HC Lugano

Mitell e Thürkauf lanciano i playoff: «Sì, possiamo battere lo Zurigo»

Il tecnico bianconero e il suo capitano sono pronti per gara-1 dei quarti di finale, in programma domani sera alla Swiss Life Arena
© Keystone/Samuel Golay
Fernando Lavezzo
20.03.2026 15:39

Quando viene chiesto a Tomas Mitell quale sia il suo piano per arginare Denis Malgin e Sven Andrighetto, le due stelle più luminose del firmamento zurighese, Calvin Thürkauf, seduto alla sinistra del coach, sorride. Forse il piano è proprio lui, il capitano, spalleggiato dai fidi Dario Simion ed Einar Emanuelsson. Un terzetto capace di segnare, sì, ma che in stagione si è spesso occupato delle migliori linee avversarie, contenendole con efficacia. Il tecnico svedese, ex campione di poker, non si sbottona, nasconde le carte, ma sa benissimo che molti pericoli arriveranno proprio da Malgin e «Ghetto»: «Sono due giocatori eccellenti, molto importanti anche per la nazionale svizzera, ma non penso che ci sia una ricetta particolare per limitarli», afferma Mitell. «Se ci fosse, qualcuno l’avrebbe già utilizzata. Dobbiamo rispettare la loro forza ed essere molto lucidi, ma anche considerare il valore dello ZSC nel suo complesso. È un’ottima squadra, molto solida, ma sappiamo di poter giocare al loro livello. Non sarà facile, però crediamo in noi stessi e non vediamo l’ora di iniziare la serie».

«Personalmente - aggiunge Thürkauf - sono contento che Malgin si sia ripreso dall’infortunio rimediato alle Olimpiadi. Eravamo insieme a Milano, è stato brutto perderlo già alla seconda partita dei Giochi. Ora saremo avversari, l’amicizia passerà in secondo piano, ma preferisco comunque affrontare il miglior Zurigo possibile. Se eliminassimo una squadra ridimensionata dagli infortuni, poi qualcuno ce lo rinfaccerebbe. Noi proveremo a batterli così come sono, consapevoli del fatto di affrontare i vincitori degli ultimi due campionati».

Al completo

Per gara-1, in programma domani sera alla Swiss Life Arena, anche il Lugano sarà al completo. Müller, Dahlström e Aleksi Peltonen sono di nuovo a disposizione e Mitell avrà finalmente la possibilità - e il dovere - di fare delle scelte: «È una gran bella sensazione», ammette l’allenatore bianconero. «Mirco e Calle hanno svolto un grande lavoro per tutta la stagione e speriamo che possano ritrovare il ritmo il più velocemente possibile. Oltre ad aiutarci in difesa, ci permettono di riconquistare il disco e di uscire più velocemente dalla nostra zona, favorendo le nostre transizioni e, più in generale, il nostro gioco offensivo».

Verosimilmente, domani il Lugano giocherà con due stranieri in difesa e quattro in attacco, lasciando in tribuna Valk e Perlini. Mitell, ovviamente, non conferma e non smentisce: «Vogliamo semplicemente mettere in pista la squadra che può darci maggiori possibilità di vittoria. Magari punteremo su cinque attaccanti stranieri. E in ogni caso la composizione potrebbe cambiare da una gara all’altra». Spesso criticato, Sekac sembra intoccabile. E forse la sua attitudine da playoff (due anni fa fu tra i migliori in finale con il Losanna) potrà riemergere: «Jiri è un giocatore dalle forti emozioni. Deve trovare un equilibrio tra l’essere fisico e il giocare un buon hockey, sappiamo che è in grado di farlo. Cerchiamo di aiutarlo in questo senso, e speriamo che possa avere un grande impatto in questa serie».

Una rivalità storica

Pur non avendola vissuta in prima persona, Calvin Thürkauf conosce la rivalità da playoff tra Lugano e ZSC: «Proprio per questo, siamo contenti di aver trovato loro come primo avversario. Io non c’ero, ma mi ricordo bene la finale del 2018, persa dal Lugano a gara-7, dopo un percorso fantastico. In spogliatoio si sente il fuoco per questa sfida, siamo pronti e vogliamo andare avanti. Non dobbiamo nasconderci, siamo forti e possiamo battere tutti. Ci siamo allenati bene, lo staff ha raccolto le informazioni necessarie e ormai i Lions li conosciamo bene. Sarà fondamentale restare nel nostro sistema di gioco. Quando lo abbiamo fatto, abbiamo raccolto le maggiori soddisfazioni di questa stagione».

Dopo ogni pausa, il Lugano ha faticato a ritrovare subito il ritmo. Stavolta non potrà permetterselo: «Rispetto alla regular season il contesto è diverso, siamo molto carichi e vogliamo lanciare subito un messaggio», assicura il capitano. «Andremo a Zurigo con la mentalità giusta per vincere la partita e prendere il comando nella serie».

Passione e orgoglio

Nel 2018 non c’era Thürkauf, ma nel Lugano giocavano già Fazzini, Morini e Bertaggia: «Avranno sicuramente fame di rivincita», afferma Mitell. «Ma stiamo parlando di tre giocatori che non hanno bisogno di motivazioni supplementari. Hanno garantito tanta energia durante tutta la stagione e indossano la maglia del Lugano con orgoglio e passione. Me ne sono accorto già in agosto».

Passione e orgoglio potrebbero fare la differenza, ma non basteranno: «Il segreto sarà segnare un gol in più dei nostri avversari», scherza Tomas Mitell. «Battute a parte, vogliamo avere la mentalità giusta sin dall’inizio e giocare l’uno per l’altro. Dovremo applicare il nostro sistema al meglio, ma la mentalità sarà decisiva».

Sistema, mentalità. Forse, il valore aggiunto del Lugano è proprio rappresentato dal suo staff tecnico. Se Marco Bayer, sulla panchina degli ZSC Lions, deve soprattutto pensare a gestire un gruppo di grandi campioni senza fare danni, Mitell e Hedlund possono fare la differenza a livello puramente tattico e strategico: «Questo lo lascio dire a voi», afferma con modestia il tecnico scandinavo. «Ogni allenatore ha le proprie sfide. Non so come funzionino le cose a Zurigo, ma io sono felice di guidare il Lugano e di lavorare con questi fantastici ragazzi».

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