Hockey

Innala, Järventie e «quelli che devono ambientarsi»

L'attaccante finlandese del Lugano si è sbloccato, quello dell'Ambrì ha rallentato dopo una partenza folle, mentre il giurassiano Tanus non si ferma più - Viaggio tra i nuovi stranieri approdati nel massimo campionato svizzero: dalle promesse mantenute da Skinner alle difficoltà di Kevin Labanc
Jere Innala festeggia con Luca Fazzini dopo la doppietta di Bienne. © KEYSTONE/PETER KLAUNZER
Fernando Lavezzo
14.10.2026 06:00

Nuova squadra, nuovo Paese, nuovo stile di hockey. «Avranno bisogno un po’ di tempo per ambientarsi», dicono coach e direttori sportivi parlando degli stranieri appena ingaggiati. A volte va davvero così: dopo un breve periodo d’adattamento, i giocatori esplodono. Un esempio? Jere Innala. Timido e spaesato nelle prime 4 giornate di campionato, l’attaccante finlandese del Lugano ha segnato 7 gol nelle ultime 6 uscite, trovando stabilità e fiducia in linea con Thürkauf e Bertaggia. Con un bottino di 11 punti (1,10 di media), è appena diventato il topscorer bianconero. E il suo bilancio di +5 sintetizza un’affidabilità a tutta pista.

Ma ci sono anche stranieri che bruciano le tappe, trovando immediatamente il feeling con la nuova realtà. È capitato a un altro finlandese approdato in Ticino, il biancoblù Roby Järventie, autore di 5 gol e 5 assist nei suoi primi 6 match con l’Ambrì. Negli ultimi 4, però, ha firmato solo un assist. A dimostrazione di quanto sia difficile restare costanti nel nostro campionato. Ci sta però riuscendo un terzo finlandese, Kristian Tanus, trascinatore dell’Ajoie con 5 gol e 12 assist, per una media di 1,55 punti. È lui il miglior marcatore di National League. E gli altri nuovi import? Come se la stanno cavando? Andiamo a vedere.

Benvenuti al Sud

Detto di Innala e Järventie, le squadre ticinesi hanno accolto altri 6 nuovi stranieri. Tra i promossi c’è Nathan Schnarr, primo centro dell’Ambrì. Sempre schierato con Järventie e De Luca, il carismatico canadese ha racimolato 3 gol e 5 assist (0,80) ed è una macchina da ingaggi (58,3 %). In Leventina convince pure lo svedese William Kreü, stabilizzatore difensivo. Non lascia traccia nei tabellini (1 assist in 10 partite), ma garantisce fisicità e ordine. Con 21 tiri bloccati, è inoltre tra i migliori nella specialità. E in molti vorrebbero vedere il sui contratto prolungato fino a fine stagione. È invece in difficoltà – soprattutto sul piano della concretezza – il ceco Petr Kodytek, centro della seconda linea biancoblù: per lui solo 1 gol e 1 assist, pur giocando insieme a Joly. Con una produzione offensiva così ridotta, pesa ancor di più il suo bilancio negativo di -5.

In casa bianconera, oltre a Innala, si sta facendo apprezzare Nick Shore, il cui contratto scade a fine ottobre. Lasciato in tribuna nelle prime due giornate, è diventato una pedina irrinunciabile per Mitell, grazie al suo mix di solidità e visione. Pur cambiando spesso compagni di linea, lo statunitense viaggia alla media di 1 punto a partita (1 gol, 7 assist). Insostituibile, agli occhi dello staff tecnico bianconero, è anche Lassi Thomson. Dopo un avvio pasticciato, il difensore finlandese sembra aver trovato il compromesso tra dinamismo offensivo, concretezza ed equilibrio. Per lui 2 gol, 3 assist e un rivedibile bilancio di -3. Non è ancora diventato il punto di riferimento che ci si aspettava: in 5 contro 5 gioca meno di Müller ed Aebischer, mentre in power-play è superato da Alatalo. L’altro nuovo innesto, lo svedese Olle Lycksell, è stato il più rapido a inserirsi, salvo poi frenare, sballottato tra linee diverse e un paio di serate in tribuna. Per lui 3 gol, 2 assist e un bilancio di -4, ma anche un chiaro potenziale di crescita.

La gioia dell’Ajoie

Di Tanus abbiamo già detto. Il suo impatto, insieme al rendimento degli altri quattro finlandesi dell’Ajoie, racconta quasi tutto sul positivo avvio dei giurassiani. Prezioso anche l’innesto di Julius Honka (2 gol, 6 assist), meno istrione del fratello Anttoni, ma capace di alzare il livello della difesa romanda. A Porrentruy è sbarcata pure una vecchia conoscenza del Lugano, Daniel Carr. Il canadese ha trovato subito ottime sensazioni, con 2 gol e 6 assist nelle prime 7 partite. Dopo 3 gare a secco, è infine tornato al gol lo scorso weekend.

Tra i nuovi stranieri capaci di mantenere le (enormi) promesse c’è Jeff Skinner. Il colpo di mercato del Bienne ha firmato 6 gol e 3 assist in 7 partite, ma ne ha saltate 3 per infortunio. L’altro nuovo import dei Seeländer, il difensore svedese Victor Söderström, ha iniziato bene (1 gol e 4 assist nelle prime 4 gare) per poi frenare (2 punti nelle ultime 5). Tra i difensori d’importazione che hanno già preso le misure alla National League c’è il canadese Ian Mitchell: 1 gol e 10 assist con il Berna. Solido anche lo svedese dello Zugo Jacob Moverare: 1 gol, 4 assist e soprattutto un bilancio personale di +8, il migliore della lega. I due terzini stranieri del Davos – lo slovacco (ex Losanna) Martin Gernat e il canadese Frédéric Allard – non sono invece riusciti a prendere in mano la squadra grigionese, protagonista di un avvio di torneo molto al di sotto delle attese. Tornando al Berna, gli infortuni hanno rallentato l’inserimento dell’attaccante Sonny Milano (5 partite, 1 gol, 3 assist), mentre il lettone Rodrigo Abols – decisivo sabato ad Ambrì – si sta rivelando un utile two-ways (3 gol, 2 assist). Il volto nuovo del Friburgo, il centro canadese Anthony Richard, ha avuto un avvio lento (1 punto nelle prime 4 partite), poi si è acceso: ora vanta 3 gol e 7 assist in 11 gare. Subito positivo il ritorno di Arttu Ruotsalainen a Kloten (3 gol, 6 assist), mentre il difensore svedese Simon Johansson (1 gol, 3 assist, -2) deve ancora carburare. A Langnau è stato immediatamente prezioso il contributo di Emil Pettersson (2 gol, 9 assist). Più macchinoso l’inserimento di Dahlen, arrivato a quota 7 punti. In un Losanna bersagliato dagli infortuni non sta incantando Curtis Lazar (1 gol, 4 assist), mentre l’ex bianconero Carrick è solo agli inizi. Infine, tra i nuovi stranieri più deludenti, vi è Kevin Labanc: mezzo punto a partita in 9 stagioni di NHL, ma solo 2 gol e 1 assist nelle sue prime 10 presenze con il Rapperswil. «Gli serve tempo per ambientarsi».