Nick Shore, la scommessa bianconera che deluse l'Ambrì: che cosa andò storto in Leventina?

«Di fatto, l’Ambrì è stato l’unico club in cui Nick Shore non ha reso secondo le aspettative». A dirlo, la settimana scorsa, è stato Janick Steinmann, general manager del Lugano, che ha scelto il centro statunitense quale settimo straniero bianconero. Per ora solo fino al 31 ottobre, data in cui la situazione verrà rivalutata. Ma cosa andò storto, in Leventina, per l’allora 29.enne del Colorado, già campione con lo Zugo nel 2021? Proviamo a ripercorrere quei mesi deludenti.
Ovazione estiva
Nick Shore indossa la maglia biancoblù nei primi tre mesi della stagione 2022-23, reduce da un’annata da 26 punti in 49 partite con il Sibir Novosibirsk in KHL. «Me ne sono andato quando è iniziata la guerra», racconta appena approdato in Ticino. L’annuncio del suo ingaggio lo dà il presidente Filippo Lombardi durante la festa di presentazione della squadra, il 31 luglio 2022 alla Gottardo Arena. Nello stesso giorno, viene comunicato pure il ritorno di Brandon McMillan. Ovazione per entrambi.
I due nordamericani vanno così a completare un pacchetto d’importazione che comprende già il portiere Juvonen, i difensori Heed e Virtanen e gli attaccanti Spacek e Chlapik. Sette stranieri per sei posti, in quella che è la prima stagione dall’allargamento da quattro a sei. Come vedremo, la gestione della concorrenza sarà uno dei fattori indigesti a Shore. Ma andiamo con ordine.
Infortunio a Sursee
Nick sembra avere le caratteristiche ideali per rinforzare la squadra leventinese. Ne è ovviamente convinto il direttore sportivo Paolo Duca, che in lui vede un centro completo, intelligente, solido difensivamente ed efficace agli ingaggi (54,2% in 92 partite di KHL, 51% in 299 gare di NHL). All’inizio degli allenamenti sul ghiaccio lo statunitense non si presenta al top della forma, ma a complicare davvero le cose ci pensa l’infortunio al costato rimediato nel terzo match di preparazione, il 20 agosto al torneo di Sursee contro il Langnau. «Sarà a disposizione per l’inizio del campionato», assicura l’HCAP. E infatti il 16 settembre, per la prima giornata di regular season a Friburgo, Shore scende in pista al centro della terza linea, tra Zwerger e Pestoni, con Juvonen in sovrannumero e un grande Conz tra i pali. Nick firma subito un assist per il provvisorio 1-0 di Heim. Nonostante un disastroso 12,5% agli ingaggi (2 vinti, 14 persi) e una condizione comprensibilmente non ottimale («A fine partita era cotto», dichiara Luca Cereda), l’americano contribuisce alla vittoria per 2-1 all’overtime.
La squadra vola
Malgrado una preparazione estiva monca, Nick Shore viene schierato anche per l’esordio casalingo del giorno seguente contro il Berna, complice la squalifica di McMillan. Altra vittoria (5-1), nessun punto personale, ma immediato riscatto agli ingaggi: 66,67% (10 vinti su 15). Fino a metà ottobre, Nick non finisce mai in tribuna. Alla terza partita sta fuori McMillan, alla quarta Juvonen. Poi si fa male Heed e per tre settimane la concorrenza svanisce. L’Ambrì Piotta vola (21 punti nelle prime 12 partite, quarto posto in classifica) e Shore può inseguire una forma migliore senza pressione, schierato quasi sempre con Zwerger e, in alternanza, con Pestoni e Chlapik. Per il suo primo gol deve però attendere l’ottava giornata: a Zugo, contro gli ex compagni, firma il prezioso 4-3 che lancia la vittoria leventinese. Nella gara successiva va ancora in rete con il provvisorio 5-0 sul Kloten. La luce, però, non si accende mai per davvero. Anche agli ingaggi, l’ex Los Angeles Kings continua ad alternare il peggio (con ben cinque partite al di sotto del 36%) al meglio (77% nel suo primo derby, di cui però ci si ricorda soprattutto il bilancio personale di -3).
Abbonamento in tribuna
Il 18 ottobre a Losanna, con il rientro di Heed, Cereda può finalmente scegliere tra sette stranieri e Shore finisce per la prima volta in tribuna. Per alcune giornate la rotazione include anche Juvonen (più che altro per continuare a coinvolgere Conz) e McMillan. Ma se quest’ultimo – pur senza incantare – mostra almeno carattere e affronta la concorrenza interna come uno stimolo, Shore sembra accusare il colpo. Per ritrovare le migliori sensazioni avrebbe bisogno di giocare, ma le sue prestazioni e una combattività giudicata insufficiente lo fanno finire sempre più ai margini. Come se non bastasse, la squadra va fuori giri, subendo 8 sconfitte di fila tra il 21 ottobre e il 5 novembre. L’instabilità nel roster non aiuta Shore e non aiuta neanche l’Ambrì. Così, durante la prima pausa per la Nazionale, lo staff tecnico prende una decisione definitiva. Al ritorno in pista, Shore finisce in sovrannumero 7 volte su 8 tra il 18 novembre e il 10 dicembre, nonostante l’assenza per infortunio di due centri titolari, Heim e Kostner. Il divorzio sembra inevitabile e infatti, il 13 dicembre, l’HCAP comunica la separazione consensuale da Shore. Finisce in Svezia, all’HV71, dove ritroverà smalto. La sua avventura leventinese si chiude con un bottino di 2 gol e 5 assist in 18 partite, un bilancio di -3 e un complessivo 48,69% agli ingaggi. «È difficile dire esattamente cosa non abbia funzionato, ma le prestazioni non erano quelle che speravamo e che sperava anche lui», afferma Paolo Duca il giorno del commiato. «Con l’infortunio in agosto ha perso il ritmo e ha fatto fatica a ritrovarlo».
Subito dopo la partenza di Shore, l’Ambrì ingaggia per la prima volta Alex Formenton, un’ala pura. Complici i problemi al centro, i biancoblù mancheranno l’accesso ai pre-playoff. Un campionato da dimenticare per molti.
