Olimpiadi

Michael Fora vuole assorbire tutto, anche lo stile dello short track

Il difensore ticinese si sta godendo la sua seconda esperienza ai Giochi e si dice prontissimo per l'esordio contro la Francia
© AP/Carolyn Kaster
Fernando Lavezzo
12.02.2026 06:00

In queste sue seconde Olimpiadi, Michael Fora vuole assorbire tutto quanto. Emozioni, certo, ma anche ispirazioni. «Al villaggio parlo soprattutto con sportivi e sportive di altre discipline, per capire come vivono l’attesa per le loro gare, come si allenano e come si preparano a livello mentale. Nel tempo libero, ho inoltre assistito ad alcune competizioni. Martedì, ad esempio, sono andato a vedere la gara a squadre dello short track. È stato spettacolare, a tratti rocambolesco. Quegli atleti sono delle schegge, vanno sempre al limite e non mollano mai, neanche quando sembrano tagliati fuori. C’è da imparare», racconta il difensore rossocrociato. Per poi scherzare: «Noi hockeisti abbiamo uno stile di pattinaggio completamente diverso dal loro e probabilmente, nell’immediato, non potrò andare altrettanto veloce. Ma chissà, forse un giorno riuscirò a mettere in pratica le cose che ho visto».

Zona mentale

Mike, che insieme alla collega della nazionale femminile Nicole Vallario rappresenta il Ticino a Milano Cortina 2026, ha messo in pausa il campionato svizzero, che lo vede in testa con il suo Davos sin dalla prima giornata. Ma non gli ci è voluto molto per immergersi nel clima dei Giochi milanesi: «La nostra Nazionale può contare su un gruppo affiatato, composto da ragazzi che si conoscono da anni. È sempre fantastico ritrovarsi per vivere insieme un grande torneo. L’atmosfera nel villaggio olimpico è vibrante, c’è tanta energia, tanta vita. Anche nel 2022, a Pechino, ero riuscito a godermi l’esperienza al massimo, erano i miei primi Giochi ed ero felicissimo di esserci, ma con le limitazioni dovute alla pandemia, non era possibile avvicinarsi troppo agli atleti di altre delegazioni e di altre discipline. Ora, invece, il contatto è facile e diretto. Insomma, ci si sente più liberi».

Al villaggio, gli atleti dispongono anche di una «Mind Zone» o «Zona mentale», ovvero uno spazio rigenerante, in cui possono rilassarsi, meditare o accedere a un supporto personale. «Io ne ho approfittato per leggere un libro in piena tranquillità», racconta Fora. «È significativo che anche il CIO, mettendo a disposizione questo spazio, abbia voluto sottolineare l’importanza della salute mentale negli atleti, un aspetto spesso sottovalutato. Nello sport si è confrontati con un’altalena di emozioni e di pressioni che ti può portare molto in alto o molto in basso. Ed è prezioso poterla gestire con gli strumenti giusti».

Inizio morbido

Il torneo olimpico dei rossocrociati all’arena di Santa Giulia inizia oggi sul mezzogiorno (12.10) contro la Francia di Enzo Guebey (compagno di Fora a Davos e futuro bianconero), del losannese Floran Douay (ex Ambrì Piotta) e dei «giurassiani» Antoine Keller, Thomas Thiry, Kevin Bozon e Pierre-Edouard Bellemare, tutti e quattro in forza all’Ajoie. Si tratta sicuramente dell’ostacolo meno preoccupante in un girone completato dal Canada (che affronteremo domani sera alle 21.10) e dalla Cechia (domenica alle 12.10). «Non credo che iniziare affrontando l’avversario meno attrezzato sia un’arma a doppio taglio», ci dice Mike. «Rispettiamo tutti e ci faremo trovare pronti, con la giusta attitudine mentale. Vogliamo vivere nel presente e spingere sempre al massimo, senza pensare a ciò che verrà dopo. Sarà un’edizione fantastica, attesissima, con il ritorno dei giocatori di NHL a dodici anni dalla loro ultima partecipazione ai Giochi. Negli ultimi anni la nostra Nazionale ha fatto grandi passi avanti, ma non si è mai confrontata con una squadra d’élite al gran completo, con tutti i suoi top player. Quest’anno ci sono tutti e non vediamo l’ora di misurarci con loro. Il talento non ci manca, ma ne hanno parecchio anche le altre selezioni. Proveremo dunque a sfruttare la nostra chimica».

Prove generali

Lunedì la Svizzera ha affrontato la Lettonia in un test a porte chiuse, nella pista di allenamento ricavata in un capannone adiacente l’arena. Una sfida senza veri contrasti, terminata 5-5 e arbitrata anche dall’assistente allenatore Marcel Jenni: «Se l’è cavata bene, nessuno ha reclamato», scherza Fora. «Battute a parte, abbiamo limitato i check, ma è stato comunque utile potersi confrontare con un’altra squadra», afferma l’ex capitano leventinese. «Dopo una settimana di allenamenti e di partitelle in famiglia, ci ha fatto bene raccogliere qualche informazione in più su noi stessi. Abbiamo potuto trovare nuovi punti di riferimento e trarre informazioni importanti per capire su cosa dobbiamo ancora lavorare e per mettere a punto la composizione delle linee». Ieri la selezione di Patrick Fischer si è allenata a porte chiuse. Sarà interessante scoprire se il coach punterà su due terzetti interamente «made in NHL», magari con Fiala, Hischier e Meier nel primo e Niederreiter, Suter e Kurashev nel secondo. La coppia degli ZSC Lions, Malgin-Andrighetto, potrebbe essere completata dal versatile Bertschy, mentre in quarta Calvin Thürkauf potrebbe essere affiancato da Riat e Schmid, con Jäger o Knak quali jolly. Lo staff ha già scelto chi giocherà in porta, ma non ha anticipato nulla. Lasciamoci sorprendere.