Il trono e il Dragone: sembra un fantasy ma è il campionato

La battaglia per il trono. La caccia al Dragone. Sembra la trama di un film fantasy, invece è un nuovo campionato di hockey che comincia. Domani riparte la National League: chi succederà al Friburgo Gottéron? Le pretendenti sono tante. Ne resterà una sola.
Ajoie
Abbonati all’ultimo posto, difficilmente i giurassiani riusciranno a sfuggire agli ennesimi playout. La trasformazione da colonia canadese a enclave finlandese si è completata con l’arrivo di coach Ville Peltonen, mentre sul ghiaccio ci sarà un solo straniero nordamericano: l’ex luganese Carr. In porta si confida in ulteriori progressi di Keller, giovane nazionale francese. La classe in difesa è tutta nelle mani dei fratelli Honka, mentre l’attacco si aggrappa a Nättinen, Turkulainen e Tanus. Un salto di qualità è rappresentato dagli innesti di Diem, Gerber e Smirnovs e dal passaporto svizzero di Devos. Ma non è molto.
Berna
Gli Orsi sono stati reattivi sul mercato: l’ingaggio non pianificato di Dionicio (scaricato dal Bienne) ha permesso di liberare Loeffel e arrivare a Hughes, in uno scambio con il Losanna. Ora, nella capitale, c’è un portiere svizzero affidabile, ammesso che torni quello ammirato a Malley nei playoff del 2024. Il Berna riparte da coach Aubin, vincente in Germania dopo il «flop» a Zurigo. Sonny Milano è lo straniero chiamato a risollevare l’attacco, in cui spicca l’arrivo di Dario Rohrbach, trasformato in cecchino dal Langnau. Tra i leader storici, dopo gli addii di Moser, Untersander e Vermin, resta solo Tristan Scherwey.
Bienne
Il rilancio dei Seeländer – finalisti nel 2022-23, ma fuori dai playoff nelle ultime due stagioni – si poggia su coach Dubé e due nuovi stranieri di spessore: l’attaccante canadese Jeff Skinner (1.115 partite e 714 punti in NHL) e il difensore svedese Victor Söderström. I giovani Neuenschwander e Sever avranno sempre più peso, ma nel dubbio sono stati inseriti anche tre elementi esperti: Zwerger, Vermin e Trutmann. Altri veterani (Hofer, Rajala, Haas) dovranno garantire il solito apporto. Tra i pali, Säteri è reduce dalla sua peggiore stagione. Per sostenerlo e stimolarlo è arrivato Östlund da La Chaux-de-Fonds. Due partenze non di poco conto: Dionicio (cacciato) e Kneubühler.
Davos
Dominatori della scorsa regular season con una media di 2,25 punti a partita, i grigionesi si sono fatti soffiare il titolo sotto il naso dal Friburgo, in casa loro, all’overtime di gara-7. La squadra di Josh Holden riparte per vincere e lo fa con la miglior coppia di portieri del torneo (Aeschlimann-Hollenstein), ma senza il suo carismatico topscorer Matej Stansky. Quello del ceco è l’unico addio non ancora compensato dal mercato (un settimo straniero è previsto), mentre gli altri partenti sono stati ben sostituiti: Allard per Dahlbeck, Dominik Egli per Fora, Jäger per Knak, Steiner per Gredig, Schreiber per Chris Egli. Non resta che ritrovare la chimica.
Friburgo
Il titolo a lungo inseguito è finalmente arrivato. Ripetersi sarà difficile per diversi motivi: la concorrenza agguerrita, le partenze di peso e soprattutto l’inevitabile senso di appagamento. I due più carismatici artefici del trionfo, lo storico capitano Sprunger e il portiere Berra, sono insostituibili. In porta, il Gottéron riparte allora da Waeber, reduce da una stagione non esaltante a Kloten. Mancherà pure Attilio Biasca, volato in NHL con Boston. Taibel, strappato al Rappi e già nel giro della Nazionale, dovrà rimpiazzarlo al meglio. Wallmark, autore del championship goal all’overtime di gara-7, dovrebbe essere ben sostituito dal canadese Richard. Il ritorno di Glauser e Schmid, assenti per infortunio durante gli scorsi playoff, sarà una sorta di valore aggiunto.
Ginevra
Sono passati tre anni dallo storico primo titolo e il Servette ha fretta di tornare a vincere. La scorsa stagione, Ville Peltonen aveva rimediato ai pasticci iniziali di coach Treille, ma il club aveva già deciso da tempo di puntare sul tecnico svedese Sam Hallam. Quest’ultimo avrà a disposizione un pacchetto straniero spettacolare, in particolare con il quartetto finlandese composto da Saarijärvi, Granlund, Manninen e Puljujärvi. Untersander cerca il rilancio dopo l’addio al Berna, andando a riempire il vuoto lasciato da Berni. In attacco, al posto del vecchio Pouliot, ecco Johnny Kneubühler. La profondità della rosa resta importante in ogni reparto. Charlin è un ottimo portiere, sebbene alle Vernets non abbia reso sui livelli pazzeschi di Langnau. A 25 anni deve ancora raggiungere la piena maturità.
