Nate Schnarr è già integrato: «Ma posso dare ancora di più»

La sconfitta di sabato contro il Losanna non ha intaccato l’umore nello spogliatoio dell’Ambrì Piotta. I cinque punti conquistati nelle prime tre partite sono del resto un bottino più che positivo per cominciare la stagione. A confermarlo ci sono anche le risate e gli sfottò che accompagnano una sfida organizzata al termine dell’allenamento: dalla panchina, una decina di giocatori biancoblù si diletta a lanciare il disco il più vicino possibile al punto d’ingaggio di centro pista. L’obiettivo? Stabilire l’ordine di scelta al draft del Fantahockey della NHL. «Ha vinto Bosson, sarà lui a scegliere per primo», ci racconta Nate Schnarr rientrando nella pancia della Gottardo Arena, mentre controlla la graduatoria sul cellulare. Il canadese, terzo classificato, può comunque sorridere. «Se sono più contento del mio lancio o del primo gol con l’Ambrì? Ovviamente della rete», dice divertito. «È stato bello sbloccarmi subito contro l’Ajoie e togliermi immediatamente quel pensiero».
I passi avanti da fare
Meglio di così, in effetti, non poteva andare: sua la prima rete stagionale dei leventinesi, suo anche uno dei rigori trasformati dopo il 65’ che hanno permesso all’Ambrì di lasciare Porrentruy con due punti. Anche nelle due gare successive, seppur mettendo a referto un solo punto, Schnarr si è comunque rivelato un elemento prezioso a tutta pista e già ottimamente integrato nei meccanismi di coach Tapola. Il finlandese gli ha affidato da subito un ruolo di primo piano: con quasi venti minuti di ghiaccio a partita, Schnarr è finora l’attaccante biancoblù più utilizzato. «Il mio adattamento all’hockey svizzero è stato rapido, è vero, ma non posso ancora ritenermi totalmente soddisfatto delle mie prestazioni», confessa l’ex attaccante del Colonia. «Penso di poter dare ancora di più alla squadra. Devo continuare a lavorare ogni giorno per alzare il mio livello di gioco». A partire da un dato: quello degli appena cinque tiri scagliati nello specchio nelle prime tre partite. Troppo poco? «Questo è sicuramente un aspetto su cui devo fare passi avanti. Ne abbiamo parlato anche all’interno della nostra linea: dobbiamo riuscire a tenere maggiormente il disco in zona offensiva e creare più spazi per trovare buone soluzioni di tiro».
Tanto allenamento
Magari sfruttando proprio le qualità agli ingaggi del numero 76, che con il 57,5% di riuscita è il migliore tra i biancoblù. «Sicuramente», conferma Schnarr. «Anche perché sulle piste più grandi è ancora più importante cominciare il cambio con il possesso del disco. Da dove nasce questo mio punto di forza? Dal tanto lavoro che gli ho dedicato. Certo, un pizzico di talento conta, ma è un gesto che più alleni e meglio ti riesce».
Skinner, che ricordi!
Dopo aver mostrato grande affiatamento già in preseason, la linea del canadese, completata da De Luca e Järventie è stata tra le più positive anche nella prima settimana di stagione. Questa sera, tuttavia, potrebbe presentarsi con un volto diverso. Il finlandese è uscito acciaccato dal weekend ed era assente dall’allenamento: la sua presenza alla Tissot Arena resta in dubbio, sebbene le sensazioni siano positive. Sarà invece sicuramente assente, sul fronte bernese, la star Jeff Skinner - tre gol nelle prime due partite - uscito malconcio sabato contro il Langnau. Quello di Skinner è un nome a cui Schnarr fa emergere bellissimi ricordi legati alla sua infanzia. Il centro biancoblù è infatti nato e cresciuto a Waterloo, proprio negli anni in cui a pochissimi chilometri di distanza, a Kitchener, l’attaccante oggi al Bienne faceva faville in Ontario Hockey League con la maglia deiRangers guadagnandosi una chiamata al primo giro del draft NHL. «Avevo nove o dieci anni ed ero un grande tifoso dei Kitchener Rangers», ricorda Schnarr. «Avevamo l’abbonamento e andavo sempre a vedere le partite. Ricordo benissimo quella squadra, e Jeff in particolare: erano fortissimi. Hanno certamente avuto un ruolo importante nell’alimentare la mia passione per l’hockey». È allora un peccato che il 34.enne dei Seeländer non sia riuscito a recuperare. «Vogliamo infatti sempre affrontare i migliori e dimostrare di poter competere contro di loro. Fa parte del divertimento di giocare certe sfide».