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Il ritorno di Rasmus Kupari vale più dei due punti persi

I bianconeri ripartono con una sconfitta ai rigori contro il Bienne, ma riabbracciano il centro finlandese: «Sono stati mesi molto duri, ho avuto dei dubbi, ma non ho mai smesso di lavorare per poter tornare: oggi sono felice»
©Keystone/Pablo Gianinazzi
Fernando Lavezzo
24.02.2026 23:40

I primi applausi sono per Nicole Vallario, bronzo a Milano con la Nazionale femminile. La pausa olimpica, però, ha arrugginito tutti. E ha fatto male pure al ghiaccio. A causa di un problema nella pulizia, i rigori che hanno deciso la sfida tra Lugano e Bienne si sono infatti tirati su una sola porta, quella a sud. L’unico bianconero a non perdere l’orientamento è stato Fazzini, che il suo tentativo lo ha trasformato con classe. Ma il punto supplementare se lo sono accaparrati i seeländer, che restano in corsa per i play-in. Il Lugano perde invece il terzo posto a favore dello ZSC. Mitell spera di chiudere nelle prime quattro e di conquistare così il vantaggio casalingo nei quarti di finale, ma sa anche di poter sfruttare queste ultime gare per fare qualche esperimento (ad esempio i cinque attaccanti stranieri, con il giovane Togni nel «top six» difensivo). E soprattutto per integrare al meglio Valk e Kupari, praticamente due nuovi acquisti.

Valk si sblocca subito

Il canadese ha segnato al suo primo cambio, dopo 55 secondi, e si è mosso piuttosto bene. Il finlandese è rientrato dopo la commozione cerebrale che lo ha tolto di mezzo già alla prima giornata e non ha sfigurato. «Sono soprattutto felicissimo di essere tornato a giocare», racconta Rasmus. «Purtroppo non siamo riusciti a vincere e di certo non è stata la nostra miglior prestazione, ma nel terzo tempo siamo cresciuti e abbiamo meritato il gol del 3-3». Ovvero quello di Fazzini, segnato al 57’, dopo che il Bienne aveva ribaltato il risultato in un periodo centrale che ha visto i bianconeri pasticciare e annaspare. Ruggine, appunto.

Ma in fin dei conti, il sorriso di Kupari vale come una vittoria: «Non sono ancora al top, ma sono convinto che, partita dopo partita, troverò le migliori sensazioni e maggiore fiducia. Ho lavorato sodo per tornare e continuerò a farlo per poter dare il mio contributo. Sono stati mesi molto duri, ma dopo Natale ho iniziato a vedere la luce in fondo al tunnel. Ho cominciato a fare progressi costanti e ad allenarmi con sempre più intensità. Non potevo sapere se e quando sarei tornato in questa stagione, infortuni di questo tipo non offrono certezze. Si trattava di pazientare, settimana dopo settimana. Ho avuto dei dubbi, ma ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per rientrare. Purtroppo c’è voluto molto tempo, non è stato un periodo divertente, ma ora sono qui. Credo che ogni partita, comprese le due amichevoli disputate durante la pausa, mi permetteranno di arrivare in forma per i playoff. Io farò di tutto per essere al meglio e per aiutare la squadra».

Chi più - Luca Fazzini

La pausa olimpica non gli ha tolto efficacia, restituendogli semmai un po’ di energia. Propositivo per tutto il match, regala l’overtime al Lugano pareggiando al 57’. Trasforma con classe anche il suo rigore.

Chi meno - Jiri Sekac

Con gli innesti di Valk e Kupari, la concorrenza in attacco è aumentata e anche il ceco dovrà iniziare a diventare più concreto. Qualche buona giocata gli riesce, ma perde ancora troppi dischi.

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