L'Ambrì ha trovato subito la cura per le vertigini

Martedì 15 settembre 2026, prima giornata di campionato. L’Ambrì Piotta di Jussi Tapola rende visita all’Ajoie di Ville Peltonen. È una rivincita degli ultimi playout, ma anche una sfiziosa sfida tra due allenatori freschi di titolo mondiale con la Finlandia, entrambi in qualità di assistenti. Agli occhi di molti osservatori, la partita mette subito di fronte le due squadre indiziate per occupare le ultime due posizioni della classifica. Insomma, l’antipasto di un altro playout. I leventinesi lo vincono ai rigori.
Se questo fosse un film, ora sullo schermo apparirebbe la scritta «Sei settimane dopo». È sabato 24 ottobre 2026. L’Ambrì Piotta di Jussi Tapola accoglie l’Ajoie di Ville Peltonen. In palio – incredibile ma vero – c’è il secondo posto. È la realtà di un campionato imprevedibile, reso tale dalle difficoltà di alcune «big», certo, ma soprattutto dalla sorprendente forza delle presunte «piccole».
Alla faccia dei pronostici
Per la settima volta di fila – nonché la sedicesima negli ultimi diciotto scontri diretti – i biancoblù hanno battuto i giurassiani. Alla Gottardo Arena è finita 3-0, con i leventinesi bravi a riscattarsi dopo il brutto k.o. di venerdì a Rapperswil. L’Ambrì ha ripreso il suo volo, l’Ajoie non ha sfigurato. È la rivincita degli «underdog». «Nessuno si aspettava di vederci così in alto», dice Jussi Tapola con un sorriso sornione. «Tutti gli esperti, nei pronostici d’inizio stagione, ci avevano piazzati in fondo, insieme all’Ajoie del mio amico Peltonen. La sua è una buona squadra, allenata da uno dei migliori coach europei. Ho lavorato con Ville in nazionale e riconosco il suo tocco nel gioco dei giurassiani. La loro posizione in classifica, dopo tanti anni difficili, non è un caso. Non è fortuna. È una squadra che in troppi, negli anni, hanno sottovalutato. Noi no. Il rispetto dell’avversario è un elemento importante per riuscire a vincere».
Ma torniamo all’Ambrì e al suo secondo posto in classifica: «Quando vinci – prosegue Tapola – fanno tutti a gara per dirti quanto sei bravo. Ma appena inizi a goderti troppo quella sensazione, rischi di ritrovarti subito in basso. Ogni sera dobbiamo portare in pista ciò che ci rende forti. Basta concedere il 5% nell’intensità, nell’impegno o nei duelli, per essere meno competitivi. Venerdì a Rapperswil non è mancata la voglia di vincere, ma abbiamo passato la serata a rincorrere, senza riuscire a giocare il nostro sistema. Contro l’Ajoie si è vista una reazione».
Una sicurezza tra i pali
L’Ambrì è ripartito dall’organizzazione difensiva, dall’efficacia nelle situazioni speciali e dal cinismo, trovando le reti in momenti chiave: una alla fine del primo tempo con Müller, due alla fine del periodo centrale con Muggli (su magico assist di Järventie) e il solito Joly, arrivato a 11 gol. Ma sul successo c’è anche la firma di Philip Wüthrich, che dopo il suo secondo «shutout» stagionale si è subito affidato alle manovre dello staff medico per gestire il problema fisico che lo sta infastidendo da un po’. «I portieri sono i giocatori più importanti per una squadra», afferma Tapola. «Sono dei top player per definizione. Noi siamo messi bene, ne abbiamo tre di valore. Philip sta giocando su buoni livelli, ha fiducia. Speriamo che continui così. Abbiamo uno dei migliori staff medici della lega e i nostri specialisti lavorano costantemente con lui. Se dovesse avere problemi, sappiamo di poter contare su Senn e Jaafri».
Aspettando Virtanen
Prima o poi Jesse Virtanen tornerà a disposizione di Tapola. Come inserirlo, senza spezzare gli equilibri? «Quando fai programmi per le settimane successive, finisci spesso per doverli cambiare a causa di infortuni o altri imprevisti. Jesse è un giocatore importante e si sta allenando per ritrovare la condizione. Non vogliamo correre rischi. È bello sapere di avere questo asso nella manica, ma la stagione è lunga. Ci restano 37 partite e avremo bisogno di tutti».
