Kurashev: «La spinta del Lugano mi ha aiutato in NHL»

Svizzera-Russia di domani pomeriggio (ore 15.15) vale il primo posto nel Gruppo A dei Mondiali. Una partita speciale. Ancora di più per Philipp Kurashev, talento emergente della nazionale rossocrociata e dei Chicago Blackhawks. Nato e cresciuto a San Gallo da genitori russi, il 21.enne ha ancora molti parenti a Mosca e dintorni. «Saranno incollati al televisore», ci racconta da Riga.
Dal loro appartamento di San Gallo, Konstantin ed Elena Kurashev si godranno ogni minuto della sfida. Lo fanno sempre. Quando Philipp gioca, papà e mamma sono immancabilmente lì, davanti allo schermo. Distanti ma vicini. «Non si sono persi neanche una partita della mia prima stagione in NHL», ci racconta l’attaccante numero 23. «Negli ultimi cinque mesi sono rimasti alzati una cinquantina di notti per vedermi all’opera con i Blackhawks. Lo stesso hanno fatto i miei parenti di Mosca. Ormai tutta la mia famiglia vive seguendo il fuso orario degli Stati Uniti. Non so come facciano i miei genitori, a fine stagione saranno più stanchi di me. Purtroppo a causa della pandemia non hanno potuto venire a vedermi dal vivo, ma li ho sentiti al mio fianco».
Contro la Russia, Philipp vivrà un personalissimo derby: «Al di là delle bandiere, i miei parenti di San Gallo e di Mosca avranno gli occhi puntati su di me. E stavolta saranno occhi belli svegli, visto l’orario favorevole. Non è la prima volta che affronto la Russia. È già capitato con la Nazionale maggiore nel 2019, ai Mondiali di Bratislava. Ed anche a livello juniores. È un’emozione speciale, non mi ci abituerò mai. In me convivono le due anime, elvetica e russa. È normale. Ma sin da ragazzino ho sempre indossato con gioia e fierezza la maglia rossocrociata. Rappresento il Paese in cui sono nato e cresciuto, nel quale vivono i miei amici. È un’opportunità per cui sono molto grato».

Da novellino a star
Due anni fa Philipp Kurashev prese parte ai Mondiali da novellino semisconosciuto. Ora è uno dei nostri quattro gioiellini della NHL: «Le aspettative sono diverse, me ne rendo conto. Nel 2019 avevo 19 anni e avevo giocato solo tre partite da professionista in AHL. Patrick Fischer mi diede fiducia, proiettandomi subito su un palcoscenico globale. Per me era tutto nuovo e bellissimo, mi guardavo in giro come un bambino a Disneyland. Dopo tre stagioni nelle leghe giovanili canadesi, mi sono ritrovato a condividere lo spogliatoio con i vari Josi, Fiala e Niederreiter. Tra gli avversari c’erano delle superstar internazionali. Gente come Malkin, Ovechkin e Kovalchuk, tanto per restare alla Russia. Oggi, dopo un’intera stagione in NHL, mi sono un po’ abituato, ma la magia di un Mondiale resta intatta. Peccato per il contorno, condizionato dalla pandemia. A Bratislava ricordo una grande festa popolare, mentre qui dobbiamo osservare dei rigidi protocolli sanitari. Ho letto che da martedì avremo 1.000 spettatori. Meglio che niente, sono felice».
L’inizio di un sogno
Dopo una stagione in AHL con i Rockford IceHogs, quest’anno Chicago ha lanciato Philipp Kurashev nel campionato più bello del mondo. In 54 partite di NHL, il sangallese ha totalizzato 8 gol e 8 assist. «Ci sono diverse cose che devo migliorare. Voglio diventare un attaccante più produttivo e in estate lavorerò duramente per fare il passo successivo. Detto questo, sono molto contento della mia prima esperienza con i Blackhawks. Sono stato schierato regolarmente e ho imparato tantissimo osservando compagni di squadra come Patrick Kane. Ho inoltre avuto la fortuna di condividere il viaggio con un altro esordiente svizzero, Pius Suter. Ci conoscevamo già bene, inoltre ho giocato nella Under 20 dei GCK Lions con suo fratello Kaj. Io e Pius ci siamo aiutati e sostenuti a vicenda, soprattutto fuori dal ghiaccio, trascorrendo tanto tempo libero insieme».

Grazie Lugano
Lo scorso autunno, Philipp Kurashev ha iniziato la stagione con il Lugano: 13 partite, 9 assist. «Quei tre mesi in bianconero sono stati molto belli e mi sono serviti tantissimo per fare il salto in NHL. I compagni, lo staff tecnico e tutta l’organizzazione dell’HCL mi hanno aiutato ogni giorno. Ho potuto presentarmi al camp di Chicago in ottima forma, già pronto per giocare ad alta intensità. Se ne sono accorti anche gli allenatori dei Blackhawks, che mi hanno subito promosso nella formazione titolare. Sono davvero grato al club bianconero. Tredici partite non sono state molte, la quarantena ci ha rallentati e mi ha privato di qualche match, ma mi sono divertito e conservo ottimi ricordi».
Ambühl, l’allievo di papà
Nell’8-1 con la Slovacchia, Philipp ha segnato la sua prima rete in questo Mondiale: «Abbiamo mostrato una bella reazione dopo la secca sconfitta di due giorni prima contro la Svezia. Era il nostro obiettivo: cambiare marcia sin dall’inizio. Siamo stati solidi e performanti, tanto in difesa, quanto in attacco. È emerso il vero carattere di questa squadra. Adesso dobbiamo continuare su questa strada».
Solitamente schierato al centro, ieri il sangallese ha giocato all’ala in linea con Hischier e Ambühl: «Sono due grandi campioni, mi sono divertito un sacco. Nico lo conosco bene, è stato un ritorno alle origini. A 15 anni ero infatti la sua ala nei Novizi del Berna». Correva la stagione 2014-15: Hischier totalizzò 61 punti in 22 partite, Kurashev 50 in 26.
Che dire invece di Ambühl? «È un professionista esemplare, con un’energia unica. Vederlo ancora così veloce e dominante a 37 anni è fantastico. Mio padre lo ha allenato negli Juniores élite del Davos e questo mi fa sempre sorridere».
A proposito di Bobrovsky
Ora sotto con la Russia, mentre domenica, sempre alle 15.15, sarà la volta della Bielorussia. Domani, nella porta avversaria, i rossocrociati non troveranno Sergej Bobrovsky. Il portiere dei Florida Panthers, fresco di eliminazione dai playoff, raggiungerà Riga soltanto nella giornata di sabato. Il suo nome suscita emozioni indelebili nel giovane Philipp. Proprio contro di lui, lo scorso 19 gennaio, segnò infatti la sua prima rete in National Hockey League. In quella fredda notte sangallese, Konstantin ed Elena Kurashev svegliarono tutto il condominio.
