La Svizzera prova a resistere, ma poi il Canada dilaga

La nazionale svizzera femminile non ha affatto demeritato nel suo secondo match del torneo olimpico, disputato sabato sera a Milano. Contro il Canada, le rossocrociate sono state sconfitte con il punteggio di 4-0.
Con cinque ori olimpici e due titoli di vice-campionesse in sole sette edizioni, il Canada si presentava come un Ottomila da scalare a mani nude. In altre parole: aver evitato l’imbarcata contro la selezione nordamericana può già essere considerata una mezza vittoria.
La difesa ha retto
Si può addirittura affermare che, se non fosse stato per il power-play, il Canada difficilmente avrebbe perforato la difesa elvetica. Purtroppo, le giocatrici di Colin Müller si sono dimostrate un po' troppo fallose. Alina Müller e compagne sono riuscite a resistere alla prima superiorità numerica canadese, ma hanno dovuto cedere alla seconda durante il periodo centrale, con Natalie Spooner che è riuscita a battere Saskia Maurer. Nonostante un parziale di 30 tiri a 3 in favore delle nordamericane dopo 40 minuti, le svizzere erano sotto solo per 1-0. Il raddoppio è arrivato al 45', dopo appena cinque secondi di power-play. Le canadesi hanno poi dilagato con una terza rete in superiorità e un quarto gol al 57', sigillando una vittoria, come detto, logica.
A testa alta
Nonostante il risultato, le ragazze di Colin Müller possono uscire dal ghiaccio a testa alta. Se è vero che le canadesi hanno dominato nelle statistiche dei tiri (55 a 6), in parità numerica (5 contro 5) le elvetiche hanno dimostrato di saper reggere il confronto. Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì sera contro gli Stati Uniti, l’altra grandissima favorita del torneo. Sarà un’altra sfida durissima, ma lo spirito visto contro il Canada fa ben sperare.
