Hockey

Joly, la paternità e la fedeltà all'Ambrì: «Se sono rimasto è per coach Tapola»

La stagione dei biancoblù parte da Porrentruy (e in diretta su TeleTicino), dove cinque mesi e mezzo fa arrivò la salvezza ai playout - Il canadese: «Siamo all’inizio di un processo che richiederà del tempo»
Joly alla presentazione della squadra. © Keystone/Andrea Branca
15.09.2026 06:00

Il 31 marzo scorso, con il successo per 3-0 sul ghiaccio di Porrentruy contro l’Ajoie, l’Ambrì Piotta mandava in archivio in quattro partite il discorso playout al termine di una stagione oltremodo tribolata. Ora, 168 giorni dopo e sempre in terra giurassiana, i biancoblù cominciano il loro nuovo campionato. In primavera, a mettere la parola fine al disgraziato anno e a mandare in vacanza i leventinesi fu il casco giallo Michael Joly, autore delle due reti conclusive di gara-4. «Che l’ultima stagione non sia andata come volevamo non è certo una sorpresa», spiega il numero 77 alla vigilia della partita d’esordio. «Il finale, in ogni caso, è stato in crescendo, ed è dalle basi poste in quelle ultime settimane - e anche da quell’ultima partita - che dobbiamo ripartire. Adesso siamo pronti: durante l’estate abbiamo lavorato molto bene sulla condizione fisica e quindi le sensazioni, arrivati a poche ore dalla prima sfida, sono sicuramente positive».

Amélia e il contratto

L’estate per il québécois si è aperta con il rinnovo di contratto, arrivato a scadenza, fino al 2028. E si è conclusa con la gioia, immaginiamo ancor più grande, per la nascita della primogenita Amélia. «Sono state settimane bellissime: ci tengo a ringraziare la società, che mi ha concesso tutto il tempo di cui avevo bisogno», spiega Joly. «Il tempismo, poi, è stato perfetto, proprio in concomitanza con l’inizio della stagione. Essere diventato genitore non mi porterà a prendere gli impegni alla leggera, questo è certo, ma la famiglia aiuta a staccare la spina e a dimenticare più in fretta i momenti complicati». Sulla scelta di rimanere ad Ambrì, prosegue il numero 77, «ha invece giocato un ruolo determinante lo staff tecnico e in particolare l’allenatore. Non capita tutti i giorni di trovare un coach in cui credi ciecamente. Qui c’è gente che conosce profondamente l’hockey e che ha un curriculum di tutto rispetto. La prospettiva di poter giocare al servizio di professionisti di questo calibro è stata la motivazione principale che mi ha convinto a firmare».

Oggi al fianco di Heim

L’attesa per l’arrivo della piccola Amélia ha portato Joly a saltare le prime tre amichevoli prestagionali e a ritardare il debutto fino al 28 agosto contro lo Schwenningen. Il canadese è poi sceso sul ghiaccio in tutti e quattro i successivi test, trovando tre punti in totale, nella seconda linea al fianco di Miles Müller, con André Heim e Manix Landry ad alternarsi al centro. Per l'esordio, anche un po’ a sorpresa, sarà il numero 44 a fare da perno ai due. «Manix lo conosco molto bene, ma pure con André ho già giocato diverse volte la scorsa stagione» sottolinea Joly. «Grazie alla sua stazza imponente riesce a crearmi molto spazio. Insieme anche a Miles, che è un giocatore estremamente veloce, sono convinto di poter dare grandi impulsi offensivi». Insomma, una linea, a sentire il canadese, già affiatata. Come in fase di preseason ha dimostrato di essere quella composta da capitan De Luca e dagli innesti stranieri Järventie e Schnarr. «Dobbiamo però tenere presente che siamo un gruppo in fase di costruzione, dunque - anche in vista della partita con l’Ajoie - non possiamo pretendere che sia tutto perfetto» ricorda Joly. «È un processo che richiederà tempo e l’importante sarà mantenere un trend di crescita costante lungo tutto il corso del campionato».

Tapola: «Con lui sono onesto»

A proposito della prima a Porrentruy, neppure coach Jussi Tapola vuole lasciarsi andare a proclami. «È sempre meglio non farsi troppe aspettative» sottolinea il finlandese, «anche perché solitamente vieni smentito dai fatti. Voglio però vedere entusiasmo, spirito competitivo e passione. Nel precampionato abbiamo avuto risultati altalenanti, con buone partite - come l’ultima contro il Rapperswil - e altre mediocri. Sono invece sicuramente soddisfatto del modo in cui ci siamo allenati, sempre con grande intensità».

Sollecitato sulle belle parole riservategli da Joly, Tapola prima scherza («Dice così perché vuole ricevere ancora più tempo di ghiaccio»), per poi farsi più serio: «Abbiamo un rapporto molto sincero; talvolta devo ricordargli ciò che deve fare per il bene della squadra, anche in fase difensiva. Mi aspetto che faccia la differenza con i suoi gol e il suo talento, ma anche che si attenga al piano di gioco e funga da esempio. So bene però che quando è concentrato e sulla giusta strada, allora è un agonista eccezionale».

In questo articolo: