Olle e Jere, i nuovi gemelli del gol: «A Lugano per vincere»

Jere Innala, il finlandese, è taciturno, timido, riservato. Olle Lycksell, lo svedese, è più espansivo e chiacchierone. L’importante, per i tifosi bianconeri, è che i due nuovi attaccanti del Lugano parlino sul ghiaccio, a suon di gol, assist e leadership. In questi giorni erano entrambi in Ticino per un primo sopralluogo. Oggi li abbiamo incontrati.
«Prima di stamattina, io e Jere non ci conoscevamo, se non come avversari», racconta Olle Lycksell, prendendo subito in mano la conferenza stampa di presentazione. «Nel 2022, nella mia ultima stagione trascorsa in Svezia con i Växjö Lakers prima di trasferirmi in Nordamerica, Innala e il suo Frölunda ci eliminarono 4-0 nei quarti di finale dei playoff. Fu dura da digerire». Il nuovo compagno annuisce e accenna un sorriso, forse ricordandosi di quella serie dominata in lungo e in largo. Poi interviene: «È il nostro primo giorno insieme, ma abbiamo già iniziato a conoscerci un po’», dice Jere. «So che Olle rimarrà a Lugano fino a venerdì, mentre io ripartirò già domani. Mia moglie è in attesa del nostro primo figlio e manca davvero poco». Ecco un primo punto di contatto tra i due nuovi attaccanti bianconeri: «Anch’io sto per diventare padre, ma non così presto», confessa Lycksell. Due giovani famiglie destinate a crescere insieme, tra le rive del Ceresio e gli spogliatoi della Cornèr Arena. «La stabilità è uno dei motivi che mi hanno spinto a firmare un triennale con il Lugano», spiega Lycksell. «La scorsa stagione ho fatto spesso su e giù tra la AHL e la NHL, nell’organizzazione degli Ottawa Senators. Per una famiglia, non è una situazione ottimale. Sono ovviamente contento di aver vissuto la mia avventura nordamericana e di aver giocato in NHL, ma per il futuro cercavo altro. A Lugano si sta costruendo qualcosa di bello e voglio far parte di una squadra vincente, con l’obiettivo di giocare i playoff e di andare sempre il più lontano possibile. Il primo impatto con la squadra, il club e la città è stato molto positivo e caloroso, mi sono subito sentito ben accolto». «Lo stesso vale per me», dice Innala, che già in marzo aveva firmato per due stagioni. «Da allora ho seguito il Lugano e ciò che ho visto mi è piaciuto molto. Ho sentito solo cose positive sul lavoro del nuovo staff tecnico e del GM. Ora voglio contribuire al prossimo passo».
Compagni di linea?
Tra di loro, Lycksell e Innala discutono in inglese: «Io non parlo il finlandese», scherza Olle. «Io, invece, conosco qualche parola di svedese, ma è più pratico virare sullo swenglish, un inglese con l’accento svedese», gli fa eco Jere. Per i due sarà soprattutto importante intendersi in pista. Magari nella stessa linea? E se sì, con quale tipologia di attaccante si potrebbe completare il loro terzetto? «Lo lasceremo decidere al coach, ma tra noi due non sarebbe male inserire un centro solido con il disco e forte negli ingaggi», afferma Lycksell, divertito ma anche un po’ spiazzato dalla domanda. A giudicare dalla risposta, il nativo di Oskarshamn si considera più un’ala che un centro: «Effettivamente mi vedo meglio in questo ruolo, perché è lì, all’ala, che ho giocato per la maggior parte del tempo negli ultimi due anni. Ma ripeto: deciderà il coach. E poi si vedrà quali chimiche nasceranno durante l’estate».
Già, deciderà Tomas Mitell. Un tecnico che entrambi conoscono, ma che nessuno dei due ha mai avuto in panchina. «Ho giocato con alcuni ragazzi che lo hanno avuto come allenatore e me ne hanno parlato molto bene. Nel mio ultimo anno in Svezia, lui guidava il Färjestad, quindi l’ho affrontato da avversario», racconta Olle. «Pure io ci ho giocato contro per un paio d’anni in Svezia», si limita a dire Innala. Che tra i suoi coach, in passato, ha avuto Ville Peltonen, leggenda bianconera, e Roger Rönnberg, fresco campione con il Friburgo: «Roger ha vinto tanto con il Frölunda, ma è comunque impressionante il modo in cui è riuscito a conquistare il titolo svizzero già al primo tentativo. Ha sicuramente portato a Friburgo la cultura del lavoro che caratterizza da sempre il Frölunda. Per quanto riguarda Ville Peltonen, che ho avuto all’IFK Helsinki, devo confessare che prima di venire a Lugano ho parlato un po’ con lui. Mi ha persino raccomandato un paio di posti dove mangiare. Sarà divertente giocare con i suoi due figli, Aleksi e Jesper».
Mentalità offensiva
Olle e Jere si definiscono due attaccanti offensivi. Proprio ciò di cui il Lugano aveva bisogno, dopo essersi scottato con la sterilità dei vari Sekac, Perlini e Sgarbossa. «Voglio finire sul tabellino dei marcatori il più possibile e so che Jere è un eccellente scorer, quindi abbiamo la stessa mentalità e la stessa visione», dice Lycksell. «Ma entrambi – aggiunge Innala – siamo anche dei lavoratori e non ci tiriamo indietro nel gioco senza disco. Io sono più tiratore, mentre Olle è forse più playmaker, ma siamo entrambi in grado di fare le due cose». «Sappiamo anche – rilancia Lycksell – che in Svizzera c’è sempre un po’ di pressione sugli stranieri, dai quali ci si attende molto a livello produttivo, ma credo che questa sia esattamente la sfida che cercavamo per il proseguimento delle nostre carriere». «È proprio così», conferma Jere. «La gente si aspetterà molto da noi, ma anche noi ci aspettiamo di giocare il nostro miglior hockey». Uno straniero che negli ultimi anni ha deluso le attese in bianconero è Arttu Ruotsalainen, che nella stagione appena conclusa è stato compagno di squadra di Innala. I due sono stati i migliori marcatori del Frölunda: «Siamo ottimi amici, abbiamo trascorso molto tempo insieme e anche lui mi ha parlato bene di Lugano, sebbene le cose, a suo tempo, non fossero andate per il meglio».
Innala e Lycksell torneranno in Ticino a fine luglio. Nessuno dei due giocherà i Mondiali in Svizzera. Lo svedese non è mai entrato nel giro della nazionale, mentre Innala ha già vinto una medaglia d’oro nel 2022 e un argento nel 2021: «La Finlandia che scenderà in pista a Zurigo è molto forte, inoltre io, come detto, sono in attesa del primo figlio e il tempismo non sarebbe stato ottimale per prendere parte alla rassegna iridata». Per conoscere le piste elvetiche, lui e Olle avranno tanto tempo.
