Le pagelle dei Mondiali: Genoni e Josi trascinano un grande gruppo

Tolta una finale giocata al di sotto del proprio potenziale, il Mondiale dei rossocrociati è stato molto positivo. Ecco il nostro pagellone.
Leonardo Genoni 6
7 partite, 4 gol subiti, 97,08%
Ogni anno ci si chiede quanto durerà il suo rendimento in rossocrociato. E lui continua a disputare Mondiali fantastici. A Zurigo firma 3 shutout, portando il suo record a 15. Subisce solo 4 gol in 7 partite. Alcune facili, d’accordo, ma quando più conta, Leo c’è. Lo rivedremo in Germania nel 2027? All’orizzonte non si vedono eredi pronti a rimpiazzarlo.
Reto Berra 5
2 partite, 3 gol subiti, 92,50%
Si aggrega in ritardo per una polmonite, giocando contro Gran Bretagna (confeziona un pasticcio, ma il gol viene annullato per fuorigioco) e Finlandia (contribuendo alla vittoria del girone). Figura positiva per lo spogliatoio. Ma anche il suo futuro è incerto.
Sandro Aeschlimann 4,5
1 partita, 2 gol subiti, 91,30%
Entra subito in gioco per rimpiazzare l’ammalato Berra e far riposare Genoni. Con la Lettonia disputa una gara onesta.
Roman Josi 6
10 partite/5 gol/7 assist/+15
Torna a giocare un Mondiale casalingo dopo il suo esordio a Berna nel 2009. È motivatissimo e dà spettacolo ogni volta che entra sul ghiaccio. Interpreta il ruolo con eleganza e concretezza. E non per nulla viene eletto MVP del torneo.
Janis Moser 5,5
10 partite/0 gol/5 assist/+11
Non ha i numeri di Josi, ma non disdegna le incursioni offensive. Soprattutto, conferma la solidità difensiva che gli ha permesso di strappare un contratto da 54 milioni in NHL.
Dominik Egli 5-
10 partite/0 gol/4 assist/+7
Trova una proficua intesa con Josi. Con il disco si concede qualche rischio, ma ha buone intuizioni. Un po’ troppo timido quando va al tiro dalla blu.
Dean Kukan 4,5
10 partite/1 gol/3 assist/+8
La penalità di partita rimediata contro la Svezia rischia di compromettere il quarto di finale dei rossocrociati. Ha qualità importanti, ma non è sempre lucidissimo e finisce raramente sul tabellino.
Tim Berni 4,5
10 partite/0 gol/1 assist/+4
Disciplinato, pulito. Gli manca il guizzo e un po’ di personalità, ma nel suo primo Mondiale da «top 6» se la cava.
Christian Marti 5
10 partite/0 gol/2 assist/+10
Grinta, gioco fisico e spirito di sacrificio. Un uomo squadra.
Sven Jung 4,5
10 partite/0 gol/3 assist/+5
Anche lui fa valere il gran fisico, interpretando bene il ruolo di settimo difensore.
Lukas Frick s.v.
1 partita/0 gol/0 assist/0
Solo pochi minuti di ghiaccio contro la Gran Bretagna.
Nico Hischier 5+
10 partite/6 gol/5 assist/+10
Lo scorso anno era parecchio mancato in finale, a causa di un infortunio. Questa volta la gioca senza incidere come avrebbe voluto, ma confermandosi imprescindibile agli ingaggi. Inizia il Mondiale con le marce ridotte, poi cresce, toccando l’apice nell’ultima partita del girone contro la Finlandia e nel quarto di finale contro la Svezia. Prezioso a tutta pista.
Timo Meier 5
9 partite/3 gol/8 assist/+10
Come l’anno scorso, più uomo assist che cecchino. Il suo gioco fisico impressiona sui due lati della pista. A volte esagera, come contro la Svezia, quando gli arbitri lo graziano con una penalità minore. La commissione disciplinare lo squalifica per la semifinale e forse perde un po’ di sicurezza. In finale, infatti, non lo vediamo con la necessaria serenità.
Attilio Biasca 5-
10 partite/1 gol/2 assist/+6
Trascorre le prime due partite in panchina, da 13. attaccante, senza vedere il ghiaccio. Poi l’infortunio di Suter gli spalanca addirittura le porte della prima linea, con Hischier e Meier. Sfrutta l’occasione mettendoci una voglia pazzesca, tra lavoro sporco e movimenti intelligenti. Sempre positivo, sarà un pilastro della Nazionale per molti anni.
Denis Malgin 5,5
10 partite/5 gol/8 assist/+12
Tecnica sopraffina, accelerazioni eccezionali. Anche lui soffre la pressione della finale, ma il suo è un torneo da protagonista. La rete che vale il 2-1 contro la Svezia ha probabilmente stabilito un record di decibel nella Swiss Life Arena.
Sven Andrighetto 5,5
10 partite/4 gol/11 assist/+12
Meno realizzatore del solito e più uomo assist. In coppia con Malgin si conferma giocatore di classe internazionale e chiude come miglior marcatore del torneo con 15 punti.
Calvin Thürkauf 5
10 partite/3 gol/4 assist/+9
A voler cercare il pelo nell’uovo, rimedia qualche penalità di troppo, due delle quali in finale. Per il resto, gioca un Mondiale da applausi, all’insegna della duttilità. Parte come centro difensivo tra Niederreiter e Bertschy, poi si trasforma in ala offensiva con Malgin e Andrighetto, trovando un’intesa perfetta con i due zurighesi.
Nino Niederreiter 5
10 partite/2 gol/3 assist/0
Velocità e potenza non sono più quelle di una volta, ma vive un altro torneo da leader autentico, facendo sentire la sua presenza sia in spogliatoio, sia davanti alle due porte.
Pius Suter 5-
5 partite/1 gol/3 assist/+3
Contro gli USA segna il primo gol del nostro Mondiale, ma nella terza partita contro la Germania si infortuna. Rientra in tempo per la semifinale e nell’ultimo atto è lo svizzero più pericoloso. Purtroppo non trova la freddezza necessaria.
Christoph Bertschy 5
10 partite/3 gol/0 assist/0
Tuttofare caparbio e generoso. Ha anche il merito di sbloccare la semifinale con la Norvegia, fin lì assai laboriosa. Simon
Knak 5
10 partite/2 gol/3 assist/+7
Si conferma in una linea affiatata, completata da Riat e Jäger. Lavoro fisico e qualche gioia personale. Come Biasca, sarà un pilastro della Nazionale.
Damien Riat 5+
10 partite/5 gol/3 assist/+6
Non tradisce mai, confermando il suo fiuto del gol e diventando preziosa per il power-play. Come Thürkauf, rimedia qualche penalità di troppo.
Ken Jäger 5
10 partite/4 gol/3 assist/+6
Il gol di Helenius, segnato sotto i suoi occhi, gli resterà in testa a lungo. Ma non cambia il giudizio sul suo bel Mondiale, condito da quattro reti e dalla doppietta segnata alla Finlandia nella fase preliminare.
Théo Rochette 4,5
10 partite/3 gol/3 assist/+4
Scende presto nelle gerarchie, finendo come 13. attaccante e specialista del power-play.
Nicolas Baechler 4+
5 partite/0 gol/1 assist/+2
Fa il suo come centro difensivo, ma in sole cinque partite.
Jan Cadieux 5,5
Neppure lui riesce a sciogliere la tensione da finale, ma gestisce al meglio il suo primo Mondiale. Raccoglie un’eredità pesante, guidando la squadra nella tempesta del «caso Fischer», conservando l’identità del gruppo e mostrandosi abile tartticamente.
