Mitell tra frustrazione e ottimismo: «Non è tutto negativo»

Un pranzo in comune al Club ’41, poi tutti sul pullman. Sì, il Lugano si è già rimesso in viaggio. Rientrato da Porrentruy con l’umore sotto i pattini – «domenica eravamo tutti arrabbiati e frustrati», ammette Tomas Mitell – nel primo pomeriggio di oggi i bianconeri sono ripartiti in direzione della Vaudoise Arena, dove domani sera affronteranno il Losanna. Lontano da casa, Thürkauf e compagni non hanno raccolto neanche un punticino, pagando i blackout accusati contro Kloten, Langnau e Ajoie. Sono state soprattutto le ultime due trasferte a lasciare il segno, con quelle rimonte subite nell’ultimo quarto d’ora: «Come a Langnau, anche nel Giura la prestazione è stata buona», sostiene il tecnico svedese. «Uscire sconfitti è stata un’enorme delusione. Le penalità incassate dopo il 3-1 di Fazzini hanno pesato, ma c’è stata anche un po’ di sfortuna, tra rimbalzi e deviazioni. In tutto il terzo tempo abbiamo concesso solo 5 tiri, subendo 4 gol. Stare lontani dalla panchina dei puniti sarà un primo passo per tornare a vincere, ma nel complesso abbiamo proposto tanto buon hockey».
Le statistiche avanzate, che comprendono anche i famigerati «gol attesi» (fatti e subiti), collocano il Lugano addirittura al secondo posto, alle spalle dello ZSC. «Questo aumenta il rimpianto per i risultati, ma ci conforta sulle prestazioni», dice Mitell. «Avremmo meritato qualche punto in più».
Un problema tra i pali?
Pochi tiri concessi, tanti gol subiti. Il Lugano ha dunque un problema di portieri? Niklas Schlegel, titolare in sei partite su sette, ha la peggior percentuale di parate del campionato con un misero 83,72%. Joren van Pottelberghe, sceso in pista a Langnau, ha chiuso il suo unico impegno con l’86,21%. «I portieri – replica Mitell – fanno parte della squadra. Come tutti, anche loro avrebbero potuto fare qualcosa in più in certi casi, ma non dimentichiamo che alcuni gol li abbiamo incassati in contropiede, o su rimbalzi sfortunati. Niklas e Joren stanno dando il massimo e lavorano ogni giorno per crescere, così come i loro compagni stanno lavorando per proteggerli meglio». Con van Pottelberghe ammalato, domani a Losanna giocherà ancora Schlegel, a cui avrebbe forse giovato un po’ di riposo: «Ma se ripenso alle reti subite a Porrentruy, non posso imputargli granché», dice Mitell. «Dobbiamo focalizzarci sulle cose importanti e andare avanti».
Avversari ambiziosi come il Losanna e lo Zurigo (ospite venerdì alla Cornèr Arena) potrebbero spingere i bianconeri a giocare con maggiore attenzione e disciplina: «La verità è che possiamo battere tutti e perdere contro tutti. Lo spirito di gruppo e la voglia di battagliare non sono mai stati un problema fin qui. Dobbiamo però tornare alle basi: se giochiamo il nostro hockey, siamo una buona squadra».
Chi al posto di Lollo?
Privo dei suoi due difensori stranieri, Miller e Brännström, oltre che di Fora e Czarnik, sabato il Losanna ha strappato il primo punto ai Lions, cedendo solo all’overtime. E nei turni precedenti aveva battuto il Ginevra ai rigori, dopo un’epica rimonta, e il Bienne. Insomma, nonostante l’infermeria affollata, i vodesi hanno cambiato marcia. Il Lugano dovrà fare altrettanto, senza poter contare su Canonica (infortunio alla parte inferiore del corpo, valutazione settimanale): «Lollo è stato importante per la sua linea, ora dobbiamo capire chi affiancare a Fazzini e Sanford. Abbiamo un paio di idee, ma non abbiamo ancora deciso».
Più spazio per «Zanna»
Marco Zanetti, intanto, si gode la fiducia dello staff, che lo ha promosso in linea con Shore e Lycksell, schierandolo pure in power-play e box-play: «Ho avuto un buon inizio, ma ricevendo così tanti minuti di ghiaccio vorrei fare di più per aiutare la squadra. La rimonta subita dall’Ajoie ci ha fatto male e vogliamo reagire. Dobbiamo tornare a fare le cose che ci riescono meglio e concedere meno penalità».
