«La Finlandia è forte, ma amiamo queste sfide»

Quando si sbuca dalla metro, la strada è ancora lunga. Dalla fermata di Rho alla pista di ghiaccio provvisoria, ricavata nei capannoni di Fieramilano e pomposamente chiamata Rho Ice Hockey Arena, si deve camminare per un chilometro e mezzo. Un percorso agevolato dai tapis roulant, che i tifosi rossocrociati ripercorreranno domani sera per il quarto di finale contro la Finlandia, alle 18.10.
Anche la strada per le medaglie è ancora lunga, ma la Svizzera di Patrick Fischer ha superato senza affanno il primo ostacolo. Non è stata una goleada, ma avrebbe potuto esserlo, se capitan Josi e compagni avessero sfruttato tutte le occasioni avute in un primo tempo giocato su una sola porta. Quella difesa, brillantemente, dal 21.enne Damian Clara, talento di Brunico e titolare del Brynäs, nel massimo campionato svedese. Passata in vantaggio con il primo affondo (Kurashev) e volata sul 2-0 con il primo power-play (Josi), la Svizzera ha chiuso il parziale con un bilancio di 18 tiri a 2. Nel periodo centrale, gli elvetici hanno vivacchiato, rischiando qualcosina. Poi, nel terzo tempo, Hischier ha archiviato la pratica sfruttando un’altra superiorità numerica. La Svizzera ha poi controllato il gioco fino alla fine, con Clara ancora protagonista.
Si sale di livello
Oggi ci attende un avversario di ben altro livello, che l’Italia l’ha battuta 11-0 e che oggi può riposare. «Noi non ci siamo risparmiati, abbiamo continuato a spingere», assicura Nico Hischier, ma è probabile che la Svizzera abbia pensato anche a gestire le energie, soprattutto dopo il rapido doppio vantaggio. «Con più concretezza - spiega Patrick Fischer - avremmo chiuso prima la partita, ma il loro portiere è stato fantastico. Poi, come spesso capita, il secondo tempo è stato un po’ più aperto e abbiamo concesso un paio di occasioni. Ma nel complesso, abbiamo disputato una buona gara, gestendo il disco con grande maturità».
Domani, contro 24 giocatori di NHL, servirà molta più intensità. A snocciolare i nomi dei migliori finlandesi ci pensa ancora Hischier: «Aho, Rantanen, Hintz, Hieskanen... Potrei continuare. Al di là delle individualità, sappiamo di dover affrontare una squadra disciplinata e veloce, che gioca con semplicità. Ma sappiamo anche di avere il potenziale per batterli». Patrick Fischer non vede l’ora: «Amiamo queste grandi sfide e vogliamo misurarci con i più forti».
A fare la differenza, contro l’Italia, sono stati ancora i nostri giocatori di NHL, ma l’esito della sfida con i nordici dipenderà anche dalla tenuta di chi gioca in Svizzera: «Siamo una squadra e ognuno ha il suo ruolo», replica l’allenatore. Ed è probabile che il ruolo di portiere titolare spetti ancora a Genoni, oggi autore del suo secondo shutout nel torneo dopo quello all’esordio contro la Francia. «Non sono stanco, se la squadra ha bisogno di me, io sono pronto», assicura Leo.
