Janick Steinmann: «I risultati sono deludenti, ma il mio Lugano è unito»

La presenza di Janick Steinmann alla conferenza stampa pre-derby di questa mattina, al fianco di Tomas Mitell, era già stata annunciata prima della partita con il Losanna. La vittoria sui vodesi ha poi permesso al general manager bianconero e all’allenatore di incontrare i media in un clima disteso. Nella consapevolezza che la situazione, tra infermeria affollata e classifica deficitaria, resta delicata. «Siamo delusi dai risultati ottenuti», ammette Steinmann. «Un terzo di regular season è alle spalle. Volevamo partire meglio dell’anno scorso, ma – classifica alla mano – non ci siamo riusciti. Abbiamo mostrato tanto buon hockey, ma non sono arrivati i punti sperati. Abbiamo perso alcune partite che normalmente si vincono 9 volte su 10, incassando troppe reti una dietro l’altra. È una lega competitiva, sapevamo che non sarebbe stato facile. Però la squadra è sempre unita e lavora sodo, nonostante la frustrazione per aver raccolto meno di quanto seminato. Ultimamente si sono aggiunti anche tanti infortuni e dunque ci sarà da lottare. Faremo tutto il possibile per cambiare la situazione e recuperare posizioni. Ad eccezione dello ZSC, le altre sono vicine. Sarà una stagione lunga e bisogna accettarlo».
Janick Steinmann non vede una costante nei numerosi blackout che hanno privato il Lugano di alcuni punti: «Ogni partita ha una storia a sé. Soprattutto all’inizio, abbiamo incassato diverse penalità stupide, oltretutto subendo velocemente delle reti in inferiorità numerica. In generale, dobbiamo giocare in modo più intelligente e solido per sessanta minuti. A volte, nei momenti importanti, può bastare una parata per cambiare un match. È una combinazione di fattori e non vogliamo puntare il dito contro nessuno. È tutta la squadra a doversi impegnare per cambiare le cose e far finalmente girare gli episodi a nostro favore».
I meriti di Shore
Gli infortuni si sono accumulati in prossimità della scadenza contrattuale di Shore. Nonostante i buchi creatisi nel line-up, il direttore sportivo bianconero non ha mai pensato di cercare sul mercato straniero un profilo diverso dallo statunitense: «Nick ci ha dato una grossa mano, giocando bene anche nelle situazioni speciali. Blocca i tiri, vince gli ingaggi e ha qualità da playmaker che lo differenziano dagli altri. Non è appariscente, ma svolge al meglio il suo lavoro. Inoltre, la sua personalità si sposa perfettamente con il resto del gruppo. È apprezzato dai compagni e si è meritato la conferma. Quando si è fatto male Thürkauf, i cui tempi di recupero sono incerti, è diventata ancora più evidente l’importanza di un valido pacchetto di centri. Non c’era dunque ragione di cercare altrove ciò che avevamo già in casa nostra». A proposito di infortuni, Steinmann conferma di aver analizzato la situazione creatasi: «Ci sono diverse squadre con tanti assenti e ogni caso è diverso. Alcuni nostri giocatori, però, si sono rifatti male in parti del corpo che già in passato avevano creato loro problemi. Ecco, in questi casi dobbiamo trovare delle soluzioni. Ho appena letto un articolo sulle correlazioni tra le ore di viaggio e gli infortuni. Noi, insieme a Davos, Ginevra e Losanna, siamo tra le squadre più colpite. Guarda caso, siamo anche i club con le trasferte più lunghe. Non possiamo spostare la città di Lugano altrove, quindi dovremo trovare un rimedio. Qualcosa abbiamo già fatto, sia in allenamento, sia durante la preparazione, ma occorre fare altri passi avanti. Poi, in uno sport di contatto, ci sono ovviamente episodi che non possiamo controllare».
Maurer e i giovani
Steinmann commenta anche l’innesto del 38.enne Marco Maurer, giunto in prestito da Sierre per le ultime due partite prima della pausa per le nazionali. È una bocciatura per i giovani difensori bianconeri (Togni e Cjunskis) oppure un modo per proteggerli in una settimana ad alta pressione? «Non è stata una decisione contro i nostri ragazzi, ma una mossa precauzionale. Dopo la sconfitta di Zugo, abbiamo temuto di perdere un altro difensore e abbiamo dovuto reagire prontamente. I giocatori svizzeri non cadono dagli alberi. Puoi provare a fare uno scambio, ma in questo caso devi anche cedere qualcuno. Ottenere un prestito dalla Swiss League non è scontato, ma Maurer era disposto a salire subito in macchina e a raggiungerci. Gli siamo grati, contro il Losanna ha disputato un’ottima partita. Per quanto riguarda i giovani, è giusto che abbiano minuti di ghiaccio, ma dobbiamo stare attenti a gestirli in modo corretto, senza metterli in difficoltà affidandogli responsabilità eccessive».
Ora non resta che pensare al derby. Dopo il 4-0 sul Losanna, domani sera alla Gottardo Arena il Lugano cercherà di sfatare una maledizione: non vince due gare di fila da metà gennaio.
