Malgin: «Come una palla di neve, non ci siamo più fermati»

L’atmosfera era già bellissima nelle prime due partite del nostro Mondiale, vinte contro gli Stati Uniti e la Lettonia. Ma questa sera si è passati al livello successivo. Più decibel, più partecipazione. E ancora più entusiasmo. «È stato incredibile», ci dice Denis Malgin. «Anche dal ghiaccio abbiamo percepito un ambiente particolarmente caldo e festoso». Sarà che con la Germania, da queste parti, è sempre derby. Sarà che dopo 25 minuti molto laboriosi e indisciplinati, la Svizzera è diventata a dir poco travolgente: tre reti in tre minuti e mezzo e altre due nel finale di un periodo centrale spettacolare, nel quale i tedeschi non ci hanno capito nulla. Rapide triangolazioni, giocate di classe, transizioni, power-play efficace e concreto. Una volta sbloccatisi con l’1-0 di Malgin, segnato al 26’ in inferiorità numerica, i rossocrociati hanno preso la squadra di Harold Kreis per il collo, sospinti dall’euforia di 10 mila spettatori vestiti di rosso. Già nel pomeriggio, per la sfida che ha visto la Finlandia strapazzare gli USA 6-2, sugli spalti c’erano soprattutto tifosi svizzeri. Un piacevole antipasto, prima dell’abbuffata serale. Il 2-0 lo ha segnato un altro attaccante degli ZSC Lions, Sven Andrighetto. Poi è stato Bertschy a trasformare in oro il lavoro di Niederreiter. Tre reti in 213 secondi, seguite dal 4-0 di Hischier e dal 5-0 di Josi, entrambi in 5 contro 4. «Dopo il primo gol, ci siamo completamente sbloccati», dice ancora Malgin. «È stato il classico effetto palla di neve. Abbiamo preso sempre più forza e fiducia, trovando alcune combinazioni pregevoli. Evidentemente il pubblico ha apprezzato il nostro gioco e ci ha spinto a non mollare la presa».
Imparare a soffrire
Ancora Andrighetto ha firmato il 6-0 all’inizio del terzo tempo. Solo nel finale è sfumato lo shutout di Genoni. Ma la prestazione dei rossocrociati è stata da applausi. «Nel primo tempo e nei primi minuti del secondo abbiamo subito tre penalità non necessarie, ma bisogna anche dare merito alla Germania per aver iniziato la partita con intensità. Poi, una volta trovato il vantaggio, non ci siamo più fermati», conclude Malgin. Domani la Svizzera godrà di una giornata tranquilla, poi inizierà un trittico di partite particolarmente abbordabili: mercoledì l’Austria, giovedì la Gran Bretagna e sabato l’Ungheria. Sarà importante fare il pieno di punti e di energie positive in vista della sfida che verosimilmente metterà in palio il primo posto nel girone, quella con la Finlandia di martedì 26 maggio. Nel frattempo, Jan Cadieux tiene i piedi per terra: «Abbiamo avuto un po’ di fortuna a passare in vantaggio in inferiorità numerica e a sfruttare un loro errore (di Wissmann, che ha perso il disco davanti alla sua porta, ndr.) per trovare subito il raddoppio. A quel punto abbiamo sfruttato l’energia dei tifosi e ci siamo svegliati del tutto. La Germania è partita bene, ma siamo rimasti tranquilli, aspettando il momento buono per colpire. È importante che la squadra impari anche a soffrire, perché non potrà andare sempre tutto liscio in questo torneo». Finalmente c’è stato spazio anche per Attilio Biasca, rimasto in panchina nelle prime gare: «Abbiamo bisogno di tutti», dice il coach.
