Hockey

Lugano, da una prova di playoff all'altra

Contro il Losanna i bianconeri hanno vissuto una serataccia, ma giovedì potranno riscattarsi con gli ZSC Lions - Simion: «Affrontare avversari così forti a poche settimane dai quarti di finale è perfetto» - Mitell: «Spero di poter presto schierare la formazione tipo»
Dario Simion. © Keystone/Samuel Golay
Fernando Lavezzo
01.03.2026 19:45

Il Lugano non sa ancora se chiuderà la regular season al terzo, al quarto, al quinto o al sesto posto. Non sa se nel primo turno dei playoff dovrà vedersela con gli ZSC Lions, con il Ginevra o con il Losanna. Ma una cosa è certa: per avere una chance contro queste grandi squadre, dotate di più talento e di maggiore profondità, servirà ben altro rispetto a quanto mostrato sabato contro i vodesi. Pasticcioni, fragili e imballati, i bianconeri hanno vissuto una serataccia. Forse appagati dalla qualificazione ai quarti di finale, blindata 24 ore prima a Porrentruy, Thürkauf e compagni sono apparsi poco concentrati, regalando tre reti che hanno chiuso i conti a metà gara. Nel terzo tempo si è vista una reazione ed è arrivato il primo gol in National League di Cyrill Henry, ma per mettere in difficoltà gli uomini di Ward – già battuti due volte in casa loro – sono necessari 60 minuti di grande solidità, fluidità e cinismo. Ingredienti che serviranno anche giovedì contro lo Zurigo, in un’altra prova generale in vista dei giochi per il titolo: «Per noi è perfetto poter affrontare questi squadroni a poche settimane dai playoff, consapevoli di poterle poi ritrovare al primo turno», ci dice Dario Simion. La lezione rimediata sabato dal Losanna va analizzata con lucidità. «Non abbiamo giocato bene, siamo stati meno bravi di loro in ogni situazione e in questo modo è impossibile battere un avversario così forte», prosegue Simion. «Nei playoff, il livello salirà ancora, ma non dobbiamo fasciarci la testa per una gara andata male. Forse la matematica qualificazione ai playoff ci ha un po’ distratti in fase difensiva, ma non è una scusa: abbiamo perso troppe battaglie, trascorrendo poco tempo in zona offensiva. Se lasci sempre il disco al Losanna, prima o poi il gol lo prendi. Ora ci prepareremo per affrontare al meglio le ultime tre giornate di regular season e sono convinto che per i playoff saremo pronti».

Anche Dahlström in infermeria

Già privo di due pilastri quali Mirco Müller e Lorenzo Canonica, sabato il Lugano ha perso anche Calle Dahlström dopo il primo tempo: «Non sembra grave, verrà valutato nei prossimi giorni, ma di sicuro la sua assenza, unita a quella di Mirco, non ci ha aiutati a livello difensivo», afferma Tomas Mitell. Che poi dice la sua sulla partita contro i vodesi: «Il Losanna ci ha messo sotto pressione e abbiamo faticato più del solito nella gestione del disco. Ci è mancata un po’ di qualità nell’uscita dal terzo e abbiamo commesso errori che normalmente non facciamo, concedendo tre reti facili». Il tecnico svedese sta portando avanti alcuni esperimenti per integrare al meglio Valk e Kupari, ma il tempo stringe e prima o poi il Lugano dovrà trovare il suo definitivo line-up da playoff. Infortuni permettendo, ovviamente. «Io vorrei già poter schierare la formazione ideale», confessa Mitell. «Sarebbe bello poter chiudere la regular season testando la squadra che giocherà gara-1 dei quarti. Per farlo, però, occorre che tutti si rimettano dai rispettivi acciacchi. Speriamo di ricevere buone notizie in settimana». Sabato anche Emanuelsson figurava tra gli infortunati, ma la sua assenza è stata probabilmente precauzionale, dettata anche dalla rotazione tra i sei stranieri d’attacco. Una rotazione da cui è ormai uscito del tutto Perlini, finito in fondo alle gerarchie dello staff.

Questione di freschezza

Giovedì lo Zurigo in casa, sabato il Kloten in trasferta e lunedì lo Zugo, di nuovo alla Cornèr Arena. L’obiettivo è chiudere nel «top 4» e godere del vantaggio del ghiaccio nei quarti di finale. Dopodiché, il Lugano godrà di una decina di giorni di pausa prima dell’inizio dei playoff. Un periodo durante il quale andranno in scena i play-in (incertissima la lotta per il decimo posto) e che concederà a Mitell un po’ di tempo per recuperare gli assenti. La squadra dovrà poi ritrovare la freschezza e l’esplosività dei giorni migliori. Il carico di lavoro fisico effettuato durante la sosta olimpica sembra aver lasciato qualche scoria, ma dovrebbe pagare nella fase calda della stagione.

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