Hockey

L’Ambrì, l’America e infine il Ginevra: «Per ora mi godo il mio ultimo anno»

La stagione dei biancoblù è iniziata nel migliore dei modi - Anche André Heim può sorridere: si è ritagliato un ruolo prezioso in squadra e ha già trovato una nuova casa per la prossima stagione: «È stata una decisione importantissima, ma serberò tanti bei ricordi del periodo in Leventina»
André Heim (a destra) festeggia con Roby Järventie il momentaneo 1-0 contro i Lions, nato da un suo assist. © Keystone/Andrea Branca
Maddalena Buila
29.09.2026 06:00

L’Ambrì Piotta è partito in quarta. Pim, pum, pam e nel giro di sei partite dall’inizio del campionato si è portato al secondo posto in classifica, dietro solo ai lanciatissimi ZSC Lions. In pochi, probabilmente, avrebbero predetto un avvio di stagione così positivo in casa biancoblù. La National League è ancora lunghissima, certo, ma se chi ben comincia è già a metà dell’opera, allora gli uomini di Jussi Tapola non possono che darsi una bella pacca sulla spalla. Fatta eccezione per il match a Losanna, l’Ambrì ha inscenato cinque partite ben giocate, compresa quella contro il già citato Zurigo, nonostante alla fine i leventinesi siano usciti a mani vuote dalla contesa. Si lavora con il sorriso alla Gottardo Arena, dove stasera è atteso un altro osso duro: il Davos. Al match contro i grigionesi, l’Ambrì ci arriva forte di un derby scoppiettante, portato a casa per 5-3 sabato scorso. Ripartiamo proprio da lì con un André Heim soddisfatto. «È stato sicuramente un successo importante: volevamo riscattarci dopo l’ultima partita. Abbiamo bisogno di ogni punto, dunque anche aver conquistato il primo derby stagionale è stato sicuramente positivo».

Aiuto reciproco

Il segreto di questo ottimo inizio di stagione, secondo i più, è da ricondurre allo spirito di gruppo leventinese. L’amalgama che si sarebbe creata durante l’estate tra le mura della Gottardo Arena starebbe insomma dando i suoi primi frutti. «Sì, mi trovo d’accordo con questa lettura», ci conferma il numero 44 biancoblù. «Lavoriamo davvero gli uni per gli altri. Ci sosteniamo e siamo sempre pronti ad aiutarci. È un aspetto assai determinante. Anche la preparazione estiva è stata modificata parecchio rispetto al passato. Quest’estate era tutto piuttosto nuovo: gli allenamenti, il training camp, il lavoro a secco. Era tutto diverso. Penso che sia stato positivo introdurre aria fresca anche in questo senso e credo che tutti fossero pronti per l’avvio di stagione. Io, personalmente, lo ero. Avevo fame di riscatto dopo la scorsa annata. Ora dobbiamo continuare così. Non siamo ancora arrivati al nostro livello di gioco ideale, quindi possiamo ancora migliorare. Dobbiamo semplicemente procedere passo dopo passo». Per prepararsi al meglio all’avvio di campionato fuori dal ghiaccio, André Heim ha scelto il riposo per ricaricare le batterie: «Innanzitutto mi sono preso una buona pausa riflessiva dopo la scorsa stagione. Poi sono tornato al lavoro. Ho fatto più cose, e più variegate, rispetto al passato. Uscire dalla comfort zone mi ha aiutato. Infine, ho cercato semplicemente di giocare e non pensare troppo».

Una scelta ponderata

L’Ambrì Piotta e la sua amalgama dovranno ad ogni modo reinventarsi l’anno prossimo. È già certa, infatti, la partenza del 28.enne svizzero, che ha scelto Ginevra per proseguire la sua carriera. Lascerà la Leventina al termine del campionato corrente. «Dopo cinque anni, che diventeranno sei al termine di questa stagione, sentivo il bisogno di qualcosa di nuovo, di una nuova sfida. Ho avuto dei buoni colloqui con il Ginevra e ho dunque deciso di andare in questa direzione», racconta l’attaccante. «Non è però stata una decisione facile. Ho cercato di essere davvero sicuro della mia scelta e di esserne felice, prima di confermarla. È stata una delle decisioni più importanti della mia carriera e penso che sia quella giusta». Doveroso, a questo punto, lanciare uno sguardo ai tanti anni passati in biancoblù. «Sono sicuramente fiero di tante cose che ho conquistato qui ad Ambrì. La Coppa Spengler è stata certamente uno dei momenti più importanti, ma penso anche a tutto quello che abbiamo vissuto con i nostri tifosi nel corso degli anni. Sono stati tanti i momenti bellissimi. Ma non dimentichiamo che ho ancora un anno da vivere e godere in Leventina. Vedremo cosa mi riserverà (sorride, ndr)».

La luce in fondo al tunnel

All’interno del capitolo leventinese s’inserisce anche la parentesi americana. Era il 2023 quando Heim partì alla volta dei St. Louis Blues per sbarcare il lunario in NHL. Tutti sappiamo che le cose andarono diversamente, con l’attaccante elvetico di rientro in Svizzera già a ottobre dopo un fallimentare breve periodo oltreoceano. «Ma non è stato un totale fiasco», chiarisce André. «Prima dell’America era stato tutto un crescendo, continuavo a volare sempre più in alto. Poi ho ricevuto un pugno in faccia. Non è stato facile e ci ho messo più tempo di quanto pensassi a incassare il colpo, ma anche questo fa parte del mestiere. I due anni successivi al mio rientro in Svizzera sono stati piuttosto duri. Pensavo troppo a tutto e quello non era il mio modo di giocare. Non è stato un periodo felice, mi sono sentito come se avessi fallito. Ma oggi posso dire di aver imparato molto da quell’esperienza e sono sicuro mi sarà utile per il futuro. Ora, per fortuna, sto ritrovando il mio gioco». Venerdì sera contro lo Zurigo c’era anche Claude Julien, l’uomo che ebbe un ruolo importante nel portare Heim ai Blues. «Ciononostante non ritengo sia stata una partita dal sapore particolare per me. Non ho parlato molto con lui. È stata quasi una partita “normale” nonostante naturalmente sapessi che era seduto sulla panchina avversaria».

Con la testa libera

Di ritorno dall’America, poi, Heim ha dovuto reinventarsi e ritrovare il suo spazio tra le fila leventinesi. «Sicuramente non è stato facile, ma ho dato tutto, spingendomi sempre al massimo. Quest’estate, come detto, ho poi cambiato la mia preparazione e penso sia stata una mossa vincete. Ora devo semplicemente continuare a giocare, senza pensare troppo e divertendomi». Sì, ci ha messo del tempo Heim, ma alla fine si è ritagliato un nuovo ruolo, più difensivo rispetto al passato. «E devo dire che mi sento abbastanza sicuro in questa nuova posizione - confessa il 28.enne -. Sì, penso riuscirò ad aiutare la squadra in questo ruolo».