Mitell: «Il passaporto conta poco, guardiamo le prestazioni»

Non è comune, nel nostro campionato, giocare quattro partite di fila in trasferta. Tocca invece al Lugano scendere appunto in pista quattro volte lontano dai propri tifosi. I bianconeri si trovano in mezzo al guado. Dopo aver affrontato Losanna e Ginevra, ora tocca andare a sfidare in casa loro Zugo e Berna.
Tomas Mitell non sembra preoccupato: «Il calendario è così – spiega il coach bianconero – a volte capita di dover giocare più partite di fila in trasferta. Non cambia molto, a dire il vero. Sì, a volte tornando a casa di notte si manca l’allenamento del giorno seguente, ma spesso i giocatori sono contenti di questo (ride, Ndr). È chiaro che preferiamo giocare davanti ai nostri tifosi, ma abbiamo avuto due buone trasferte a Losanna e a Ginevra. Ci sentiamo pronti per la sfida con lo Zugo, insomma».
Nulla contro Mike
Non si è intanto ancora spenta l’eco della partenza verso Berna di Mike Sgarbossa. Il direttore sportivo Janick Steinmann ha detto a chiare lettere che – per vari motivi – il canadese non è stato in grado di rispondere alle aspettative riposte su di lui. Mitell fornisce qualche dettaglio tecnico in più: «Le cose non sono andate come volevamo e probabilmente lui ha avuto la stessa sensazione. Succede, fa parte del nostro mondo. A volte va tutto bene, altre si incontrano dei problemi. Mi ripeto, capita. Gli auguro il meglio a Berna e guardiamo avanti».
Il problema targato Sgarbossa è stato insomma solo una questione di ghiaccio. Il giocatore non ha mai avuto comportamenti che hanno indotto il club ad allontanarlo: «Non è successo nulla di particolare. Abbiamo dato tanti minuti a Sanford, da quando è arrivato, e forse il ruolo che ha dovuto accettare non ha soddisfatto Sgarbossa, come per esempio giocare nella seconda unità di power-play. Probabilmente non era ciò che si aspettava e che si augurava. No, non è successo nulla con lui. A volte il ruolo che un giocatore desidera non si incastra con le esigenze della squadra».
Mitell sembra non guardare in faccia a nessuno. Nella prima partita in cui Sgarbossa era finito in tribuna, Connor Carrick si era ritrovato in pista quale settimo difensore: «Noi cerchiamo di mandare sul ghiaccio la migliore squadra possibile, provando a non guardare troppo al passaporto, se è svizzero o straniero. È una questione di prestazioni in pista. Abbiamo una buona squadra, profonda, e a volte un coach deve prendere delle decisioni difficili. Questo fa parte dello sport».
Una sola licenza straniera
Intanto però il Lugano ha ancora una sola licenza da far valere sul mercato degli stranieri. Sgarbossa non c’è più e non si sa se e quando tornerà Kupari. Toccando ferro, un ulteriore infortunio di uno straniero potrebbe mettere in difficoltà la squadra bianconera. Anche in questo caso, Mitell non si scompone: «Questo è un tema che riguarda maggiormente il general manager. Noi cerchiamo di fare ciò che pensiamo sia la cosa giusta. Abbiamo già dovuto utilizzare un paio di licenze a causa degli infortuni che hanno colpito i nostri stranieri. Anche queste sono cose che capitano. I giocatori entrano ed escono: ciò che conta è che la base della squadra e la sua identità rimangano intatte. Per questo non sono preoccupato del fatto che ci rimanga una sola licenza. Sono più concentrato sulla squadra che scenderà in pista a Zugo».Samuel Guerra non tornerà più a Lugano, mentre dalla prossima stagione, da Davos, si trasferirà a Lugano Enzo Guebey: «Lo abbiamo affrontato, ho potuto vederlo all’opera e l’ho pure studiato al video. È un elemento solido, right, che può dare un buon contributo sia in fase difensiva che offensiva. Sono felice che Guebey diventerà un nostro giocatore, ma per il momento non è nei miei pensieri».
Personalità da vendere
A mente fredda, Mitell è naturalmente soddisfatto di ciò che ha saputo mostrare il suo Lugano a Losanna e a Ginevra, anche se alle Vernets è arrivata una sconfitta all’overtime. I bianconeri hanno però evidenziato personalità in entrambe le occasioni: «Sì, sono ovviamente contento delle trasferte a Losanna e Ginevra, due piste difficili contro due squadre forti. Stiamo giocando di meglio in meglio e ora mi auguro di compiere un passo supplementare se vorremo battere queste due squadre anche più in là nella stagione. Ora ci concentriamo sull’ultimo pezzo della regular season e vediamo quel che succederà».
Prima della fine della regular season, ci sarà ancora la pausa olimpica. Il Lugano vuole arrivare alla sosta per i Giochi nella miglior posizione possibile. Mitell pensa invece maggiormente alla crescita del gruppo: «Una cosa è vincere ed avere successo, un’altra è rimanere umili. Non è scontato pensare che il successo non sia sempre garantito. Sono ancora convinto che il nostro gioco in transizione possa migliorare. Quando vinci un po’ di più, l’importante è mantenere la compattezza e inoltre ci sono dei dettagli che si possono migliorare e sui quali bisogna sempre lavorare».