Kloten
Dopo aver trascinato il Friburgo al titolo, il 39.enne Reto Berra cercherà di fare la differenza anche a Kloten. Da solo (con Fadani pronto a farlo rifiatare) può garantire quei punti decisivi per accedere ai play-in, ma gli aviatori dovranno superarsi. Dopo il fiasco di Zugo, coach Liniger riparte in un contesto più a sua misura. La squadra ha perso tre leader (Simic, Kellenberger, Diem) e si presenta con un pacchetto straniero tra i più modesti del campionato, oltretutto orfano dell’infortunato Gignac. Arttu Ruotsalainen, irriconoscibile tre anni fa a Lugano e reduce da una stagione niente male nel Frölunda, spera di ritrovare le ottime sensazioni della sua prima avventura a Kloten (18 gol, 24 assist). L’altro import chiamato ad alzare il livello generale del gruppo è il difensore svedese Simon Johansson. Prassl e Hügli, finiti nell’anonimato a Losanna, cercano il rilancio.
Langnau
Harri Pesonen non c’è più, ma l’Emmental resta terra nordica, con tre svedesi e quattro finlandesi. Il gruppo straniero dei Tigers fa invidia a molti club, anche blasonati. In particolare, promette punti a grappoli ila nuova coppia svedese strappata al Timra IK: Jonathan Dahlen (30 gol, 25 assist) ed Emil Pettersson (15 gol, 31 assist). Non è invece stata compensata la partenza di due svizzeri prolifici come Rohrbach e Felcman. Saranno allora determinanti i gol dei due Schmutz e di Bachofner. Ma a fare la differenza, nella lotta per quel decimo posto solo sfiorato l’anno scorso, potrebbe essere ancora la stabilità difensiva offerta dal gioco di Paterlini.
Losanna
Due finali perse contro gli ZSC Lions, poi un’uscita ai quarti con i rivali del Ginevra. A Malley c’è fame di riscatto. I vodesi potrebbero quasi schierare due difese, tante sono le alternative nel reparto arretrato. Ben tre i terzini stranieri, con Colin Miller andato ad aggiungersi a Brännström e Niku (che però potrebbe partire). Tantissima qualità, senza dimenticare gli innesti di Fora e Loeffel. In porta, Kevin Pasche è ormai certo di essere il numero uno, dopo la partenza di Hughes. Al suo fianco ci sarà il figlio d’arte Ewan Huet, chiuso da Fadani a Kloten. In attacco, ha lasciato un vuoto l’addio di Théo Rochette, andato a cercare fortuna in NHL con i Detroit Red Wings. Da non sottovalutare la partenza di Ken Jäger, centro completo reduce da un grande Mondiale. Da Kloten è arrivato Simic, ma il club biancorosso non si sente abbastanza coperto. Infatti vorrebbe subito uno tra Manix Landry e Miles Müller dell’Ambrì, già ingaggiati per la stagione successiva.
Rapperswil
Ingaggiato dopo l’improvviso addio dell’ex bianconero Sgarbossa, lo statunitense Kevin Lebanc (mezzo punto a partita in NHL) ha alzato il livello di un pacchetto straniero modesto, per lo meno in attacco, dove si farà sentire la partenza di Strömwall. Dietro, Larsson e Pilut - acciacchi permettendo - sono più che affidabili. Così come affidabile è la coppia di portieri formata dal titolare Nyffeler e da Punnenovs. Dagli ZSC Lions sono arrivati due bravi giovani, Ustinkov e Segafredo. Fabrice Herzog, da Zugo, garantisce più peso al nucleo di attaccanti svizzeri, in cui il migliore resta ovviamente Moy, blindato fino al 2030. Per il resto, la squadra di Lundskog è la solita scheggia impazzita, capace di trovare risorse da giocatori insospettabili.
Zugo
È fresca la notizia dell’infortunio di Kubalik. Un’assenza prolungata sarebbe un guaio per una squadra chiamata a rilanciarsi dopo una stagione negativa e una rivoluzione al timone: nuovo coach (l’ex Kloten Marjamäki), nuovo ds, nuovo CEO (Duca). Il colpo del mercato è Rohrer, imballatosi a Zurigo dopo essere rientrato da Montréal. Genoni tiene duro. La difesa punta su un trio straniero (Bengtsson, Sklenicka e il nuovo svedese Moverare); in attacco servirà il massimo contributo dei veterani Kovar, Tatar, Hofmann, Senteler e Martschini, reduce da un lungo infortunio. Partenza tosta con otto trasferte di fila a causa dei lavori in corso all’OYM Hall.
