo un duro scontro con Balcers, non hanno infierito, calando il poker solo al 50’, con Malgin a portare tutti a spasso prima di servire Sigrist. Scoraggiato, il Lugano ha offerto a Hrubec un altro «shutout» dopo quello di gara-1. Se vorranno segnare almeno un gol alla Swiss Life Arena, i bianconeri dovranno tornarci. Come? Vincendo domani alla Cornèr Arena. Ultima chiamata di una bella stagione che rischia di finire troppo presto. La semifinale è lontanissima. Quasi irraggiungibile. Ma Thürkauf e compagni non vogliono mollare: «Ora si tratta di vincere o morire», afferma il capitano. «In gara-4 dovremo lasciare sul ghiaccio tutto quello che abbiamo. A questo giro siamo stati troppo imprecisi. Loro sono stati aggressivi, sì, ma dovevamo essere pronti. Tanti nostri passaggi erano sui pattini, i cinque giocatori erano poco connessi. Hrubec non è insuperabile, ma dobbiamo lavorare meglio davanti a lui per rendergli la vita difficile. Troppi nostri tiri vengono inoltre bloccati dai loro attaccanti, che poi ripartono in transizione». Chissà se Mitell, che ieri ha perso subito Bertaggia, deciderà di inserire nuove energie, magari giocandosela con cinque attaccanti. «Vedremo», si limita a dire il coach.

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