La festa inizia sul treno e si conclude con la doppietta di Nino

«Stiamo per arrivare ad Altstetten, i tifosi possono scendere qui. Hopp Schwiiz!». Sì, i Mondiali ti coccolano anche sui vagoni della S-Bahn. Sono solo le 15.00. Mancano più di cinque ore al match tra la Svizzera e la Gran Bretagna, prima contro ultima del Gruppo A, ma l’atmosfera è già caldissima. E non solo per le temperature finalmente primaverili, già tendenti all’estate. Tra la stazione e la Swiss Life Arena bisogna camminare per una decina di minuti. Il sole picchia, l’asfalto scotta (non per nulla siamo in Vulkanstrasse). Il video coach rossocrociato Benoit Pont e l’addetto stampa Finn Sulzer rientrano in hotel dopo essere andati a correre. La coda allo shop ufficiale della rassegna è già lunga. I sostenitori elvetici si mischiano a finlandesi e lettoni, avversari nella partita delle 16.20. «Ma come mai ci sono già così tanti svizzeri in giro?», chiede una ragazza con la maglia della Lettonia. «Veniamo a tifare per voi», risponde uno sgamato supporter locale. In realtà, per assicurarsi un biglietto per le partite di Josi e compagni, in molti hanno optato per il pacchetto giornaliero. E quindi, avendola pagata, perché non godersi anche la sfida del pomeriggio?
La visita di Kevin Fiala
La Finlandia vince un match senza storia. La Svizzera, come previsto, fa altrettanto, accontentandosi però di segnare quattro reti, pur controllando la gara dall’inizio alla fine. A dare la carica ai rossocrociati, prima della partita, ci pensa uno dei grandi assenti di questa rassegna, Kevin Fiala. Rientrato dalla California con un vistoso tutore alla gamba sinistra, spezzatasi durante le Olimpiadi di Milano, l’attaccante dei Los Angeles Kings viene incaricato di leggere il line-up di partenza, proprio come aveva fatto Andrea Glauser il giorno prima. I due, insieme al direttore sportivo della Nazionale, Lars Weibel, si concedono poi un bagno di folla nel capannone della fan zone, dove centinaia di tifosi senza biglietto seguono la partita sui maxischermi, tra cori e fiumi di birra.
Senza strafare
Già, la partita. La Svizzera la prende subito in mano, ma raccoglie meno di quanto semina. Nel primo tempo tira 18 volte contro 3, rischiando su un paio di ripartenze ben neutralizzate da Berra. L’unica rete la segna Niederreiter, splendidamente lanciato da Josi al 5’05’’. Per il grigionese è il primo gol nel torneo zurighese. L’autorevolezza mostrata nei primi venti minuti lascia tutti sereni, ma non si sa mai. E allora ben venga il 2-0 di Hischier all’inizio del periodo centrale, su un regalo del difensore Halbert. I padroni di casa insistono e Knak firma il 3-0 al 28’: anche per lui è il primo sigillo in questo Mondiale. Berra ha poco da fare, ma al 35’ Jäger lascia partire un contropiede e i britannici accorciano le distanze. È una delle piccole distrazioni a cui accennavamo poco fa. All’inizio del terzo tempo, la squadra di Cadieux si concede ancora qualche attimo di sofferenza, rimediando due penalità nel giro di 38 secondi. In 1’22’’ di doppia inferiorità numerica, però, il box-play protegge al meglio lo slot. E Hischier si guadagna un’ovazione intercettando un disco con un tuffo spettacolare. A mettere definitivamente le cose in chiaro ci pensa ancora Niederreiter, che firma il 4-1 e la doppietta personale. Nel finale, Berra incassa un «gollonzo», mancando l’intervento con il bastone. Ma gli arbitri annullano per fuorigioco, addolcendo la figuraccia. E la festa può ricominciare.
Nico Hischier: «Mi tengo stretti i tre punti»
Nel dopo partita, il raffronto tra la goleada offerta contro l’Austria e la «normale» superiorità mostrata al cospetto della Gran Bretagna è stato inevitabile. Nico Hischier, tuttavia, tiene a sottolineare l’essenziale. «Di che cosa fare tesoro dopo questo match? Beh, ci teniamo stretti i 3 punti. Soprattutto quelli. Non è stato così facile. Queste, d’altronde, sono partite insidiose. Di certo avremmo dovuto essere più diretti sulla porta avversaria». E a proposito di portiere. A difendere la gabbia rossocrociata è tornato Reto Berra. «Mi sento bene da qualche giorno ed ero pronto a esordire, anche se non ho potuto svolgere tanti allenamenti». L’estremo difensore degli elvetici - che ha saltato la prima parte del torneo a causa di una polmonite - si sofferma a sua volta sui piccoli tentennamenti ravvisati con i britannici: «Bisogna dire che il mio omologo è stato superlativo. E, più in generale, la Gran Bretagna ha lavorato tanto e bene. Detto ciò, non è sempre possibile vincere con 6-7 gol di scarto. Era importante dare continuità ai nostri successi, anche se, sì, l’efficacia portata in pista con l’Austria è venuta meno a questo giro».