Zurigo
Che dire? Gli ZSC Lions partono di nuovo da favoritissimi, stavolta con la pancia vuota (e quindi affamati) dopo l’eliminazione in semifinale dello scorso anno. Alla Swiss Life Arena ci sono il miglior portiere del campionato (Hrubec), una difesa non più giovanissima ma con quattro finalisti agli ultimi Mondiali (Lehtonen, Marti, Kukan, Berni) e un attacco senza rivali. Per dire: i nazionali svizzeri Malgin e Andrighetto sarebbero i migliori stranieri in una dozzina di squadre rivali. A loro si aggiungono Balcers, Frödén, Lammikko, Strömwall, Baechler, Knak, Riedi, Bader, Baltisberger, Sigrist. A Zurigo, l’unica incognita è l’allenatore. Riuscirà Claude Julien, veterano della NHL, a calarsi in una realtà solo accarezzata con l’Ambrì?
Ambrì Piotta: Il duro Tapola e i giovani leader nell'anno zero dei leventinesi
Gottardo Arena, anno zero. L’Ambrì Piotta non vedeva l’ora di mettersi alle spalle la complicatissima stagione 2025-26. Sulla rivoluzione a tutti i livelli si è già detto molto. Il risultato è una squadra più giovane, guidata da un sergente di ferro come Jussi Tapola, che nel finale della scorsa stagione ha lasciato intendere le sue capacità, ma anche la sua «tolleranza zero» nei confronti dei «ribelli tattici». O - più in generale - di chi non garantisce impegno totale e massima intensità. Il team di capitani è ora guidato dal 21.enne Tommaso De Luca. Tra i suoi assistenti c’è il 20.enne Nathan Borradori, che la National League l’ha soltanto assaggiata. Una scelta forte e simbolica, che i veterani del gruppo dovranno metabolizzare al meglio, continuando a comportarsi da veri leader. La difesa è il punto debole della squadra e l’innesto in extremis dello svedese Kreü non cambia la sostanza, pur dando qualche garanzia in più in attesa del rientro di Virtanen. In porta, Senn dovrà dimostrare di potersela giocare alla pari con Wüthrich: l’Ambrì ha bisogno di due portieri al top, capaci di stimolarsi a vicenda con una sana concorrenza. Il mercato non ha saputo sopperire alla partenza di Zwerger, ma sembra aver permesso un passo in avanti con gli innesti stranieri di Järventie, Schnarr e Kodytek, assai positivi nelle amichevoli estive. I citati De Luca e Borradori avranno un ruolo importante (al primo si chiedono punti, al secondo tanta energia), ma tanto dipenderà pure dal rendimento di Manix Landry e Miles Müller, all’ultima stagione ad Ambrì.
Lugano: Più qualità dagli stranieri per fare un altro passo in avanti
Alla Cornèr Arena l’anno zero è ormai alle spalle. Dopo la positiva ricostruzione della scorsa stagione – in cui sono tornati risultati, gioco ed entusiasmo – il Lugano cerca conferme. Lo staff tecnico guidato da Tomas Mitell non avrebbe potuto fare meglio di così nel rimettere insieme i cocci del fallimentare campionato 2024-25. Certo, i playoff sono durati poco, ma su quelle fondamenta l’HCL può continuare a costruire, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente il gap che lo separa dalle realtà più consolidate. Il gm Janick Steinmann è intervenuto soprattutto sugli stranieri, aggiungendo creatività e leadership con il difensore Thomson e gli attaccanti Lycksell e Innala. Kupari è praticamente un nuovo acquisto, avendo saltato quasi tutta la scorsa regular season. Sanford è la certezza. Tutto da scoprire, invece, l’impatto che potrà avere il settimo straniero, Nick Shore, ingaggiato fino alla fine di ottobre. L’attacco bianconero, inizialmente privo dell’infortunato Simion, avrà sempre bisogno dei punti di Luca Fazzini. Thürkauf avrà un ruolo sempre più simile a quello assunto in Nazionale: versatilità, fisicità e grande lavoro sui due fronti. Canonica, dal canto suo, può fare un ulteriore balzo dopo l’ottimo 2025-26. Detto dell’innesto di Thomson, la difesa – un punto forte del passato campionato – è rimasta più o meno la stessa. Ed è una buona notizia. Schlegel e van Pottelberghe, dal canto loro, formano una coppia di portieri affidabile per la regular season, ma lasciano qualche dubbio per il playoff.
