«Mia mamma ha dato inizio al mio sogno olimpico»

Nicole Vallario, ventenne di Davesco, non scorderà mai la stagione 2021-22. Prima il trasferimento negli Stati Uniti per giocare nel campionato universitario, poi la selezione per i Giochi di Pechino. «Quando ho iniziato a giocare a hockey, non credevo che tutto questo fosse possibile», racconta la ticinese cresciuta nelle Ladies bianconere. Un club che ha visto sua mamma tra le fondatrici: «È stata proprio lei, ex giocatrice, a trasmettermi questa passione. A 4 anni ero già in pista. A 20 mi ritrovo alle Olimpiadi. È incredibile. Le ho sognate sin da bambina, quando le guardavo in televisione insieme ai miei genitori. Speravo di poterci arrivare, certo, ma non pensavo di riuscirci davvero. Sono contenta e orgogliosa di questo traguardo».
Il primo impatto
Le incertezze legate alla pandemia non hanno lasciato indifferente Nicole: «Ho avuto paura di non poter venire ai Giochi a causa del coronavirus, ma fin qui è andato tutto bene. Appena siamo atterrate a Pechino ci hanno testate in aeroporto, accogliendoci con gentilezza. Una volta arrivate al villaggio, siamo rimaste in camera fino all’esito del tampone. Poi, finalmente, abbiamo cominciato ad allenarci e ad entrare nel vero clima olimpico. Iniziare il torneo alla vigilia della cerimonia d’apertura è un po’ strano: saremo in pista giovedì e di nuovo venerdì, poche ore prima dell’inaugurazione ufficiale. Secondo i piani, dovremmo comunque riuscire a sfilare con la delegazione rossocrociata. Non vedo l’ora».
Al fianco di un mito
Vallario può contare su due compagne italofone, Evelina Raselli e Nicole Bullo: «Loro di Olimpiadi se ne intendono e in questi giorni mi hanno raccontato le differenze tra Pechino e le edizioni passate. Mi hanno confermato che lo spirito olimpico è comunque presente, nonostante le restrizioni. Nicole Bullo, poi, è sempre stata il mio idolo sin da quando ero piccola. Speravo di diventare come lei e queste Olimpiadi sono un primo passo. Poterle disputare al suo fianco rende tutto più speciale».
Dal Turgovia al Minnesota
Dopo aver fatto tutta la trafila nel Lugano, nel 2020-21 Nicole ha giocato per il Turgovia: «Volevo imparare meglio il tedesco, la lingua dominante in Nazionale. Per me era importante riuscire a comunicare con le compagne. In quel periodo ho anche lavorato in un servizio clienti telefonico. È stato utile per crescere, anche se non mi è piaciuto più di tanto».
Dal Turgovia al Minnesota il passo può sembrare lunghissimo, ma non per l’intraprendente Vallario: «Ho avuto l’opportunità di andare a giocare in NCAA, il campionato universitario statunitense, e non me la sono lasciata sfuggire. Era un sogno nel cassetto, lì l’hockey femminile gode di molte attenzioni e il livello è altissimo. Gioco per la University of St. Thomas, dove studio scienze motorie. Alcune squadre avversarie sono tra le migliori del Paese e questo mi sta aiutando a progredire costantemente. I miei genitori devono farsi qualche levataccia per vedere le mie partite, ma soprattutto mia mamma non se ne perde una. È sempre attaccata al computer, anche alle 3.00 di notte. Per lei svegliarsi alle 5.00 per vedermi esordire a Pechino contro il Canada sarà una passeggiata».
