L’ultimo sforzo per un Lugano ormai in riserva

Ma allora, il Lugano è affaticato oppure no? L’impressione è che i bianconeri siano in debito di ossigeno. O a corto di benzina, se preferite. Il derby, senza nulla togliere ai meriti dell’Ambrì Piotta, lo ha ribadito. Il capitano, Calvin Thürkauf, respinge questa ipotesi: «La stanchezza non c’entra», ci ha detto giovedì sera, nei corridoi della Gottardo Arena. Giovanni Morini, ai microfoni della RSI, ha evidenziato la crescita della sua squadra nel terzo tempo, sottintendendo che di carburante nel serbatoio ce n’era ancora: «Abbiamo spinto molto di più per cercare il pareggio, semmai avremmo dovuto giocare meglio nei primi 40 minuti». Ma Luca Fazzini, intervistato da TeleTicino, ha fatto capire – pur senza cercare alibi e riconoscendo la superiorità dei cugini – che la tregua olimpica sarà la benvenuta: «Ultimamente, siamo stati un po’ corti a livello di line-up (per via degli infortuni, ndr.) e abbiamo avuto un po’ meno energie», ha affermato il topscorer momò. «Daremo tutto quello che ci resta per vincere lo scontro diretto contro il Ginevra Servette (in programma questa sera alla Cornèr Arena, ndr.), poi potremo finalmente tirare un po’ il fiato».
Meno viaggi all’orizzonte
Per la squadra di Tomas Mitell, la qualificazione diretta ai playoff non è in discussione, mentre il terzo posto rimane un obiettivo concreto. Assicurarsi il vantaggio del ghiaccio nei quarti di finale sarebbe evidentemente importante, anche se l’avversario – salvo sconvolgimenti post-olimpici – sarà fortissimo, con uno tra Zurigo, Losanna e Ginevra all’orizzonte. Per chiudere al meglio la sua regular season, il Lugano potrà però contare su un calendario favorevole a livello di chilometraggio. Oltre a quella odierna, infatti, anche quattro delle sei partite in programma dopo i Giochi si disputeranno alla Cornèr Arena. Ai bianconeri – che in gennaio hanno viaggiato parecchio – restano dunque soltanto due match «on the road», il 27 febbraio a Porrentruy contro il fanalino di coda Ajoie e il 7 marzo a Kloten, contro un’altra squadra in lotta per la salvezza. In casa, dopo la lunga sosta, l’HCL affronterà invece Bienne (24 febbraio), Losanna (28 febbraio), ZSC Lions (5 marzo) e Zugo (9 marzo, ultima giornata di regular season). Non mancano dunque test di altissimo livello per arrivare pronti ai giochi per il titolo.
Due stranieri in difficoltà
Per andare lontano, il Lugano avrebbe sicuramente bisogno di un sestetto straniero più completo. E il fatto che nella prima unità di power-play giochi un solo import – Zach Sanford – la dice lunga. Emanuelsson si sta facendo valere per intraprendenza, velocità e rigore tattico. Dahlström resta un elemento prezioso per portare ordine in zona difensiva. Carrick – seppur tra alti e bassi – ha recentemente dato segnali di ripresa, soprattutto a livello di concretezza nella manovra offensiva. Ma sugli altri due, Sekac e Perlini, in molti hanno ormai perso la speranza. Tomas Mitell continua a difenderli, sottolineando il loro impegno e la loro attitudine positiva all’interno dello spogliatoio. Ma le prestazioni in partita, al di là di qualche rara scintilla, sono lì da vedere, tra dischi persi, tiri fuori misura e iniziative personali senza senso. Ci penserà l’arrivo Curtis Valk a svegliarli?
