Patrick Fischer squalificato per quattro anni dalla Federazione internazionale

La Federazione internazionale di hockey su ghiaccio (IIHF) ha squalificato Patrick Fischer per quattro anni in seguito allo scandalo del falso certificato COVID, costatogli il posto di selezionatore della Svizzera alla vigilia dei Mondiali casalinghi dello scorso maggio. Lo anticipa la NZZ, precisando che la sospensione riguarda solo le squadre nazionali e non quelle di club. Stando alla stessa NZZ, sia la federazione tedesca, sia quella ceca, avevano sondato il terreno per capire se Fischer potesse diventare il nuovo allenatore delle rispettive nazionali. Ora, di certo, non sarà possibile, almeno fino al 2030. Non è ancora chiaro se il 51.enne presenterà ricorso contro la decisione della IIHF. Secondo la NZZ, il suo entourage starebbe valutando come procedere.
Il 26 agosto, la Federazione svizzera aveva annunciato la conclusione dell'indagine amministrativa interna sul «caso Fischer», senza però divulgarne l'esito. La IIHF aveva aperto a sua volta un'inchiesta, che ha condotto a questa sospensione. Come noto, Fischer ha usato un falso certificato COVID per recarsi alle Olimpiadi di Pechino del 2022 e probabilmente anche ai Mondiali in Finlandia dello stesso anno. La questione resta oggetto di un'indagine da parte di Swiss Sport Integrity. Se quest'ultima seguirà l'esempio della IIHF, Fischer verrebbe squalificato da ogni attività professionistica nell'hockey svizzero, club compresi.