Hockey

L’Ambrì fatica a vincere in casa: «Non dev’essere un’ossessione»

Su cinque match alla Gottardo Arena, i leventinesi ne hanno conquistato solo uno - Anche contro il Berna è arrivata un’amara sconfitta all’overtime - Tapola: «Non diamo a questo dato un peso eccessivo, cerchiamo il successo a ogni match»
Il capitano dell’Ambrì Piotta Tommaso De Luca a colloquio con un arbitro. © Keystone/Andrea Branca
Maddalena Buila
11.10.2026 20:30

C’è un dato interessante che accompagna l’inizio della stagione dell’Ambrì Piotta. Su dieci incontri, cinque sono stati disputati alla Gottardo Arena. Di questi cinque, i leventinesi ne hanno vinto soltanto uno, quello del 18 settembre, contro il Rapperswil. Dalle trasferte, invece, sono finora tornati a casa con quattro successi su cinque. È vero, dal match di ieri sera contro il Berna i biancoblù hanno comunque conquistato un punticino, ma non la vittoria. No, l’overtime è stato amarissimo per gli uomini di Jussi Tapola. A 28 secondi dal termine l’urlo della Gottardo Arena sul gol di Heim è stato strozzato dagli arbitri, che hanno rovinato la festa ravvisando una rete viziata dal fuorigioco. Ventun secondi dopo è poi arrivata la doccia freddissima: il gol partita degli Orsi. Già nel corso della passata stagione, a dire il vero, l’Ambrì aveva faticato tra le mura amiche, facendosi preferire quando impegnato in trasferta.

Quel brutto terzo tempo

La tendenza, in questo avvio di campionato, prosegue. Dati che l’allenatore finlandese non prende troppo sul serio. «Sono tutte partite molto equilibrate», ci racconta Tapola nella pancia della Gottardo Arena. «Anche quella di stasera (ieri sera, ndr) lo è stata. In pratica, sono stati dei centimetri a fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Abbiamo affrontato squadre molto forti e credo che i tifosi ci sostengano molto. Naturalmente vogliamo vincere in casa, ma affrontiamo ogni match allo stesso modo. Non vogliamo dare a questo dato un peso eccessivo, perché se l’aspettativa diventa troppo pesante, come forse è successo nel terzo periodo (contro il Berna, ndr), si rischia di non riuscire più a giocare la propria partita. Se sentiamo troppa pressione per il fatto di dover vincere in casa, finiamo per non riuscirci. Si entra così in un circolo vizioso».

Che sia stata pressione, un momento di calo o un po’ di sfortuna, sta di fatto che l’Ambrì nella terza frazione del match giocato contro gli Orsi ha davvero fatto vedere un brutto volto. Un peccato, dato che nei primi due tempi i leventinesi erano riusciti a proporre il loro spumeggiante gioco. La pausa forzata di sette giorni, insomma, non ha lasciato alcuno strascico negativo su De Luca e compagni. Sempre Tapola: «Siamo entrati pronti in partita. Volevamo onorare il match in memoria di Diego (Kostner, salutato e ringraziato a ridosso del primo ingaggio, ndr). I ragazzi erano concentrati e abbiamo giocato bene. Anche il secondo periodo è stato positivo. In superiorità numerica, però, soprattutto dopo il gol, ci è mancata un po’ di intensità. Sono piccoli aspetti sui quali possiamo migliorare. Mi piacciono però la cultura e lo spirito che abbiamo all’interno della squadra. I ragazzi sanno che questo gruppo ha del potenziale. Nel terzo tempo, invece, non abbiamo gestito bene il disco. Di fatto, non abbiamo più giocato la nostra partita. Abbiamo cercato di sopravvivere. Eravamo quasi riusciti a portarla a casa, ma poi c’è stato il fuorigioco e, naturalmente, non abbiamo nulla da contestare su quella decisione».

Senza tempo per pensare

No, effettivamente c’è poco da contestare. Il fuorigioco era netto. Per il mentale dell’Ambrì, ciononostante, la rete annullata ad André Heim è stata una mazzata. «Mancavano 30 secondi, quindi non c’era molto tempo per pensare. Non possiamo farci nulla, è andata così», spiega un rammarico Michael Joly. «Gli arbitri avrebbero potuto fischiare i due falli per trattenuta con il bastone avvenuti poco prima del gol di Heim, ma non lo hanno fatto. Credo che, da parte loro, sia stata una decisione un po’ ingiusta, ma ormai è andata così. Fa male, ma fa parte del gioco. Dobbiamo guardare avanti. Possiamo però ripensare agli errori commessi durante la partita e cercare di concentrarci su quelli per migliorare». Una nota positiva notata durante il match contro il Berna, per l’Ambrì e per Joly, è stata l’affinità tra il canadese e Inti Pestoni, schierato nuovamente nella sua stessa linea. «Sì, mi piace giocare con lui. È un buon giocatore, ha una buona gestione del disco ed è anche bravo nei passaggi. Mi trovo bene in linea con lui».

Un calendario bislacco

L’Ambrì Piotta ha dovuto attendere sette giorni prima di riprendere il filo del campionato contro gli Orsi. Ora ne dovrà aspettare altri sei prima di affrontare il Kloten, venerdì sera. Un calendario quanto meno bislacco. «Credo che sia una situazione che riguarda tutte le squadre, non soltanto noi. Non so quale sia il motivo dietro queste scelte di tempistiche, ma la situazione non mi piace. Se non erro lo Zugo ha giocato soltanto sei partite, mentre la maggior parte delle squadre ne ha già disputate undici. Naturalmente ci sono dei vincoli, come il fatto che alcune squadre non possano giocare in casa in determinati momenti, ma rimane un calendario piuttosto strano. Si gioca molto e poi, all’improvviso, si disputa una sola partita. Secondo me, la Lega potrebbe fare un lavoro decisamente migliore, coordinandosi con le arene e cercando almeno di rendere il calendario più equilibrato per tutti», chiosa l’allenatore finlandese.